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Scuolabus: deve aspettare i genitori alla fermata?

9 febbraio 2018 | Autore:


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Hai fatto tardi a lavoro e non arrivi in tempo alla fermata dello scuolabus per prendere tuo figlio: l’autista deve aspettare il tuo arrivo prima di ripartire?

La realtà delle cose viene spesso storpiata da mille pubblicità di famiglie perfette, dove i genitori hanno il tempo di svegliarsi al mattino – belli, truccati e col sorriso – pronti per preparare colazioni da sogno infinite ai propri figli, accompagnandoli a scuola con tutta calma e serenità, andando a riprenderli con ancora più calma – sempre belli e truccati come se il peso della giornata non li avesse scalfiti. Come dicevamo la realtà delle famiglie è ben diversa: maledetta fretta, che ci fa correre e girare come trottole tutto il giorno. E anche se fortunatamente c’è il Comune che ci aiuta con il trasporto scolastico, venendo a prelevare nostro figlio alla fermata per portarlo a scuola, riaccompagnandolo finite le lezioni, può capitare di uscire tardi da lavoro, non riuscendo proprio ad arrivare puntuali alla fermata per riprenderlo. Vorremmo essere sempre perfetti e puntuali, ma lavoriamo tutto il giorno e non sempre è possibile. Ci chiediamo allora cosa possa succedere in quel frangente di ritardo, tra la discesa di nostro figlio da pulmino scolastico e il nostro arrivo. Attraverserà la strada da solo? Tornerà a casa da solo? Ma soprattutto, lo scuolabus deve aspettare i genitori alla fermata? Tra l’altro questa è una tematica affrontata recentemente da un acceso dibattito e innovata da un legge in materia di uscita da scuola dei bambini. Vediamo i dettagli.

Quando viene garantito il servizio di Scuolabus?

Il diritto allo studio di bambini e ragazzi non può restare solo stampato su carta e ben leggibile in Costituzione. Deve essere applicato efficacemente con strumenti concreti. Questo secondo il principio costituzionale che la scuola italiana è aperta a tutti, è obbligatoria e gratuita. Uno dei tanti modi per applicare questo principio è garantire che bambini e ragazzi a scuola ci arrivino anche quando i genitori non possono accompagnarli, anche quando abitano troppo distanti da scuola e i genitori non hanno l’auto.

A questo scopo è nato il Servizio di trasporto scolastico, pubblico e gratuito, garantito dagli enti locali ai bambini e ragazzi delle scuole dell’obbligo, in particolare:

  • Scuola materna
  • Scuola elementare
  • Scuola media

Spesso infatti le scuole sono molto lontane dalle case, molti genitori non hanno mezzi propri per accompagnare i bambini a scuola oppure non possono per motivi di lavoro. Ecco perché mentre guidiamo incontriamo spesso, in orario di entrata e uscita delle scuole, i famosi e simpatici scuolabus giallo limone, che portano i nostri bambini e le nostre bambine da scuola alle fermate in cui i genitori sono poi chiamati a riprenderli.

Come viene gestito il servizio di trasporto scolastico?

Il trasporto scolastico viene gestito dai Comuni in cui i bambini sono residenti e vanno a scuola. Ogni Comune si dota di un proprio regolamento con un Piano preciso, mettendo bene in chiaro:

  • Quale mezzo passerà a prendere alle fermate i bambini (scuolabus, miniscuolabus, autobus …). I mezzi devono essere facilmente riconoscibili, per questo il loro colore è un forte giallo limone.
  • Le fermate precise e stabilite dal Comune
  • I giorni e gli orari stabiliti in cui bambini devono trovarsi alla fermata
  • Gli Obblighi di genitori, bambini e conducenti
  • Eventuali motivi di sospensione del servizio
  • Le modalità per richiedere di usufruire del servizio di trasporto e le quote da pagare
  • La presenza di un accompagnatore sullo scuolabus

È abbastanza scontato poi che a guidare i famosi scuolabus non possa essere una persona qualsiasi improvvisata. Questi mezzi possono essere guidati solo da [1]:

  • Un dipendente dell’ente intestatario delle carte di circolazione del mezzo
  • o da una persona che non sia un dipendente dello stesso ente
  • Purché in entrambe le situazioni la persona sia in possesso di un Certificato di idoneità professionale

Scuolabus: quali obblighi hanno i genitori?

Per quanto riguarda il famoso servizio giallo di scuolabus, mamma e papà non possono esimersi da determinati obblighi, nei confronti della scuola e del proprio figlio:

  • Presentare domanda entro i termini stabiliti dal Comune per usufruire del servizio
  • Pagare la quota richiesta come contributo alla spesa sostenuta dal Comune (è gratuito, ma come in tutti gli altri servizi pubblici esiste una piccola tassa come quota di compartecipazione al costo)
  • Mamma e papà sono inoltre responsabili di ogni comportamento illecito o danno causato dal proprio figlio al mezzo di trasporto [2]
  • Spetta ai genitori accompagnare il bambino lungo il tragitto che va dalla discesa dello scuolabus fino a casa propria
  • I genitori sono inoltre chiamati a essere presenti e puntuali alla fermata dello scuolabus, per prendere in custodia il figlio che scende dal mezzo.

Scuolabus: quali obblighi hanno i conducenti?

Chi ci pensa mai, eppure il compito delle persone incaricate di guidare gli scuolabus è molto delicato e pericoloso. Gli autisti sono infatti responsabili della sicurezza e dell’incolumità di bambini e ragazzi per tutto il tempo in cui questi sono sul mezzo e mentre si sta svolgendo un’attività pericolosa di per sé: la guida su strada.

Ecco perché devono sottostare ad obblighi precisi:

  • Devono guidare rispettando il Codice della strada
  • Si devono sempre comportare in modo corretto e professionale nei confronti dei bambini
  • Devono rispettare le fermate e gli orari stabiliti dal servizio di trasporto
  • Verificare che gli alunni che salgono sul mezzo siano effettivamente quelli che beneficiano del servizio
  • Controllare che gli alunni non si mettano nei guai e in situazioni di pericolo lungo il tragitto
  • Segnalare subito qualsiasi imprevisto o inconveniente al mezzo e ai bambini
  • Richiamare i bambini e comunicare alla scuola le segnalazioni fatte
  • E devono gestire l’eventuale imprevisto del bambino che scende dallo scuolabus e non c’è il genitore ad attenderlo

Chi è responsabile della sicurezza del bambino?

Gestire un bambino o una bambina che vanno a scuola è materia delicata per quanto concerne soprattutto le responsabilità e la sicurezza di chi è ancora in un’età troppo tenera per capire i pericoli derivanti dalle proprie azioni e, soprattutto dalle azioni degli altri. Ecco perché un minore deve essere sempre tenuto sotto custodia e vigilanza: dai genitori (nella vita di tutti i giorni), dalla scuola (quando il bimbo si trova negli orari scolastici) e da tutte le altre Istituzioni o enti che il bambino frequenta. Anche se da oggi il bambino minore di 14 anni può anche custodirsi e vigilarsi da solo all’uscita da scuola, purché ci sia l’autorizzazione dei genitori.

In generale possiamo dire che scuola, Comune e genitori devono collaborare ai massimi livelli, affinché la vigilanza sul bambino o sulla bambina non venga mai a mancare:

  • Quando il bambino si trova negli spazi scolastici e appena fuori, la scuola è responsabile della sua incolumità e sicurezza
  • Quando il bambino si trova sullo scuolabus, ne sono responsabili autista e Comune
  • Quando il bambino scende dallo scuolabus, ne sono responsabili i genitori

Da oggi però c’è una novità importante in materia, che ha voluto mettere il punto decisivo sulla necessità dei bambini di auto-responsabilizzarsi. La nuova legge [3] consente ai genitori di autorizzare la scuola a far uscire i bambini minori di 14 anni da soli dall’Istituto finite le lezioni, anche senza che gli insegnanti e il personale li sorveglino.

In questo modo tutto il personale scolastico è esonerato dall’obbligo di sorveglianza. Questo però si può fare solo con uno specifico nulla osta che i genitori devono dare alla scuola: una sorta di autorizzazione scritta in cui si esonera il personale da ogni responsabilità e si dice che il proprio figlio o la propria figlia possono uscire dall’Istituto in autonomia.

Può succedere ad esempio se i genitori lavorano tutto il giorno e non riescono proprio a garantire la loro presenza all’uscita da scuola. E questo non fa di loro cattivi e irresponsabili genitori, ma solo genitori impegnati.

Scuolabus: deve aspettare i genitori alla fermata?

Veniamo ora alla nostra domanda iniziale, scuolabus: deve aspettare i genitori alla fermata?

Per rispondere dobbiamo prendere in considerazione tutti questi obblighi e situazioni.

È vero che nei regolamenti comunali sul servizio di trasporto scolastico viene esplicitamente scritto che è obbligo dei genitori (o di un’altra persona delegata) andare a riprendere il figlio alla fermata dello scuolabus ed essere puntuali nel farlo. I genitori quindi devono essere sempre presenti.

È anche vero che gli scuolabus devono rispettare degli orari stabiliti. Una sorta di tabella di marcia che consentirà a tutti i bambini di tornarsene a casa a un orario consono. Quindi il rispetto degli orari di arrivo alle varie fermate serve a garantire a tutti un servizio efficiente.

È inoltre vero che la responsabilità degli autisti degli scuolabus non può terminare con la discesa del bambino dalle scalette del mezzo, perché vorrebbe dire fregarsene della sua incolumità (non dimentichiamoci che nello scendere dallo scuolabus ci si ritrova in strada).

Ed è vero soprattutto che – alla luce della nuova legge sull’autonomia dei bambini – le stesse regole applicate all’uscita autonoma da scuola dei bimbi, previa autorizzazione dei genitori, si applicano anche alla salita e discesa dallo scuolabus.

Ecco perché i genitori, in merito all’attesa del figlio alla fermata dello scuolabus,  possono trovarsi di fronte a due situazioni.

Quando non c’è l’autorizzazione dei genitori

Mamma e papà non hanno autorizzato la scuola a far uscire da solo il bambino e a farlo tornare a casa solo dopo la discesa dallo scuolabus.

In questo caso per i genitori e per l’autista valgono le regole dell’obbligo di vigilanza.

Diverse sentenze dalla Cassazione [4] hanno infatti ribadito che l’autista dello scuolabus ha il dovere di prendere tutte le dovute cautele per proteggere il bambino e garantire la sua sicurezza, sia nelle fasi del trasporto sia nelle fasi di salita e discesa, sia nell’attraversamento, quando i genitori non siano presenti alla fermata. Deve cioè assicurarsi che il bambino non vada a trovarsi un una situazione di pericolo.

In sostanza, sempre per il principio di collaborazione tra istituzioni e famiglie, l’autista deve adottare queste cautele fino a che il bambino non passi dalla sua potestà e sorveglianza a quella dei genitori.

Per questo sempre la Cassazione [5] ha inoltre stabilito che – in aiuto all’autista – il Comune deve fornire anche un accompagnatore, che sta sullo scuolabus per tutto il tragitto e aiuta i bambini nelle delicate fasi di discesa ed, eventualmente, attraversamento.

Questo significa che lo scuolabus deve aspettare i genitori alla fermata? Di norma non si può dire questo, proprio per il principio che ci sono orari stabiliti e da rispettare per il conducente. Se l’autista ritardasse l’arrivo a tutte le fermate per aspettare un genitore stravolgerebbe la buona riuscita del servizio e verrebbe meno ai suoi obblighi.

Ecco perché i regolamenti di molti Comuni, nel momento in cui i genitori non siano presenti alla fermata, prevedono diverse possibilità per gli scuolabus:

  • L’autista non fa scendere il bambino, ma lo fa restare sull’autobus fino al termine del percorso e dove potrà essere andato a prendere dai genitori (o dagli adulti delegati). Se nessuno si presenta sarà accompagnato negli uffici della Polizia.
  • L’autista può contattare direttamente la scuola, i vigili urbani o la Polizia ed eventualmente accompagnare il bambino nei loro uffici. Saranno loro poi a contattare i genitori.
  • L’autista o l’accompagnatore aiutano il bambino a scendere e lo accompagnano in un punto di incontro che è stato preventivamente stabilito proprio in previsione di situazioni di questo tipo. Non può esimersi però dal contattare la scuola e gli uffici di polizia, che avvertiranno i genitori ritardatari.

In linea di massima però, lo scuolabus non si può fermare in attesa dell’arrivo dei genitori. Non è un taxi privato, è un servizio pubblico.

Solitamente vale questa regola in molti Comuni: i genitori hanno l’obbligo di essere presenti alla fermata e qualora per tre volte di seguito nel corso dell’anno non si presentassero o lo facessero ritardo, saranno esclusi dal servizio per tutto l’anno scolastico.

Quando c’è l’autorizzazione dei genitori

Un genitore può dare il suo nulla osta, autorizzando il proprio figlio o la propria figlia a scendere da solo dallo scuolabus per tornare a casa, qualora uno dei due genitori (o il tutore) non potessero andarli a prendere.

Se quindi mamma e papà invece, felici del fatto che oggi c’è una legge che tutela l’autonomia del bimbo e la loro impossibilità di andare a prendere tutti i giorni il figlio, hanno autorizzano la scuola e il personale dello scuolabus a farlo tornare a casa da solo, dopo la discesa dal mezzo, allora lo scuolabus non dovrà aspettare i genitori alla fermata. Il bambino o la bambina potranno serenamente tornare a casa da soli. E mamma e papà potranno continuare a lavorare senza ansie.

note

[1] Art. 4 D. M.  del 31 gennaio 1997

[2] 2048 Cod. civ.

[3] D. lgs. n. 148 del 16 ottobre 2017

[4] Cassazione sentenza n. 32822 del 31 luglio 2007

[5] Cassazione sentenza n. 23464 del 19 novembre 2010

Autore immagine: Pixabay


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