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Infortunio sul lavoro: cosa fare

26 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 dicembre 2017



La procedura per avere l’indennità di inabilità temporanea. Chi paga, come ed entro quando. Entro quando comunicare l’infortunio e le eventuali sanzioni.

Se siete stati sempre fortunati e prudenti avrete evitato nella vostra più o meno lunga carriera un infortunio sul lavoro. Ma, soprattutto se svolgete un’attività a rischio, saprete che quell’eventualità è sempre dietro l’angolo. Che mai succeda a nessuno, per carità. Ma nella sventurata possibilità che capiti un infortunio sul lavoro, cosa fare? Il datore di lavoro continuerà a pagare il nostro stipendio oppure deve subentrare l’Inail? La retribuzione sarà al 100%? E a chi bisogna rivolgersi per rivendicare l’indennità di inabilità temporanea, specialmente se non si ha un’assicurazione privata?

Cominciamo a dare delle risposte a queste domande

Infortunio sul lavoro: chi paga?

Il lavoratore è tutelato dall’Inail, l’Istituto nazionale di assicurazione infortuni sul lavoro. È questo l’ente che paga lo stipendio del malcapitato dipendente quando, dopo tre giorni dalla data dell’evento, non può riprendere la normale attività lavorativa.

I primi tre giorni, quindi, sono pagati dal datore di lavoro.

L’Inail, dunque, corrisponde al lavoratore un indennizzo per il periodo di inabilità temporanea assoluta. Indennizzo che comprende anche i giorni festivi, cioè come se fosse una normale retribuzione.

Si può dire che l’Istituto è una sorta di compagnia di assicurazione sul lavoro obbligatoria per il dipendente. Il lavoratore dovrà comunicare l’infortunio all’azienda entro 2 giorni dalla data in cui ha ricevuto il certificato medico.

Quale evento viene ritenuto un infortunio sul lavoro?

Affinché si possa parlare di infortunio sul lavoro che dà il diritto all’indennità per inabilità temporanea, ci deve essere stato un evento improvviso e violento in un ambiente e in una situazione di lavoro. Ad esempio, un monitor che scoppia in faccia all’impiegato e gli procura delle lesioni agli occhi, un carico che cade addosso ad un lavoratore e gli provoca la frattura di una gamba, un ponteggio che cede e causa la caduta di un operaio.

Si parla, quindi, di un trauma accidentale che non permette al dipendente di continuare normalmente la sua attività lavorativa ma che lo costringe ad un periodo di riposo e di recupero con delle particolari cure mediche.

Infortunio sul lavoro: cosa deve fare il dipendente?

La prima cosa da fare quando avviene un infortunio sul lavoro è avvisare il responsabile dell’azienda, il quale è tenuto a mandare il dipendente al Pronto soccorso per le prime cure e per il rilascio del certificato medico. Il lavoratore (o chi per lui, se fosse impossibilitato a causa delle sue condizioni) dovrà fare avere il certificato al datore di lavoro, il quale, a sua volta, dovrà inviarlo all’Inail per fare la denuncia di infortunio anche se la prognosi è di un solo giorno: l’Istituto, infatti, utilizzerà quella comunicazione a fini statistici. Se, invece, la prognosi è superiore a tre giorni, la comunicazione servirà all’Inail per erogare l’indennità dal quarto giorno dopo la data dell’infortunio.

Gli esami diagnostici in caso di infortunio sul lavoro prevedono l’esenzione dal ticket sanitario.

Cosa rischia l’azienda che non comunica l’infortunio?

Il datore di lavoro che non comunica all’Inail un infortunio sul lavoro entro due giorni dalla data in cui ha ricevuto il certificato medico dal dipendente, rischia una sanzione tra 1.290 e 7.745 euro. Soldi che l’azienda dovrà sborsare anche nel caso in cui la comunicazione non riporti in modo completo i dati del lavoratore.

Infortunio sul lavoro: a quanto ammonta l’indennità?

In caso di infortunio sul lavoro, al dipendente spetta il 100% della retribuzione per il giorno in cui è accaduto l’evento. Nei tre giorni successivi, l’azienda pagherà il 60% dello stipendio (a meno che il contratto nazionale di categoria preveda il contrario.

Dal quarto giorno dopo l’incidente in poi, l’Inail corrisponde:

  • il 60% della retribuzione fino al 90° giorno di infortunio;
  • il 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno fino alla guarigione.

La retribuzione viene calcolata sulla base di quella percepita dal lavoratore nei 15 giorni precedenti l’infortunio.

Tuttavia, la maggior parte dei contratti nazionali prevedono l’integrazione da parte del datore di lavoro, in modo da portare la retribuzione al 100%. In questo modo, quando l’Inail paga il 60%, il datore di lavoro integrerà il restante 40% e, quando l’Istituto eroga il 75% della retribuzione, l’azienda pagherà il restante 25%.

C’è un tempo massimo per l’indennità per infortunio?

Certo, non si può stare inattivi a vita pretendendo di «tirarla in là» prendendo lo stipendio senza fare nulla. Quasi tutti i contratti di lavoro prevedono un massimo di 180 giorni di astensione dall’attività lavorativa anche in caso di infortunio. Trascorso quel periodo (sono sei mesi), il dipendente non ha più il diritto di mantenere il posto di lavoro.

Quando si comincia a percepire l’indennità dell’Inail?

Quando avviene un infortunio sul lavoro, la prima cosa che fa l’Inail è verificare la regolarità dell’evento, cioè se l’incidente è accaduto nonostante tutto sia a norma in azienda oppure è stato provocato da qualche trascuratezza. Appurato questo, l’Istituto eroga la prestazione dal quarto giorno dopo l’evento. L’indennità può essere anticipata dall’azienda in busta paga, poi l’Inail provvederà a rimborsarla.

Se la prognosi è superiore a 20 giorni, il lavoratore percepirà degli acconti e, al momento della guarigione, avrà il saldo.

Come viene pagata l’indennità per infortunio?

Il pagamento dell’indennità per infortunio sul lavoro può avvenire tramite:

  • assegno o contanti presso le Poste o la banca se l’importo è inferiore a 1.000 euro;
  • bonifico su conto corrente o su libretto di deposito nominativo bancario o postale (è obbligatorio se l’importo è superiore ai 1.000 euro);
  • carta prepagata con codice Iban;
  • gli istituti di credito convenzionati con l’Inps per chi riscuote una rendita all’estero. i titolari di rendita che riscuotono all’estero.

Cosa fare alla scadenza della prognosi per infortunio?

Finito il tempo di recupero, cioè quando la prognosi stabilita dal medico è conclusa, il dipendente che ha subìto l’infortunio sul lavoro deve recarsi all’Inail per sottoporsi ad una visita medica. Se si ritiene che la guarigione non sia completa e che la pratica dell’infortunio debba rimanere aperta, al dipendente verrà dato un nuovo appuntamento per un ulteriore controllo ed un certificato medico che il lavoratore dovrà fare avere all’azienda.

In caso contrario, cioè se il dipendente è guarito, la pratica verrà chiusa ed il lavoratore dovrà riprendere normalmente l’attività.

note

Autore immagine: 123rf.com


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