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Furto senza scasso: l’assicurazione deve rimborsare?

6 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 febbraio 2018



Senza segni di effrazione, la compagnia è tenuta a pagare il danno di un furto? Come dimostrare che sono entrati i ladri e che non è una truffa?

Vi è mai capitato di tornare a casa e trovare camere e soggiorno sottosopra perché sono entrati i ladri? O di sentire di notte qualche rumore dall’altra parte della casa e rendervi conto che qualcuno si è introdotto nella vostra abitazione mentre dormivate? O, peggio ancora, di trovarvi i ladri in casa mentre frugano nei cassetti? È una situazione sicuramente spiacevole (chi l’ha vissuta ha avuto bisogno di qualche mese per superare il trauma e riuscire a dormire tranquillo).

Ma, passato lo spavento, resta il danno di quello che i ladri hanno portato via, dell’eventuale finestra o persiana forzata, della porta di ingresso scassata. Uno dice: «Sono a posto, ho una polizza contro il furto.» Ma davvero può stare sereno? Dipende dalla famosa, famigerata lettera piccola del contratto e, in particolare, del fatto che la compagnia risarcisca il danno anche quando i ladri non sono stati costretti a rompere una persiana ma hanno trovato la finestra aperta. In altre parole, se c’è un furto senza scasso, l’assicurazione deve rimborsare?

Vediamo che cos’è tenuta a risarcire la compagnia di assicurazioni in caso di furto, tenendo conto, ovviamente, che quando si stipula una polizza, alcune condizioni possono essere richieste dal cliente a patto che questi paghi un premio più alto. Di seguito, le possibili variabili del furto ed i diritti dell’assicurato.

Che cos’è il furto con scasso?

Quello con scasso è il tipo di furto che la compagnia, sicuramente, deve risarcire. Purché, però, lo scasso sia effettivamente tale, cioè ci sia stata una manomissione o una rottura dei mezzi di protezione della casa. Si parla, dunque, di una persiana, una finestra, una porta, una parete in legno, ecc.

Questi mezzi di protezione (attenzione, perché potreste trovare anche queste condizioni sulla polizza per ricevere il risarcimento) devono essere posti all’esterno della casa, del tetto o delle pareti. Devono, inoltre, essere robusti e resistenti e rimanere chiusi con serrature o lucchetti. Altrimenti non si può parlare di scasso.

Facciamo un esempio. Se i ladri, per entrare a casa mia, forzano una persiana che hanno trovato chiusa ed usano il solito trucco del cacciavite per perforare il legno della finestra chiusa e far girare, così, la maniglia, posso dire di aver subìto un furto con scasso. Se, invece, i ladri sono riusciti ad entrare semplicemente rompendo il vetro di una finestra (non considerato un mezzo di protezione robusto e resistente) non si può parlare di scasso ma di rottura. In questo caso, l’assicurazione deve rimborsare il sinistro con uno scoperto che di solito ammonta a circa il 20%.

Che cos’è lo scoperto nell’assicurazione contro il furto?

Lo scoperto (vale per la polizza furto come per le altre) è la parte del danno che resta obbligatoriamente a carico dell’assicurato. Viene espressa in percentuale. Nei contratti di assicurazione, come quello del furto, si indica di solito uno scoperto minimo fisso, anche se su alcune polizze può risultare anche lo scoperto minimo e massimo. Di solito serve a coprire particolari situazioni di rischio o per spingere l’assicurato a predisporre ogni misura necessaria a ridurre quel rischio. In questo caso, ad esempio, a proteggere la casa contro il furto senza scasso.

L’assicurazione deve rimborsare sempre il furto senza scasso?

Anche qui ci sono delle condizioni ben precise. Come abbiamo visto poco fa, il furto senza scasso viene, di solito, rimborsato con uno scoperto di circa il 20%. Ma l’assicurazione non deve rimborsare sempre questo tipo di sinistro. Lo fa soltanto se le vie di accesso alla casa ed i relativi mezzi di chiusura sono posti almeno a 4 metri dal suolo o da superfici e ripiani accessibili dall’esterno.

Significa che se, ad esempio, abito al terzo piano – che, presumibilmente si trova ad oltre 4 metri dal suolo – e lascio una finestra aperta dalla quale entrano i ladri (ci sono di quegli acrobati che riescono ad arrampicarsi come nemmeno fanno al circo Orfei), avrò subìto un furto senza scasso rimborsabile dall’assicurazione. Se, invece, lascio aperta la portafinestra del giardino oppure i ladri rompono quel vetro per entrare in casa, avrò subìto un furto senza scasso non rimborsabile.

Ci sono, inoltre, delle compagnie che pongono come vincolo per rimborsare il furto senza scasso il fatto che all’interno dell’abitazione ci sia l’assicurato oppure una persona che conviva con lui e che sia maggiorenne. Ecco perché, prima di firmare una polizza contro il furto è importante leggere quella mitica lettera piccola di cui parlavamo all’inizio e confrontare le condizioni offerte dalle diverse compagnie di assicurazioni.

L’assicurazione paga se vengono usate chiavi false?

Dipende dal contratto e dall’interpretazione che si dà al sinistro. Nel senso che una compagnia può ritenere che aprire una porta con una chiave falsa non sia un furto con scasso, a meno che la serratura non venga manomessa. Ad ogni modo, il punto è dimostrare che sono state usate delle chiavi false o simili per riuscire ad aprire la porta. In questo caso, la manomissione sarebbe evidente e, teoricamente, la compagnia dovrebbe risarcire il danno.

Se perdo o mi rubano le chiavi, l’assicurazione paga?

Qui bisogna stare molto attenti. L’assicurazione rimborsa il furto solo se c’è una denuncia per furto o smarrimento delle chiavi. Altrimenti, non si avrà alcun indennizzo. Per esempio: oggi mi accorgo che le chiavi di casa mia sono sparite e faccio la denuncia dopodomani. Se oggi o domani subisco un furto senza scasso (perché i ladri sono entrati con le mie chiavi, quindi non hanno rotto o manomesso alcunché) l’assicurazione non deve rimborsare nulla. Se, invece, subisco il furto dopodomani, quando ho già in mano la denuncia presentata dai Carabinieri o dalla Polizia, l’assicurazione deve rimborsare.

Questo in linea generale. Ma, anche qui, bisogna vedere bene che cosa c’è scritto sulle condizioni della polizza. Perché sarebbe possibile derogare i limiti di tempo per presentare una denuncia stabiliti dal Codice civile [1] in tre giorni. Si potrebbe, dunque, pattuire un tempo più lungo restando, comunque, coperti dall’assicurazione. Mettiamo, ad esempio, che siamo in vacanza e ci accorgiamo solo dopo una settimana di aver perso le chiavi, quando il vicino ci avvisa dell’intrusione dei ladri a casa nostra. L’assicurazione deve rimborsare solo se previsto dal contratto.

Furto senza scasso: come posso dimostrarlo

Detto tutto questo, quando si subisce un furto senza scasso, cioè quando non ci sono state manomissioni o la rottura dei mezzi di protezione della casa, occorre anche dimostrare che il furto è veramente avvenuto affinché l’assicurazione rimborsi il danno. Questo perché, purtroppo, non manca mai il furbetto di turno che dice di essere stato derubato per prendersi il risarcimento.

Allora, come dimostrare che c’è stato il furto senza scasso?

Può essere fondamentale la testimonianza dei vicini di casa se, ad esempio, hanno sentito partire l’allarme quando i ladri hanno aperto la porta o una persiana di casa, oppure hanno visto qualcuno scavalcare la recinzione o hanno sentito dei rumori strani ma non sono intervenuti per paura. O, ancora, quando c’è stata da parte loro una telefonata alle forze dell’ordine per segnalare l’intrusione di qualche sconosciuto.

È importante anche verificare se ci sono delle telecamere condominiali o stradali funzionanti: le riprese possono fornire la prova dell’avvenuto furto.

Cosa devo fare per avere il rimborso dell’assicurazione?

Quando c’è stato un furto senza scasso e si vuole, comunque, il rimborso dell’assicurazione, dopo avere fatto la denuncia alle forze dell’ordine occorre consegnarne una copia alla propria compagnia assicurativa. La quale, subito dopo, aprirà la pratica e darà incarico ad un perito di verificare come sono andate le cose. In sostanza, si recherà nella casa dell’assicurato per un’ispezione.

Se non si trovano segni di scasso, il perito può chiedere alla compagnia di farsi autorizzare al prelievo della serratura per fare ulteriori verifiche presso un laboratorio in gradi di certificare eventuali prove. La relazione tecnica redatta dopo questa perizia avrà valore legale e sarà a carico della compagnia.

E qui ci può essere un doppio inghippo. Il primo, che la compagnia – in assenza di tracce di scasso, decida di non credere all’assicurato e di pensare che il furto non ci sia mai stato, ma che si tratti di un tentativo di frode. Il secondo, che la compagnia non voglia la perizia sulla serratura. Perché? Perché costa. E non poco.

Cosa fare, allora, in caso di furto senza scasso per avere il rimborso dell’assicurazione? Delle due una: o si accetta l’offerta della compagnia per chiudere il caso (nel caso l’assicurazione la voglia fare quell’offerta) oppure, di tasca sua, il malcapitato dà l’incarico ad un altro perito (a meno che la polizza preveda che, in casi come questo, la seconda perizia rientra nella copertura dell’assicurazione). Sarà lui a smontare la serratura ed a mandarla in laboratorio.

note

[1] Art. 1913 cod. civ.


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