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Lo sai che? Ausiliare del traffico: mi può fare la multa?

Lo sai che? Pubblicato il 26 dicembre 2017

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Multe e contravvenzioni per violazione del codice della strada: quali poteri hanno gli ausiliari del traffico, anche chiamati vigilini? 

Sei passato davanti al semaforo rosso; hai accelerato troppo e hai violato i limiti di velocità; hai commesso un divieto di transito, un’inversione a “U”, un sorpasso non consentito o una manovra pericolosa. In tutto questo, però, non ti sei accorto che, proprio là vicino, c’era un ausiliare del traffico che ti ha notato. Si è chiaramente accorto della tua infrazione, tant’è che lo hai visto annotare qualcosa con una penna e un blocchetto notes. Il tuo timore è che possa mandarti una contravvenzione a casa. Così ti chi chiedi: l’ausiliare del traffico mi può fare la multa? Quali sono i loro poteri e quali tipi di contravvenzione possono elevare nei confronti di chi viola il codice della strada? Se questo è il tuo problema e hai timore che un ausiliario del traffico possa farti una multa, ecco qualche suggerimento che fa al caso tuo e ti consentirà di capire quali rischi corri in questi casi.

Gli ausiliari del traffico: chi sono?

Gli ausiliari del traffico – anche detti «vigilini» – sono nati nel 1997 con la legge Bassanini [1]. Si tratta di personale assunto dal Comune o da società private che gestiscono gli spazi di parcheggio a pagamento, quelli contrassegnati dalle strisce blu. Ausiliari del traffico possono però essere anche i dipendenti di aziende per il trasporto pubblico locale.

In tutti questi casi, tutta l’attività di gestione – con i relativi adempimenti procedurali amministrativi – dei verbali, successiva alla loro redazione (notifiche, riscossione, trattazione ricorsi, messa a ruolo), è curata dagli uffici o comandi della polizia municipale del Comune in cui gli addetti operano.

Si tratta quindi di soggetti diversi dalla polizia municipale, con poteri e funzioni differenti.

Secondo una recente sentenza della cassazione [2], l’ausiliare del traffico è un pubblico ufficiale (nella finalità certificativa e autoritativa) nel momento in cui accerta le infrazioni al codice della strada che a lui sono affidate (le indicheremo a breve). Pertanto, in questa veste, chi lo offende o lo insulta nell’esercizio delle sue funzioni e proprio a causa di queste, commette il reato di «oltraggio a pubblico ufficiale». Non c’è reato, quindi, nel momento in cui si offende l’ausiliario per ragioni diverse dai suoi compiti o mentre non li sta svolgendo.

Le funzioni di accertamento delle violazioni devono essere conferite nominativamente e con un’apposita ordinanza sindacale. Diversamente, il verbale redatto dagli ausiliari non ha alcuna fede privilegiata.

Quali poteri hanno gli ausiliari del traffico?

Gl ausiliari del traffico hanno il potere di elevare contravvenzioni solo in materia di sosta di veicoli, nei limiti di cui diremo a breve. Hanno quindi il potere di emettere dei verbali che hanno, in tutto e per tutto, la natura di «atti pubblici» al pari delle comuni multe. Essi, quindi, per essere contestati richiedono un ricorso al giudice di pace entro 30 giorni o al prefetto entro 60. L’onere di provare che la contravvenzione è illegittima spetta all’automobilista, diversamente il verbale resta valido.

In via eccezionale gli ausiliari del traffico hanno anche il potere di disporre la rimozione del veicolo ma solo se ciò è previsto nell’atto di nomina e tre casi previsti dalla legge [3]:

  • dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta oppure lo spostamento dei veicoli in sosta;
  • in seconda fila, salvo si tratti di veicoli a due ruote (moto o motorini);
  • negli spazi riservati allo fermata di autobus, filobus e veicoli circolanti su rotaie e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 m., nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza.

Quali multe possono fare gli ausiliari del traffico?

Gli ausiliari del traffico possono multare l’automobilista solo in materia di sosta del veicolo e mai per la circolazione. In particolare le uniche contravvenzioni che può elevare l’ausiliare del traffico sono per:

  • parcheggio in aree di sosta a pagamento senza che sia stato pagato il ticket;
  • parcheggio in aree di sosta a pagamento senza che sia stato rinnovato il ticket scaduto;
  • parcheggio in seconda fila in prossimità di uno spazio contrassegnato dalle strisce blu, quando tale comportamento impedisce ad altri automobilisti di uscire dal parcheggio o di entrarvi;
  • circolazione sulle strisce riservate ai mezzi pubblici e contrassegnati dalle strisce gialle (cosiddette corsie preferenziali): in questo caso però la contravvenzione può essere elevata solo se l’ausiliare è un dipendente delle ditte di trasporto pubblico.

In tutti gli altri casi, gli ausiliari del traffico non possono elevare le contravvenzioni anche se la violazione del codice della strada è avvenuta sotto i loro occhi, né possono segnare gli estremi del veicolo e segnalarlo in un successivo momento ai vigili urbani se questi ultimi non hanno preso diretta e personale visione dell’infrazione.

Gli ausiliari del traffico che dipendono dal Comune o da società di gestione di parcheggi, sono quindi legittimati all’accertamento di illeciti amministrativi in relazione alla funzionalità degli spazi riservati a parcheggio e quindi in relazione alla violazione di divieti di sosta la cui commissione sia avvenuta dentro le aree in concessione o sulle aree limitrofe.

La Suprema Corte ha precisato che il potere degli ausiliari del traffico di accertare ed elevare contravvenzioni per divieto di sosta può esercitarsi sia all’interno delle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi, sia nelle aree immediatamente limitrofe. In tale ultimo caso però solo a condizione che le suddette aree costituiscano lo spazio minimo indispensabile per compiere le manovre necessarie a garantire la concreta fruizione del parcheggio.

La Cassazione ha infine chiarito che, al di là dei casi appena indicati, gli ausiliari del traffico non possono elevare multe e il Comune, per superare tale limite, non può conferire deleghe apposite, deleghe che altrimenti sarebbero illegittime.

Quali multe non possono fare gli ausiliari del traffico

Se è vero che gli ausiliari del traffico possono elevare le infrazioni solo nei casi appena elencati, per stabilire quali multe non possono fare è sufficiente riferirsi a tutte le alte violazioni. Solo a titolo esemplificativo ricorderemo i casi principali, e che determinano di solito maggiore incertezza. Gli ausiliari del traffico non possono elevare una multa per:

  • divieto di sosta su un’area dove non è possibile parcheggiare;
  • sosta su strisce bianche ma in senso contrario al senso di circolazione della strada;
  • divieto di sorpasso;
  • eccesso di velocità;
  • guida pericolosa;
  • divieto di transito;
  • divieto di circolazione sulle Ztl o su altre aree interdette al traffico;
  • passaggio con il semaforo rosso o giallo;

Non può essere riconosciuto alcun potere di accertamento agli ausiliari del traffico per divieto di sosta su marciapiede di una moto o un motorino. La suddetta violazione può essere accertata dal personale in esame esclusivamente nel caso in cui sussista la deroga al divieto o il marciapiede sia eventualmente compreso nell’area oggetto della concessione (nel senso che fa parte della superficie oggetto della concessione), ovvero allo stesso, eccezionalmente possano accedere i veicoli.

Come contestare la multa dell’ausiliare del traffico

Seppure l’ausiliare del traffico è un soggetto completamente diverso dal poliziotto della municipale, i suoi atti hanno la stessa forza: si tratta cioè di contravvenzioni che, come detto, sono atti pubblici e, come tali, certificano con certezza la violazione. Pertanto, per contestare la multa dell’ausiliare del traffico bisogna rispettare le stesse procedure previste per tutte le altre contravvenzioni, ossia il ricorso al Prefetto e il ricorso al Giudice di Pace. Prima di parlare di questi due rimedi, urge una importante precisazione. Il foglietto che, di solito, viene lasciato sul parabrezza dal verbalizzante non va considerato  come la vera e propria multa: si tratta infatti solo di una comunicazione di cortesia. Pertanto, per far ricorso, bisogna aspettare la vera e propria multa che verrà recapitata a casa entro (e non oltre) 90 giorni dal fatto (se il termine viene superato la multa è nulla). È da quest’ultimo momento che decorre anche il termine dei 5 giorni per pagare con il 30% di scontro. Invece, se l’ausiliare del traffico consegna direttamente nelle mani dell’automobilista la contravvenzione, perché quest’ultimo è lì presente, è da questo momento che decorrono i termini perché questi ne ha preso conoscenza effettiva.

Ricorso al Prefetto

Si fa entro 60 giorni dal ricevimento della multa. Il ricorso, gratuito, va spedito con raccomandata a/r:

  • alla polizia municipale che lo rispedisce al Prefetto con le proprie argomentazioni. In tal caso, se il Prefetto non dà risposta entro 180 giorni dal ricevimento del ricorso, la multa si considera annullata;
  • al Prefetto stesso: in tal caso sarà questi a chiedere alla Polizia le sue difese. In tale ipotesi se il Prefetto non dà risposta entro 220 giorni (non più 180) il ricorso si considera accolto.

Se il Prefetto rigetta il ricorso, emette un’ordinanza-ingiunzione con cui intima il pagamento della multa in misura piena (quasi il doppio di quella ricevuta col verbale). Contro di essa l’automobilista ha 30 giorni per fare opposizione al Giudice di pace.

Ricorso al giudice di Pace

Si fa entro 30 giorni dal ricevimento a casa della multa. In caso di rigetto è possibile fare appello. Si pagano le spese di contributo unificato e quelle per l’eventuale avvocato di difesa.

note

[1] L. n. 127/1997.

[2] Cass. sent. n. 13928/2017. La Cassazione ha più volte ribadito una concezione non restrittiva del concetto di pubblico ufficiale:

– per acquistarne la qualità non è necessaria un’investitura formale, ma è sufficiente l’esercizio di fatto, purché essa non sia stata usurpata;

– il concetto deve essere correlato all’attività in concreto espletata dall’agente, indipendentemente dal suo stato giuridico e dall’esistenza di un effettivo rapporto di subordinazione con l’ente pubblico;

– l’ articolo 357 del codice penale collega esplicitamente la qualifica di pubblico ufficiale ai caratteri propri dell’attività concretamente esercitata dal soggetto agente e oggettivamente considerata.

[3] Art. 158 co. 2 ett. b d.lgs. n. 285/1992.

Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 16 febbraio 2016, n. 2973

Gli ispettori delle aziende di trasporto pubblico non hanno gli stessi poteri degli ausiliari del traffico. Essi, infatti, possono accertare le violazioni in materia di circolazione e sosta in funzione di prevenzione e accertamento, limitatamente alle corsie riservate al trasporto pubblico, ma non possono, invece, multare chi parcheggia sulle strisce blu senza pagare o si ferma fuori da esse intralciando la circolazione. Con questa interpretazione restrittiva la Cassazione accoglie il ricorso di un automobilista multato da un ispettore della società dei trasporti di Torino per aver posteggiato su un marciapiedi. Nei gradi di merito i giudici avevano respinto i ricorsi in quanto il Comune aveva autorizzato nominativamente gli ispettori ad accertare tali violazioni, ma la Corte ritiene che tale equiparazione tra ausiliari e ispettori non sia ammessa dalla normativa di riferimento (Legge 127/1997, articolo 15, commi 132° e 133°).

Corte di Cassazione, Sezione 6 civile, Ordinanza 28 ottobre 2014, n. 22867

Gli ausiliari del traffico – alla stregua della Legge 15 maggio 1997, n. 127, articolo 17, comma 132, integrato ed interpretato autenticamente dalla Legge 23 dicembre 1999, n. 488, articolo 68, comma 1, – sono legittimati ad accertare e contestare le violazioni al codice della strada solo se queste ultime concernano le disposizioni in materia di sosta, ma non sono abilitati a rilevare infrazioni inerenti a condotte diverse, come quelle attinenti alla circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici, le quali possono essere contestate, oltre che dagli agenti di cui agli articoli 160 e 12 del cod. strada, anche dal personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico di persone. Ne consegue che, proprio perche’ la legittimazione degli ausiliari del traffico e dei suddetti agenti accertatoli ispettivi e’ ricondotta al possesso di requisiti specifici fissati dalla legge che devono essere recepiti negli appositi provvedimenti amministrativi di nomina, qualora, nel conseguente giudizio di opposizione a verbale di accertamento, l’autorita’ amministrativa convenuta, a fronte di una specifica contestazione da parte dell’opponente, non offra la prova della legittimita’ della loro nomina (e, quindi, della loro assegnazione alla legale esplicazione dell’attivita’ di accertamento di competenza), la domanda di annullamento del verbale deve essere accolta secondo i principi generali sulla ripartizione dell’onere probatorio in siffatto tipo di processo.

Corte di Cassazione, Sezione 6 civile, Sentenza 8 ottobre 2014, n. 21268

Circolazione stradale – Sanzioni – In genere – Infrazioni al divieto di sosta nel territorio del comune – Funzioni di prevenzione ed accertamento – Attribuzione ai dipendenti comunali – Soggezione delle aree a concessione di parcheggio – Limite – Sussistenza – Esclusione – Provvedimento di investitura dell’accertatore – Necessità – Sussistenza – Fondamento.

In tema di violazioni al codice della strada consistenti in infrazioni al divieto di sosta nel territorio del comune, qualora le funzioni di prevenzione ed accertamento siano attribuite ad ausiliari del traffico dipendenti comunali, non si applica il limite, previsto per i dipendenti delle società concessionarie, della soggezione delle relative aree a concessione di parcheggio, pur sussistendo la necessità, funzionale all’esigenza che gli ausiliari del traffico posseggano specifici requisiti fissati dalla legge, della nominativa individuazione dell’accertatore con specifico provvedimento di investitura, come tale soggetto a verifica sia in sede di accesso agli atti sia in sede di giudizio.

Giudice di Pace Terracina, Sentenza 5 dicembre 2013

L’infrazione di divieto di sosta, sanzionata dall’art. 7, c. 1, del c.d.s., che comporta come sanzione accessoria la rimozione forzata del veicolo, non rientrando nei casi espressamente previsti dalla legge, non può essere accertata dall’ausiliare del traffico, seppure dipendente comunale.

Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 22 dicembre 2011, n. 28359

E’ illegittimo l’accertamento operato dagli ausiliari del traffico per l’infrazione commessa da un veicolo in movimento percorrente corsia preferenziale, atteso il potere riconosciutogli dalla legge si riferisce esclusivamente alle violazioni che concernano le disposizioni in materia di sosta.

Tribunale di Roma, sentenza 20 maggio 2010 n. 11428

Gli ausiliari del traffico non possono elevare multe che non riguardino le aree contrassegnate con le strisce blu o da segnaletica orizzontale seppure commesse nell’area oggetto di concessione. L’accertamento della sosta fuori dalle strisce blu non funzionale al posteggio o alla manovra in un’area in concessione non rientra nelle competenze degli ausiliari del traffico dipendenti dalla società concessionaria della gestione dei parcheggi a pagamento. Nemmeno la convenienza economica per il concessionario giustifica l’uso degli ausiliari per contestare determinate contravvenzioni.

Corte di Cassazione Sezioni Unite Civile, Sentenza del 9 marzo 2009, n. 5621

Gli ausiliari del traffico sono legittimati ad accertare e contestare violazioni a norme del codice della strada, quando tali violazioni concernano disposizioni in materia strettamente connessa all’attività svolta dall’impresa – in particolare di gestione dei posteggi pubblici o di trasporto pubblico delle persone, secondo quanto previsto rispettivamente dai commi 132 e 133 dell’art. 17 legge n. 127 del 1997 – dalle quale dipendono, ove l’ordinato e corretto esercizio di tale attività impediscano o, in qualsiasi modo, ostacolino o limitino. Laddove, invece, le violazioni consistano in condotte diverse, l’accertamento può essere compiuto esclusivamente dagli agenti di cui all’art. 12 del codice della strada. (In applicazione del principio,

Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 13 gennaio 2009, n. 551 

Gli ausiliari del traffico che dipendono da società di gestione di parcheggi, sono legittimati all’accertamento di illeciti amministrativi in relazione alla funzionalità degli spazi riservati a parcheggio e quindi in relazione alla violazione di divieti di sosta la cui commissione sia avvenuta dentro le aree in concessione o sulle aree limitrofe.

Giudice di Pace Palermo Civile, Sentenza del 16 settembre 2008

Non può essere riconosciuto alcun potere di accertamento agli ausiliari del traffico per divieto di sosta su marciapiede di un motociclo. La suddetta violazione può essere accertata dal personale in esame esclusivamente nel caso in cui sussista la deroga al divieto o il marciapiede sia eventualmente compreso nell’area oggetto della concessione (nel senso che fa parte della superficie oggetto della concessione), ovvero allo stesso, eccezionalmente possano accedere i veicoli.

Giudice di Pace di Palermo, 02.02.2007

Gli ausiliari del traffico in tanto sono legittimati ad accertare e contestare le violazioni a norme del codice della strada, in quanto dette violazioni concernano le disposizioni in materia di sosta. Laddove, invece, le violazioni consistano in condotte diverse, quale la circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici, l’accertamento può essere compiuto dal personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico di persone, ma non anche dagli ausiliari del traffico, di cui all’art. 17, comma 132, della legge 15 maggio 1997, n. 127 integrato e interpretato autenticamente dall’art. 68, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488.

Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 18.08.2006, n. 18186

L’art. 68 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, nel prevedere che gli artt. 132 e 133 della legge 15 maggio 1997, n. 127 s’interpretano nel senso che il conferimento ai cosiddetti “ausiliari del traffico” delle funzioni di prevenzione ed accertamento delle violazioni del codice della strada comprende anche i poteri di contestazione immediata, nonché di redazione e sottoscrizione del verbale di accertamento, non ha introdotto in materia sostanziali innovazioni, tali da consentire di escludere che tale disposizione abbia effettivamente carattere d’interpretazione autentica, e quindi efficacia retroattiva; pertanto, anche in riferimento al periodo anteriore alla sua entrata in vigore, l’eventuale collaborazione prestata in sede di rilevazione e segnalazione dell’infrazione dai predetti soggetti, non investiti di funzioni di polizia, non rende illegittimo l’accertamento contestato al trasgressore dai vigili urbani.

Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 08.02.2006, n. 2817

Il potere di accertamento di violazioni relative alla sosta e alla fermata, attribuito ai dipendenti delle società di gestione dei parcheggi in qualità di ausiliari del traffico, è limitato alle aree concesse in gestione nonché a quelle immediatamente limitrofe. Si considera limitrofo lo spazio minimo indispensabile alla manovra dei veicoli per l’accesso all’area di sosta. Allorché tuttavia l’area limitrofa allo spazio di sosta in gestione sia costituita da un marciapiede, l’ausiliare del traffico non può multare veicoli che vi si trovino in sosta, poiché il marciapiede, non essendo destinato né alla sosta né alla circolazione, non può essere considerato spazio indispensabile alle manovre dei veicoli.

Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 07. 04. 2005, n. 7336

Il potere degli ausiliari del traffico di accertare ed elevare contravvenzioni per divieto di sosta può esercitarsi sia all’interno delle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi, sia nelle aree immediatamente limitrofe. In tale ultimo caso però solo a condizione che le suddette aree costituiscano lo spazio minimo indispensabile per compiere le manovre necessarie a garantire la concreta fruizione del parcheggio.

Tribunale di Roma, Sezione 12 civile, Sentenza 28.08.2000, n. 26628

Le attribuzioni del personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico in materia di infrazioni al codice della strada riguardano, ai sensi dell’articolo 17, comma primo, della legge 127/1997 integrato e interpretato autenticamente dalla Finanziaria 2000, oltre alla sosta in aree oggetto di concessione, soltanto la circolazione e sosta sulle corsie riservate a detto trasporto, con esclusione delle infrazioni commesse fuori da tali zone specificamente individuate, ancorché non idonee ad arrecare intralcio al transito di autobus. In virtù di questo principio, la Corte ha confermato la sentenza impugnata che aveva accolto l’opposizione avverso il verbale di accertamento, da parte di un ausiliare del traffico, dell’infrazione consistente nell’aver lasciato un autoveicolo in sosta in prossimità di una curva (Sommario).

Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 26.01.2005, n. 1565

Tribunale Bari, Sezione 3 civile, Sentenza 7 gennaio 2015, n. 19

Non basta la presentazione in giudizio della ricevuta di pagamento per contestare la contravvenzione degli ausiliari del traffico per la sosta oltre orario nelle strisce blu. Il verbale, infatti, ha valore di «atto pubblico» e la sua veridicità può essere messa in dubbio soltanto presentando una querela di falso.

Corte di Cassazione, Sezione 6 penale, Sentenza 20 febbraio 2009, n. 7496

Gli “ausiliari del traffico”, a norma dell’art. 17, comma 132, L. 15 maggio 1997, n. 127, così come interpretato dall’art. 68, comma primo, L. 23 dicembre 1999, n. 488, rivestono la qualifica di incaricati di pubblico servizio quando procedono all’accertamento e alla contestazione delle contravvenzioni concernenti il divieto di sosta nelle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto configurabile il delitto di resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di un ausiliario del traffico cui era stata usata violenza all’atto della contestazione di una contravvenzione al codice della strada).

Tribunale Pavia, civile, Ordinanza 11 aprile 2000

È rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 3, 24, 97 e 98 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 17 commi 132 e 133, L. 15/5/1997, n. 127, come modificato dal D.L. 2/11/1999, n. 391 e sostituito (recte: interpretato) dall’art. 68 L. 23 dicembre 1999, n. 488, laddove riconosce agli ausiliari del traffico poteri di contestazione immediata, nonché di redazione e sottoscrizione del verbale di accertamento con l’efficacia probatoria di cui agli artt. 2699 e 2700 c.c.

Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 23 luglio 2008, n. 20291

In tema di codice della strada, i verbali di accertamento redatti dagli ausiliari del traffico dipendenti delle società concessionarie dei parcheggi a pagamento, ai quali siano state conferite funzioni pubbliche dai comuni a norma dell’articolo 17, centotrentaduesimo comma, della legge 15 maggio 1997 n. 127, hanno l’efficacia di cui agli articoli 2699 e 2700 cod. civ., relativamente agli elementi di tempo, di luogo e di fatto direttamente rilevati, che consistono, con riferimento alle infrazioni delle norme disciplinanti la collocazione dei veicoli nelle zone predisposte per la sosta (articolo 157, commi quinto e sesto, cod. strada), nell’indicazione del giorno ed ora dell’infrazione, della via con le zone di sosta delimitate da segnaletica regolamentare e della circostanza di fatto che il veicolo sostava irregolarmente o fuori da quelle.

Giudice di Pace Palermo, Sentenza 03.05.2005

In tema di ricorso contro una contravvenzione elevata da un ausiliario del traffico, l’Amministrazione comunale convenuta in giudizio deve dimostrare i poteri in concreto attribuiti all’ausiliario nominativamente designato dal sindaco, atteso che la P.A. assume in tale sede veste attrice, con conseguente onere di provare la propria pretesa creditoria. A tal fine è necessario produrre l’ordinanza sindacale di nomina, in difetto della quale il verbale di contestazione per divieto di sosta deve ritenersi nullo.

Giudice di Pace Ancona, Sentenza 20.02.2004, n. 80

In caso di sosta di veicolo in un parcheggio a pagamento, il conducente dell’automobile non è passibile di contravvenzione se prova di aver pagato la sosta oraria anche qualora l’ausiliario del traffico, addetto al controllo, attesti nel verbale l’assenza del relativo tagliando all’interno dell’abitacolo. L’accertamento dell’ausiliario, infatti, assurge quale apprezzamento di una circostanza di fatto passibile di sua valutazione quindi, contro il suo verbale, non è necessario esperire la querela di falso essendo essa richiesta quando si impugnano fatti attestati dal pubblico ufficiale come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza margini di apprezzamento.

Giudice di Pace di Ancona, Sentenza 13.02.2004

Il verbale di infrazione al Codice della Strada redatto da un ausiliario pubblico, secondo il quale non risulta esposto lo scontrino attestante il pagamento della sosta, si configura come apprezzamento di una circostanza di fatto, come tale suscettibile di valutazione del verbalizzante stesso. Ne consegue che il verbale da lui redatto non può acquistare fede privilegiata e quindi non è necessario esperire la querela di falso, che è richiesta solo quando s’impugnano fatti attestati da un pubblico ufficiale come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza alcun margine di apprezzamento.

Corte Costituzionale, 21 maggio 2001, n. 157

E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dei commi 132 e 133 della legge 15 maggio 1997 n. 127 come interpretati dall’art. 68 della legge 23 dicembre 1999 n. 488. Deve pertanto considerarsi legittima l’attribuzione legislativa agli ausiliari del traffico del potere di contestazione immediata delle infrazioni e della redazione del relativo verbale di accertamento di violazione con valore di atto proveniente da pubblico ufficiale ed efficacia di cui agli artt. 2699 e 2700 c.c.

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Articolo 17, commi 132 e 133, legge 15 maggio 1997, n. 127, Legge Bassanini

Comma 132. I comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione. La procedura sanzionatoria amministrativa e l’organizzazione del relativo servizio sono di competenza degli uffici o dei comandi a ciò preposti. I gestori possono comunque esercitare tutte le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali.

comma 133. Le funzioni di cui al comma 132 sono conferite anche al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone nelle forme previste dagli articoli 22 e 25 della legge 8 giugno 1990, n. 142, e successive modificazioni. A tale personale sono inoltre conferite, con le stesse modalità di cui al primo periodo del comma 132, le funzioni di prevenzione e accertamento in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico ai sensi dell’articolo 6, comma 4, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.


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1 Commento

  1. Nel caso di:parcheggio in aree di sosta a pagamento senza che sia stato rinnovato il ticket scaduto;
    on si fanno più le multe ma si comunica a chi ha parcheggiato il dovuto quale differenza dell’ora in più nelle strisce blu…Vi pare????

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