Diritto e Fisco | Articoli

Assicurazione sulla vita: se il beneficiario muore prima dell’assicurato

26 dicembre 2017


Assicurazione sulla vita: se il beneficiario muore prima dell’assicurato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 dicembre 2017



Mio zio, il fratello di mio padre, ha un’assicurazione sulla vita. In caso di morte, la moglie era stata da lui indicata come la beneficiaria delle somme dovute dall’assicurazione. Mia zia però è deceduta pochi giorni fa. A chi spetta ora l’indennità, dal momento che il beneficiario è morto prima dell’assicurato?

In materia di assicurazioni sulla vita (cioè di quelle che comunemente vengono definite polizze vita) il diritto a percepire l’indennità, nel caso in cui il beneficiario (nel caso di specie la moglie dello zio del lettore) muoia prima dell’assicurato, spetta agli eredi del beneficiario a meno che il contraente abbia revocato il beneficio o abbia disposto diversamente.

Nel caso specifico, quindi, se la designazione del beneficiario non fu revocata dallo zio del lettore e se lo zio non dettò nella polizza specifiche volontà circa il caso di premorienza del beneficiario, le somme dovute dall’assicuratore spettavano, alla morte della moglie dello zio del lettore, allo zio non solo quale erede legittimo, ma anche in virtù delle volontà testamentarie di sua moglie. Pertanto, sulla base degli elementi forniti nel quesito, è possibile ipotizzare che le somme dovute dalla compagnia assicuratrice siano entrate nella disponibilità dello zio del lettore alla morte di sua moglie.

Se così fosse, le somme relative alle polizze vita si sono da quel momento confuse nel patrimonio personale dello zio e questi era ed è libero di utilizzarle, spenderle e investirle come meglio ritiene senza essere obbligato a conservarle intatte o a tenerle separate da tutto il resto del proprio patrimonio (anche perché dal momento in cui quelle somme sono state versate dalla compagnia assicuratrice allo zio del lettore la polizza stessa ha esaurito la sua funzione: in tal senso di è espressa la Corte di Cassazione con sentenza n. 6.548 del 3 dicembre 1988).

Perciò nel momento in cui lo zio del lettore dovesse mancare e non avesse fatto testamento, gli eredi legittimi (cioè solamente il fratello della moglie defunta) non avrebbero un diritto ad ereditare tutte intere le somme delle polizze semplicemente perché queste somme, dal momento in cui lo zio le avesse riscosse, sono entrate a far parte del suo patrimonio e si sono confuse con tutto il resto del suo patrimonio: in altre parole, come già sopra evidenziato, lo zio del lettore poteva e può liberamente decidere come impiegare queste somme e può anche consumarle e spenderle per intero.

Quando poi lo zio verrà a mancare, se non avrà redatto un testamento alla sua eredità saranno chiamati i suoi eredi legittimi che sono i fratelli, in mancanza di coniuge, figli e genitori.

Il padre del lettore, però, (il fratello dello zio, cioè) se accetterà l’eredità non avrà diritto ad avere per intero ed intatte le somme che lo zio riscosse dalle polizze vita, ma avrà diritto al patrimonio dello zio così come risulterà essere al momento in cui quest’ultimo verrà a mancare.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI