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Lo sai che? Bullismo a scuola: come intervenire

Lo sai che? Pubblicato il 3 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 febbraio 2018

Quali sono i doveri di dirigenti e insegnanti in quanto pubblici ufficiali ed il ruolo dei genitori contro la violenza sui ragazzini dentro e fuori le aule?

Come si combatte il bullismo a scuola? Come intervenire? La paura dei ragazzini che subiscono ogni tipo di vessazione nelle aule, nei corridoi o all’esterno degli istituti è quella di peggiorare la situazione se raccontano tutto ai genitori. La paura dei genitori è quella di peggiorare la situazione del figlio se denunciano i fatti al preside o alle autorità giudiziarie. Come se ne esce?

Intanto, per sapere in caso di bullismo a scuola come intervenire, bisogna conoscere quello che la giurisprudenza ha stabilito con riferimento al potere delle figure scolastiche quando si verificano abusi sui ragazzini.

Bullismo a scuola: gli insegnanti devono intervenire?

Di fronte ad un episodio di bullismo a scuola, gli insegnanti ed il resto del personale possono e devono intervenire? Per la Corte di Cassazione, sì. Ne hanno non solo il diritto ma soprattutto il dovere, in quanto sono rivestiti da un ruolo speciale.

Secondo i giudici [1] (ma anche secondo il Codice penale [2]), i dirigenti e i direttori di qualsiasi istituzione formativa (come lo è, appunto, la scuola), sono considerati dei pubblici ufficiali. Allo stesso modo, sempre la Cassazione [3] ha attribuito a tutti gli insegnanti delle scuole statali la qualità di pubblici ufficiali «in quanto essi esercitano funzione disciplinata da norme di diritto pubblico e caratterizzata dalla manifestazione della volontà della Pubblica amministrazione e dal suo svolgersi attraverso atti autoritativi e certificativi». La stessa funzione viene riconosciuta a chi organizza, dirige o svolge attività di insegnamento negli istituti legalmente riconosciuti o pareggiati [4].

Infine, i collaboratori scolastici sono considerati incaricati di un pubblico servizio in quanto, per la loro funzione vigilanza degli alunni (oltre a quelle di custodia e di pulizia delle strutture) possono dirsi collaboratori alla funzione pubblica che spetta alla scuola [5].

Qual è, dunque, il ruolo del personale scolastico in un contesto di violenza fisica o psicologica nei confronti di un alunno? Quando si verificano episodi di bullismo a scuola, come devono intervenire dirigenti, insegnanti o collaboratori? In qualità di pubblici ufficiali sono tenuti a denunciare questi episodi. L’obbligo è previsto sia nel caso in cui il ragazzino è vittima sia quando è autore delle vessazioni o delle violenze. Se un pubblico ufficiale, infatti, tace o parla in ritardo commette il reato di omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale [6], punito con la multa da 30 a 516 euro.

Ricordiamo che ogni ragazzo ha diritto alla prevenzione contro la violenza e che la scuola ha il dovere di attuare ogni misura volta ad evitare il bullismo dentro e fuori le aule.

Bullismo a scuola: dove va presentata la denuncia?

Se l’autore di episodi di bullismo a scuola è un ragazzo maggiorenne, la denuncia va presentata alla Procura della Repubblica presso il tribunale competente. Se, invece, il bullo non ha la maggiore età, andrà inoltrata alla Procura della Repubblica per minorenni. Se non ha ancora compiuto i 14 anni, l’aggressore deve essere, comunque, denunciato anche se, teoricamente, non punibile: sarà il Tribunale dei Minori a valutare la sua posizione. Tuttavia, la denuncia può essere presentata ad un’ufficiale di autorità giudiziaria (Polizia, Carabinieri, Vigili urbani, ecc.).

Come fare la denuncia per bullismo a scuola?

Il dirigente scolastico ha l’obbligo di denunciare senza ritardo all’autorità competente ogni episodio di bullismo a scuola in forma scritta e diretta contro ignoti, a meno che le responsabilità dei bulli siano fin troppo evidenti. I fatti verranno esposti in modo chiaro e completo senza valutazioni personali di alcun tipo.

Bullismo a scuola: come possono intervenire i genitori?

Il problema del bullismo a scuola, però, non si può mettere soltanto nelle mani dei dirigenti scolastici o degli insegnanti, ma richiama anche l’impegno e l’attenzione dei genitori. Spesso i ragazzini vittime di questa violenza nelle aule tendono a tacere, a tenersi per sé il problema aspettando che i bulli si stanchino di prendersela con lui, oppure evitando di andare a scuola o, nel casi più drammatici, attentando contro se stessi per rabbia, per disperazione, per frustrazione.

Ecco perché la famiglia ha un ruolo fondamentale per intervenire contro il bullismo a scuola. Quando i genitori avvertono un comportamento strano da parte del figlio (il rifiuto di andare a scuola, il calo del rendimento, l’isolamento in camera sua, ecc.) devono cogliere questi segnali e tentare di affrontare la situazione con la maggiore serenità possibile ma, allo stesso tempo con determinazione. Verificare, ad esempio, se il ragazzo mostra dei lividi, ha dei vestiti strappati o insolitamente sporchi, libri o quaderni rovinati. Se ha delle spese strane (forse perché costretto a dare dei soldi ai bulli).

Il dialogo con il figlio è il primo passo per aiutarlo a far uscire da lui l’angoscia del bullismo. Dopodiché, è consigliabile un colloquio con insegnanti e direttore scolastico per segnalare la situazione e verificare la possibilità che il ragazzo sia veramente vittima del bullismo.

Altro modo che hanno i genitori di intervenire in caso di bullismo a scuola è quello di dire apertamente al figlio che lui non ha responsabilità né colpa su quanto succede ma che si tratta di un atteggiamento sbagliato da parte dei compagni. Che non viene preso di mira perché è proprio lui, ma perché oggi se la prendono con questo, domani con quell’altro. E che troverà la tutela sia della famiglia sia della scuola.

note

[1] Cass. sentt. n. 6587/1991 e n. 2204/1999.

[2] Art. 357 cod. pen.

[3] Cass. sent. dell’11.02.1992.

[4] Cass. sent. del 14.02.2001.

[5] Cass. sent. n. 17914/2003.

[6] Art. 361 cod. pen.


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