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Come fare una raccolta firme legale

26 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 dicembre 2017



Sei un cittadino o sei parte di un’Associazione e vuoi proporre una petizione con raccolta firme: ecco come organizzarla in modo legale

Quanti di noi hanno tematiche sociali che stanno a cuore e vorremmo chiedere allo Stato di occuparsene di più e di colmare dei vuoti legislativi? La protezione degli animali è uno dei più grandi esempi: spesso camminando nei centri delle città, soprattutto nei periodi di festività e weekend, incontriamo tavoli e gazebo che ci chiedono di firmare per abolire i circhi con gli animali, chiudere gli zoo e gli acquari e abolire la sperimentazione animale. Oppure incontriamo stand di movimenti politici e partiti che ci chiedono di firmare per chiedere allo Stato di liberalizzare un servizio, di approvare una certa legge. Sono alcuni esempi di chiamata alle armi di noi cittadini, dove le armi principali utilizzate sono una penna e l’impegno civico. Per chiunque volesse saperne di più, vediamo come fare una raccolta firme legale.

Cos’è una raccolta firme?

Che la si chiami raccolta firme oppure petizione il risultato non cambia: si tratta sempre di quel diritto che hanno tutti i cittadini italiani di rivolgere petizioni alle Camere per chiedere di adottare provvedimenti legislativi oppure per esporre delle necessità comuni, che vadano a colmare dei vuoti di legge nel nostro Paese o a risolvere determinate situazioni [1]. È uno dei più importanti strumenti di democrazia diretta che noi cittadini abbiamo in mano.

Può essere una raccolta firme per chiedere l’abolizione dei circhi oppure contro la vivisezione e la sperimentazione animale. Può essere ancora la richiesta dei cittadini di adottare una legge che vieti di usare nel nostro territorio una sostanza pericolosa per la salute, come un pesticida molto aggressivo e cancerogeno. E ancora con una raccolta firme si può chiedere un provvedimento per chiedere il riconoscimento di una certa tipologia di diritti civili. Qualunque esigenza possa nascere all’interno della nostra Comunità può essere presa in considerazione dal Governo o dal nostro Parlamento.

L’obiettivo di una petizione è arrivare ad un numero di firme quanto più alto possibile (perché così è sintomo che quella determinata esigenza è ampiamente sentita dai cittadini). O almeno, arrivare al numero minimo di firme richiesto per legge.

Quante firme servono per raggiungere gli obiettivi?

Ovviamente affinché la nostra petizione possa essere presa in considerazione dalle nostre Istituzioni, deve avere dalla sua parte un numero minimo di firme raccolte, a seconda della tipologia. Se raccogliamo 100 firme per chiedere che una legge dello stato venga cancellata, stiamo pur certi che possiamo tornarcene a casa a orecchie basse.

Tipologie di petizione

A seconda della tipologia di raccolta firme che vogliamo proporre lo Stato chiedere un numero minimo legale da raggiungere:

  • Petizione abrogativa (per indire un referendum abrogativo)

In questo caso vogliamo chiedere di abrogare (cioè cancellare) una legge o una norma giuridica che riteniamo lesiva degli interessi della comunità.

Per essere efficace e legale, la petizione deve aver raggiunto almeno 500 mila firme. E queste firme devono essere validate dalla Corte di Cassazione [2]

  • Petizione precettistica

In questo caso vogliamo proporre un disegno di legge di iniziativa popolare, per colmare un vuoto legislativo nel nostro Paese.

In questo caso la nostra raccolta firme deve aver raggiunto almeno 50 mila sottoscrizioni. E quetse firme devono sempre essere prima validate dalla Cassazione [3].

  • Petizione di sensibilizzazione

Questo è uno dei casi più comuni e hanno l’obiettivo di attivare l’interesse dell’opinione pubblica su un certo tema sociale o politico. Serve a creare movimento d’opinione su una certa tematica, ad esempio la violenza sulle donne, la salvaguardia dei boschi, la protezione dei lupi o la sperimentazione animale.

In questo caso invece non è previsto un numero minimo legale di firme e non è nemmeno necessaria la validazione delle firme della Corte di Cassazione.

Come fare una raccolta firme legale?

Andiamo dritti al punto e scopriamo come fare una raccolta firme legale, senza farci trovare impreparati e in fallo nel momento in cui utilizziamo questo importante strumento di democrazia diretta.

Preavviso alla Questura

Il primo passo per organizzare una raccolta firme è quello di dare un preavviso alla Questura, che deve essere preventivamente informata dell’iniziativa. Non c’è di norma un obbligo di autorizzazione formale, c’è solo l’obbligo di informare le autorità che si intende procedere allo svolgimento della petizione.

Il preavviso deve essere mandato alla Questura almeno 3 giorni prima dell’inizio della raccolta firme, compilando un modulo apposito titolato “Preavviso di pubbliche rinunioni”, scaricabile anche online.

Su questo modulo andrà riportato il nome dell’Associazione proponente o del comitato, l’ufficio della Questura a cui vogliamo indirizzarlo, il nome di un referente del comitato e tutti gli estremi della raccolta firme (giorno, ora e luogo).

Se non chiediamo il preavviso possiamo andare incontro a sanzioni.

Occupazione del suolo pubblico

Superato lo step Questura, subentra quello del Comune. Essendo un’iniziativa che mira a coinvolgere la comunità, una raccolta firme va organizzata su strade e piazze di pubblico passaggio. Ecco perché è obbligatorio recarsi negli uffici del Comune in cui si intende organizzare il banchetto di raccolta firme e chiedere l’Occupazione del suolo pubblico.

Nella richiesta andrà indicato molto chiaramente il giorno o il periodo, l’ora il luogo in cui si intende posizionarsi. Importante comunicare anche la superficie che si intende occupare con lo stand o il gazebo, perché l’occupazione degli spazi pubblici oltre i 10 mq è sottoposta a tassazione [4]. State comunque in allerta e chiedete indicazioni sulle marche amministrative, perché alcuni Comuni chiedono comunque il pagamento dell’onnipresente marca da bollo.

L’autorizzazione all’ occupazione del suolo pubblico deve essere portata sul luogo dove si svolge la raccolta firme per tutto il periodo, perché deve essere mostrata in caso di controllo dei vigili urbani.

Moduli raccolta firme  

Ottenute le autorizzazioni è il momento di pensare ai moduli che saranno adibiti alla raccolta firme. Ogni foglio utilizzato dovrà contenere dei precisi campi da compilare:

  • Nome
  • Cognome
  • data di nascita
  • luogo di nascita
  • Comune di iscrizione nelle liste elettorali
  • Estremi del documento d’identità mostrato
  • Firma leggibile e completa

Raccolta e autenticazione firme

Nel momento in cui parte le raccolta firme e fino alla sua chiusura devono essere presenti sul posto i promotori e un autenticatore delle firme. Questo per garantire la legalità e la correttezza della procedura.

L’autenticatore presente deve autenticare le firme contenute in ciascun modulo. E lo fa scrivendo il suo nome, cognome e qualifica, il numero delle firme – in cifre e in lettere – il timbro personale con la qualifica e il timbro dell’ufficio.

Può capitare che le firme raccolte non vengano tutte autenticate (quindi considerate legali ai fini del raggiungimento del numero legale). In questo caso firme raccolte e firme autenticate non coinciderà e saranno considerate valide solo ed esclusivamente le firme autenticate e certificate.

Vidimazione dei moduli firme

I moduli che vengono utilizzati per raccolta delle firme devono essere preventivamente vidimati dalle autorità competenti: innanzitutto nei casi di referendum abrogativi, leggi di iniziativa popolare e petizioni ai Comuni.

Chi può vidimare per legge?

  • Il capo segreteria del Comune in cui l petizione è stata organizzata e i funzionari
  • Le cancellerie dei Tribunali e della Corti d’Appello

Chi può firmare una petizione?

Non tutti i cittadini che si avvicinano al gazebo in cui stiamo raccogliendo le firme possono partecipare. Vediamo chi è autorizzato a firmare per legge:

  • Cittadini maggiorenni con diritto di voto
  • Cittadini in possesso del documento di identità
  • Chi si reca presso le Cancellerie dei Tribunali o negli uffici del Comune dove la petizione è aperta. Quando si avvia una petizione, si può partecipare non solo negli orari e nel giorno in cui è presente il gazebo in Piazza. Anche gli uffici, solitamente, sono a disposizione per raccogliere le firme dei cittadini.

La raccolta firme online è legale?

Ti stai chiedendo se fare una raccolta firme online è legale dal punto di vista delle firme raccolte?

Se ti riferisci al valore legale delle firme, nei casi di referendum abrogativo o proposta di legge di iniziativa popolare, certamente no. A meno che la petizione non venga organizzata in modo da richiedere ai cittadini la firma digitale.

Una petizione di questo tipo può arrivare sui banchi del Parlamento solo ed esclusivamente se le firme raccolte sono digitali, cioè hanno valore legale. In caso contrario no.

Resta comunque il fatto che è possibile proporre petizioni online, che sicuramente, se raggiungono un alto numero di partecipanti, potranno acquistare non poco peso politico e sociale, anche se le firme raccolte hanno valore simbolico.

note

[1] Art. 50 Costituzione italiana

[2] Art. 75 Costituzione italiana

[3] Art. 71 Costituzione italiana

[4] Art. 3 Legge n. 549 del 28 dicembre 1995

Autore immagine: Pixabay 

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