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Recesso da un contratto di lavori in corso: che fare?

25 Dicembre 2017


Recesso da un contratto di lavori in corso: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Dicembre 2017



In un cantiere edile in corso, il direttore dei lavori degli impianti elettrici può rescindere un contratto in essere, per cessata attività della società di servizi (S.r.l.) della quale fa parte? Se la risposta fosse affermativa, in quali penali potrebbe ricorrere? Deve darne comunque comunicazione scritta (a.r.) o raccomandata a mano sottoscritta per presa visione?

In termini generali la giurisprudenza, (in particolare la Corte di Cassazione Civile sez. II, con sentenza n. 6886 del 24.03.2014), ha chiarito come l’attività di direzione lavori rientri nella categoria delle prestazioni d’opera intellettuale di cui agli articoli 2229 e seguenti del codice civile.

In tale contesto, il recesso risulta disciplinato dall’art. 2237, secondo il quale il prestatore d’opera può recedere da un contratto in corso solo per giusta causa, e comunque senza creare pregiudizio al cliente.

Nel caso in cui receda in assenza di giusta causa, egli sarà tenuto al risarcimento dei danni causati (come chiarito dalla Corte di Cassazione, sezione II, con sentenza n. 6170 del 16.03.2011).

Ai sensi dell’art. 2119 del codice civile, il fallimento o la liquidazione coatta amministrativa dell’azienda non costituiscono giusta causa di recesso.

È tuttavia dibattuto in giurisprudenza se la cessazione dell’attività (non dipendente da fallimento o liquidazione) comporti una giusta causa di recesso.

Il consiglio pratico che si offre è pertanto il seguente.

In primo luogo, sarà necessario verificare se il contratto stipulato per la direzione lavori preveda una specifica clausola di recesso, e cosa disponga sul punto.

Se il contratto non prevede nulla di specifico, il direttore dei lavori potrà comunque recedere, comunicandolo formalmente per raccomandata, nota a mani o messaggio di posta elettronica certificata.

Il recesso non comporterà il pagamento di una penale, ma il direttore dei lavori sarà tenuto a procedere in maniera tale da non recare pregiudizio alla società lettrice (ad esempio, prima di recedere dovrà darle il tempo di individuare un nuovo direttore dei lavori).

Nel caso il recesso dovesse comportare alla stessa dei danni, questa avrà la possibilità di agire in giudizio per ottenerne il risarcimento. Tale azione, tuttavia, potrebbe avere esito incerto, visto che la giurisprudenza non è concorde nel valutare se la cessazione di attività comporti una giusta causa di recesso.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Matteo Atzeni


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