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Morte per causa di fumo: quando intentare una causa

26 dicembre 2017


Morte per causa di fumo: quando intentare una causa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 dicembre 2017



Mio nonno paterno è morto nel 1989 a 67 anni, per tumore ai polmoni, Fumava negli ultimi periodi le Marlboro, prima le MS e le Nazionali, anche quelle senza filtro sciolte di quando era bambino. Posso intentare una causa per morte per causa di fumo?

Innanzitutto va detto che l’azione che il lettore vorrebbe avviare (relativamente alla morte di suo nonno a seguito di tumore polmonare cagionato dal fumo) si inquadra tra le cause di risarcimento danni per perdita di un congiunto. Infatti chiunque può riportare danni anche gravi dalla morte o dalla macro-invalidazione di un proprio familiare. Se l’evento è stato causato da un terzo (la casa produttrice delle sigarette), è possibile chiedere e ottenere il risarcimento del danno subito, sia patrimoniale sia non patrimoniale.

I danni che possono derivare dalla morte o dall’invalidazione del congiunto possono essere di varia natura e chi li subisce viene considerato infatti, a sua volta, vittima diretta dell’accaduto.

La domanda di risarcimento può essere avanzata da qualunque familiare: non importa il grado di parentela o di affinità; ciò che conta è che vi fosse tra vittima e congiunto superstite un rapporto di frequentazione e affettivo dotato di una certa significatività. Come ha, infatti, chiarito più volte la Corte di Cassazione, è del tutto verosimile che chiunque risenta del danno dalla perdita o dall’invalidazione del congiunto; è pertanto presumibile che si verifichino conseguenze pregiudizievoli in conseguenza della lesione subita dalla vittima primaria (il nonno del lettore).

Ora, analizzando in dettaglio il caso del congiunto del lettore bisogna precisare che, avendo lo stesso iniziato a fumare e venuto a mancare (1989) prima dell’entrata in vigore della Legge n. 428/1990 la quale ha previsto l’obbligo per i soggetti che producono e mettono in commercio tabacco di provvedere a porre in essere gli opportuni richiami ed avvertimenti sulla nocività del fumo e i rischi connessi allo stesso, potrebbe rientrare tra le fattispecie che hanno diritto a un indennizzo, in quanto riferite, appunto, a persone non debitamente avvertite dalle case di produzione delle sigarette sulla nocività del fumo e sui rischi connessi. Si puntualizza anche che la causa presso il tribunale competente per ottenere l’indennizzo in oggetto richiede la dimostrazione del nesso di causalità tra l’attività (il fumo) e l’evento dannoso (la morte per tumore) sulla base, appunto, dei referti e della consulenza tecnica (medica) di ufficio che verrà richiesta, nonché la valutazione di altri fattori, come il numero di sigarette quotidiane fumate dal soggetto e gli anni di fumo, eventuali precedenti casi di tumore in famiglia, l’eventuale esposizione a sostanze nocive, il lavoro svolto dal medesimo e la località nella quale è vissuto. Per avviare un’azione di tal genere è necessario, quindi, raccogliere tutta la documentazione riguardante il caso e rivolgersi a un legale di fiducia per ottenere l’adeguata assistenza al fine di promuovere il relativo giudizio. Tuttavia, si deve anche farle presente che la domanda di risarcimento per perdita del familiare è soggetta in via generale al termine di prescrizione comunemente operante nel settore della responsabilità civile e dunque al termine di cinque anni dal verificarsi dell’evento (morte), che nel caso del nonno del lettore è avvenuta appunto nel lontano 1989, pertanto a meno che il corso della prescrizione in questi anni non sia stato interrotto, il diritto alla richiesta danni risulta ormai prescritto da tempo.

Nel caso specifico pertanto la soluzione è la seguente: qualora il lettore abbia provveduto ad interrompere il corso della prescrizione, anche attraverso raccomandate con richieste di indennizzo inviate alla casa produttrice delle sigarette nel corso di questi anni (direttamente o tramite legale), potrà provare ad avviare una causa presso il tribunale competente per chiedere il risarcimento dei danni conseguenti alla perdita del suo congiunto a seguito di tumore causato dal fumo di sigaretta nei modi anzidetti. Nel caso, invece, in questo lungo periodo decorrente dalla morte di suo nonno ad oggi sia rimasto inerte, purtroppo, il diritto alla richiesta dell’indennizzo risulta ormai prescritto e qualsiasi azione in proposito verrebbe rigettata.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Giuliana Degl’Innocenti


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