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Lo sai che? Quando si può andare in pensione con le vecchie regole?

Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2017

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Salvaguardia: chi può ottenere la pensione con le regole precedenti alla riforma Fornero?

Cristallizzazione dei requisiti, salvaguardia, salvacondotto: spesso si sente parlare della possibilità di potersi pensionare con le regole precedenti alla legge Fornero [1], ma sull’argomento c’è molta confusione e vengono diffuse informazioni non sempre corrette, o comunque male interpretate.

Bisogna innanzitutto precisare che le ipotesi di pensionamento con i requisiti antecedenti alla legge Fornero, più si va avanti col tempo e più diminuiscono, in quanto si tratta di agevolazioni destinate a coloro che erano abbastanza vicini alla pensione, nel momento in cui la normativa Fornero ha cambiato le regole. Il salvacondotto, ad esempio, interessa soltanto i nati sino al 31 dicembre 1952, mentre le salvaguardie, ogni anno che passa, coinvolgono sempre meno destinatari; peraltro, non sono ad oggi previste nuove salvaguardie. La cristallizzazione dei requisiti ante Fornero, poi, ad oggi interessa pochissimi destinatari.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, quando si può andare in pensione con le vecchie regole.

Cristallizzazione dei requisiti

La cristallizzazione dei requisiti consente, a chi ha maturato i requisiti per la pensione con le vecchie regole entro il 31 dicembre 2011, di pensionarsi quando si vuole, anche successivamente, utilizzando la normativa precedente alla legge Fornero. Una disposizione di favore, questa, volta ad agevolare chi, nonostante l’esponenziale aumento dei requisiti per la pensione, ha comunque scelto di restare al lavoro. La cristallizzazione dei requisiti, comunque, costituisce una sorta di principio nell’ordinamento previdenziale: in pratica, chi matura il diritto alla pensione secondo determinate regole può pensionarsi successivamente, anche nel caso in cui la legge cambi prevedendo regole più aspre.

Salvacondotto

Il beneficio conosciuto col nome di salvacondotto [2] consente di pensionarsi a 64 anni di età (64 anni e 7 mesi, nel 2017, per effetto degli incrementi legati alla speranza di vita), senza penalizzazioni, per coloro che sono nati sino al 31 dicembre 1952. Per fruire dell’agevolazione, però, è necessario possedere:

  • almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2012, più la quota 96 (la quota è la somma dell’età e dei contributi posseduti), per gli uomini;
  • almeno 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, per le donne.

Inizialmente, potevano ottenere l’agevolazione i soli dipendenti del settore privato, se occupati alla data del 28 dicembre 2011.

Successivamente, i beneficiari del salvacondotto sono stati ampliati, grazie a un’interpretazione più elastica della normativa da parte del ministero del Lavoro, poi recepita dall’Inps. Per approfondire: Pensione a 64 anni, quando?

Salvaguardia

La platea più ampia di lavoratori che hanno la possibilità di pensionarsi con le regole antecedenti alla legge Fornero è quella dei cosiddetti esodati o salvaguardati. La salvaguardia, in particolare, è un importante beneficio che consente, a determinate categorie di lavoratori, di pensionarsi con i requisiti precedenti alla Legge Fornero [1]. Di anno in anno, a partire dal 2012, data di entrata in vigore della riforma delle pensioni, sono stati emanati otto decreti di salvaguardia: secondo quanto stabilito dalla legge Fornero stessa [3], difatti, il beneficio non è strutturale, ma a numero chiuso, ed è concesso secondo una determinata procedura.

In pratica, non basta appartenere a una delle categorie di beneficiari della salvaguardia per pensionarsi con le regole antecedenti alla Fornero, ma è necessario che sia stato emanato un apposito decreto attuativo, che siano rispettati i requisiti specifici stabiliti, che la domanda sia inviata, all’Inps o all’Ispettorato del lavoro, entro una determinata scadenza e che le risorse siano sufficienti.

Le categorie beneficiarie della salvaguardia, nel dettaglio, sono:

  • lavoratori in mobilità o in trattamento speciale edile;
  • lavoratori autorizzati al versamento dei contributi volontari, in possesso di autorizzazione al versamento volontario dei contributi precedente al 4 dicembre 2011;
  • lavoratori cessati dal servizio;
  • lavoratori in congedo per assistere figli disabili
  • lavoratori a tempo determinato

Per conoscere, nel dettaglio, tutti i requisiti richiesti per ciascuna categoria, si veda: Ottava salvaguardia, i requisiti.

Le domande di salvaguardia potevano essere inviate entro il 1° marzo 2017. Da parecchio tempo si parla di una nona salvaguardia, che però, nella legge di Bilancio 2018, è al momento rimasta capitolo morto.

Pensione con le vecchie regole

Come già esposto, per accedere alla salvaguardia i requisiti di età e contribuzione sono quelli precedenti all’entrata in vigore della Legge Fornero [1] (incrementati dagli adeguamenti alla speranza di vita); la decorrenza della pensione non è immediata, ma devono essere applicate le vecchie finestre mobili: la finestra è un periodo di attesa tra la data di maturazione dei requisiti e quella di liquidazione, o decorrenza, della pensione.

In particolare, i requisiti per la pensione anteriori alla Legge Fornero, con gli adeguamenti alla speranza di vita, sono, nel triennio 2016-2018:

  • per la pensione di anzianità, possesso della quota 97,7, con un’età minima di 61 anni e 7 mesi, ed almeno 35 anni di contributi (si applica la finestra di attesa tra la maturazione dei requisiti e la decorrenza della pensione pari a 12 mesi);
  • in alternativa, possesso di 40 anni di contributi (la finestra applicata in quest’ipotesi è di 15 mesi);
  • per la pensione di vecchiaia (alla quale si applica una finestra di 12 mesi), sono necessari:
    • 20 anni di contributi (15 per i beneficiari della Deroga Amato);
    • 65 anni e 7 mesi di età per gli uomini e le dipendenti pubbliche;
    • 61 anni e 1 mese per le lavoratrici dipendenti del settore privato).

Chi possiede anche contribuzione da lavoro autonomo, oltreché quella da lavoro dipendente, per accedere all’ottava salvaguardia dovrà possedere, alternativamente, i seguenti requisiti:

  • possesso della quota 98,7, con un minimo di 62 anni e 7 mesi di età ed almeno 35 anni di contributi (la finestra, in questo caso, è di 18 mesi);
  • possesso di 40 anni di contributi (in quest’ipotesi, la finestra è di 21 mesi);
  • possesso di 65 anni e 7 mesi d’età (61 anni e 1 mese per le lavoratrici), assieme a 20 anni di contributi, ( la finestra applicabile è di 18 mesi).

note

[1] D.L. 201/2011.

[2] Art.24, Co.15 bis, D.L. 201/2011.

[3] Art. 24, Co. 14, D.L. 201/2011.


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2 Commenti

  1. Buon giorno. Vorrei sapere se io rientro oggi ho 42 anni e 2 mesi sono in mobilità. La mia data di nascita e 24/04/1959 abbiamo fatto ecocert dandomi la data 1/9/2018. Se rientro cosa devo fare

  2. Buon giorno sono residente all’estero,in Italia ho contributi versati pari a 816settimane fino al 06/03/2000 poi sono andato all’estero vorrei sapere se avrò della pensione italiana e a quale età? grazie

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