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No ai pesticidi dannosi per le api: Ue al voto

26 marzo 2017


No ai pesticidi dannosi per le api: Ue al voto

> Business Pubblicato il 26 marzo 2017



La misura potrebbe dare soluzione alla preoccupante diminuzione delle api sul territorio europeo, che sta provocando più danni di quanto si possa pensare

La riduzione delle api e degli insetti impollinatori è diventata preoccupante e l’Unione vuole correre ai ripari con un divieto espresso contro i pesticidi.

Qual è l’importanza delle api?

Le api sono il principale insetto impollinatore, strumento di riproduzione del mondo vegetale. Secondo lo studio del 2016 rilasciato dall’Ipbes (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services), dall’impollinazione dipende il 75% della produzione agricola necessaria per l’alimentazione. In valore di dollari l’istituto di ricerca ritiene si tratti di una somma compresa tra i 200 e i 600 miliardi l’anno. Il fattore economico è tuttavia l’ultima conseguenza di un fenomeno che potrebbe rilevarsi catastrofico da un punto di vista ecologico.

Proprio per questo la regolamentazione ed il controllo delle api non è cosa nuova: si è ben consapevoli dei rischi che si corrono nel far scomparire o anche solo nel diminuire drasticamente il numero di questi preziosi ed affascinanti animali.
Negli ultimi anni il fenomeno è diventato però critico: il numero degli alveari di api si è ridotto in poco tempo del 30 o addirittura il 50%, a seconda delle zone del mondo, ed è un fenomeno che, purtroppo, riguarda soprattutto i paesi dell’Unione Europea.

L’Unione quindi corre perciò ai ripari e valuta misure a protezione dei piccoli insetti.

Sotto accusa i pesticidi

I fattori da prendere in considerazione come causa del fenomeno sono più di uno, in primis i cambiamenti climatici ed il processo di industrializzazione dell’agricoltura, che con l’intensificazione ha di fatto stravolto i ritmi naturali.

A ciò si aggiungono, secondo diversi studi, i pesticidi alternativi al DDT, i neonicotinoidi, da tempo sotto accusa per il largo uso che se ne fa ancora oggi e per i danni che provocano verso le api e tutti gli altri insetti.

La Commissione europea vuole vietare i pesticidi

L’Unione europea tenta di arginare il fenomeno, proponendo il divieto totale dell’utilizzo di tre dei pesticidi sotto i riflettori, tutti rientranti nella classe dei neonicotinoidi, proprio a causa degli effetti nocivi dimostrati sulle colonie di api. Saranno invece utilizzabili in serra.

Un divieto parziale con diverse restrizioni nell’uso dei tre pesticidi erano già stati introdotti nel 2013 e si attendeva in autunno una nuova pronuncia da parte dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, che sta analizzando l’impatto dei neonicotinoidi sulle colonie di api al fine di ragionare dati scientifici alla mano.

La situazione italiana: vietati nella concia dei semi

L’Italia, una volta ogni tanto, ha recepito in modo rapido i divieti parziali stabiliti per i neonicotinoidi, vietando nel 2008 il loro uso per la concia dei semi. Tuttavia nel 2013 aveva votato contro le restrizioni decise a livello Ue perché includevano anche le applicazioni sugli alberi da frutto in fase di pre-fioritura.

«Se non sarà divieto, sarà trionfo delle lobby»

La Commissione, stando alle indiscrezioni, vuole muoversi prima, proponendo già a maggio il voto sul divieto, anticipando i tempi. Una possibilità che fa sperare l’Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani, preoccupati, però degli interessi economici in gioco: «Ormai nessuno nega le evidenze scientifiche dei danni procurati dai neonicotinoidi; se il divieto non sarà confermato sarà il trionfo degli interessi a breve termine delle lobby»

Ai voti a maggio per il divieto dei pesticidi?

Non si tratta ancora di una posizione ufficiale, non è ancora arrivata la conferma diretta da parte della Commissione Ue, ma da quanto trapela il Collegio dei commissari che stanno lavorando in materia sono orientati sul voto anticipato a maggio.

La non ufficialità non fa stare certo tranquilli: si sa quanti interessi commerciali ed industriali si nascondono dietro il mercato dei pesticidi; tuttavia non sarebbe la prima volta che l’Unione guarda con lungimiranza al futuro, soprattutto in tema di ambiente.

Del resto è ben chiaro che, al di la delle ragioni naturalistiche e animaliste, con un occhio più cinico, o semplicemente razionale, la moria delle api produce danni, anche economici. E sono danni che l’Unione, fortemente fondata sul commercio agroalimentare e sulla biodiversità dei propri territori, non può correre il rischio di subire.


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