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Bollette telefoniche a 28 giorni: aumentano i canoni?

28 Dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Dicembre 2017



Gli operatori devono adeguarsi all’obbligo di fatturazione mensile entro i 4 aprile. Ma sono liberi di aumentare le tariffe. Che succederà con i rimborsi?

Verrebbe da dire: fatta la legge, fatta la trappola. Siamo davvero sicuri che l’obbligo sancito dalla Legge di Bilancio 2018 di eliminare le bollette telefoniche a 28 giorni e di fatturarle ogni mese comporterà un risparmio per i consumatori? A quanto pare non c’è la certezza che sarà così. Qualche operatore ha già annunciato che non rinuncerà ai propri guadagni. E se, ogni 28 giorni, incassava 100, lo farà lo stesso fatturando la bolletta ogni mese. Come? Aumentando i canoni. Niente di più semplice.

Bollette a 28 giorni: cosa dice la legge?

Il decreto approvato dal Parlamento [1] collegato alla Legge di Bilancio 2018 impone agli operatori telefonici di fatturare le proprie bollette ogni mese anziché, come fatto finora, ogni 28 giorni. Questo per evitare che arrivino 13 bollette all’ano anziché 12. Un intervento, dunque, a tutela degli utenti che, in questo modo, pagheranno un canone in meno e non regaleranno una sorta di «tredicesima» al loro fornitore di telefonia fissa e mobile. Un risparmio calcolato in un 8,5%. Non sono briciole.

La legge obbliga anche gli operatori ad adeguarsi a questa disposizione entro il 4 aprile 2018, cioè entro 120 giorni dalla data di approvazione del decreto.

Lo stesso provvedimento interessa anche gli operatori di pay-tv (Sky in primis) e di comunicazione elettronica, ma non i fornitori di luce e gas in quanto i costi di queste ultime utenze sono calcolati in base ai consumi e già vincolate dall’Aeegsi (l’Autorità garante del settore energia) alla fatturazione mensile con i relativi conguagli.

Bollette a 28 giorni: ci sarà un vero risparmio?

Come anticipato, l’addio alle bollette telefoniche a 28 giorni per passare alla fatturazione mensile obbligatoria dovrebbe garantire agli utenti un risparmio annuo dell’8,5%. Dovrebbe, però. Perché qualche compagnia telefonica ha già anticipato che non ha alcuna intenzione di perderci dei soldi per colpa di quanto imposto dal decreto legge. In poche parole, si vuole alzare il costo dei canoni per incassare con 12 bollette quello che portavano a casa con 13 (secondo l’Agcom, l’Autorità garante delle telecomunicazioni, la differenza per gli operatori è di circa 1 miliardo di euro solo su rete fissa).

È il caso di Tim. L’ex monopolista della telefonia ha già annunciato ai suoi clienti business che da gennaio 2018 si torna alla tariffazione mensile ma che, alla fine dell’anno, avranno speso lo stesso che quando pagavano ogni 28 giorni. In sostanza, subiranno un rincaro dei canoni, con qualche eccezione per alcune opzioni. Appare ovvio che la società telefonica farà lo stesso con i clienti consumer, cioè con il normale cittadino.

Il timore delle associazioni dei consumatori è che Tim faccia tendenza e che gli altri operatori la seguano a ruota. A tutto, però, c’è un limite. E, per evitare qualche gioco sporco, se ci sarà un aumento delle tariffe da parte di tutti che superi il risparmio garantito ai consumatori (quell’8,5% di cui parlavamo), le associazioni promettono un esposto all’Antitrust per evitare che vengano vanificati sia lo spirito del decreto approvato dal Parlamento sia la possibilità stabilita dalla legge e confermata dall’Agcom di poter esercitare il diritto di recesso senza penali né costi di disattivazione.

Le compagnie telefoniche mi restituiranno i soldi pagati in eccesso?

Anche questo sarà un nodo non facile da sciogliere. Come detto, la legge impone agli operatori di adeguarsi alla nuova normativa di fatturazione mensile e, quindi, di abolire le bollette telefoniche a 28 giorni, entro il 4 aprile, cioè 120 giorni dopo la data di approvazione del decreto. Bene. Ma che succede con i soldi che, nel frattempo, l’utente continua a pagare ogni 28 giorni? Ci saranno dei rimborsi, come promesso dall’Autorità garante? Non è detto. O almeno, non è detto che vengano rimborsati tutti.

Il problema, sollevato sempre da qualche associazione dei consumatori, è che la Legge di Bilancio 2018 prevede rimborsi da 50 euro solo a carico degli operatori che non si adegueranno alla normativa entro il 4 aprile. Significa che quello che le compagnie porteranno nelle loro casse prima di quella data saranno soldi che il cittadino non vedrà mai più. E che, per di più, gli operatori potranno aumentare le tariffe ed i canoni in completa libertà, lasciando all’utente solo la possibilità di disdire gratuitamente il suo contratto per sottoscrivere un altro più conveniente (ammesso che lo trovi).

In altra parole: da qui al 4 aprile le compagnie potranno fare qualsiasi tipo di cambio tariffario per garantirsi gli attuali introiti nonostante si passi alla fatturazione mensile anziché mantenere le bollette a 28 giorni, adeguandosi alle disposizioni della nuova legge senza perdere un soldo e senza dover pagare un rimborso.

note

[1] Dl n. 148 del 16.10.2017 collegato alla Legge di Bilancio 2018.


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4 Commenti

  1. nessuno mai rimborserà niente, non sono mica scemi, ciò che perderebbero lo riacquisteranno sotto altra forma, così come avverrà coi rimborsi che i comuni hanno prelevato sui rifiuti sulle case.
    siamo sempre noi deboli e indifesi utente che usciremo sempre soldi, mettetelo in testa.

    1. Buongiorno, ma per l’utente se aumenteranno le tariffe telefoniche,sarà possibile non accettarle e dare la disdetta
      al contratto non pagando eventuali penali?

  2. Non capisco il perché di tanto rumore e non capisco perché viene considerato “aumento” se l’operatore semplicemente rimodula la bolletta. In altre parole (usando dei numeri semplici per capire bene il conteggio), se pagavo 28 euro ogni 4 settimane, a parità di prezzo devono diventare 31 Euro al mese e non è un aumento, ma è esattamente lo stesso prezzo. Se invece diventassero 28 Euro al mese sarebbe una diminuzione del prezzo.

  3. Vi invio che cosa mi ha scritto Fastweb. In maniera molto elegante mi ha dato del coglione. Hai fatto tanto casino, ma la spesa dei 13 mesi te la riduco su 12, e quindi che cosa è cambiato.
    Ma lo Stato che dovrebbe garantire gli interessi del cittadino, soggetto debole, nei confronti delle compagnie, soggetto forte, dove è? E’ una presa in giro.

    Gentile Cliente,

    ti informiamo che dal 5 aprile 2018 gli importi di tutte le offerte Fastweb saranno calcolati su base mensile. I costi della tua offerta non cambiano.

    Dal 5 aprile 2018, in ottemperanza a quanto previsto dalla Legge 172/2017, gli importi delle offerte Fastweb saranno calcolati su base mensile. Questa variazione non comporterà nessun aggravio di costo per te, semplicemente l’importo di ciascun canone mensile sarà calcolato mantenendo fisso l’attuale costo annuale per i servizi compresi nel tuo abbonamento e dividendo tale importo per dodici mensilità, invece di 13 rinnovi ogni 28 giorni.

    Fino ad oggi, hai ricevuto il conto Fastweb con un importo pari a due canoni anticipati, equivalenti a 8 settimane. A partire dal 5 aprile, riceverai il Conto Fastweb il primo giorno di ogni mese, gratuitamente al tuo indirizzo e-mail. Potrai così avere una maggiore chiarezza e trasparenza dei costi del tuo abbonamento e non pagare più due canoni anticipati.

    Hai diritto di recedere dal contratto o di passare ad altro operatore senza penali, costi di disattivazione o restituzione degli importi relativi a promozioni già godute, a partire dal 6 marzo al 5 aprile 2018, secondo le modalità riportate nella tua Area Clienti, specificando come causale del recesso «modifica delle condizioni contrattuali». Per non perdere il numero dovrai passare ad altro operatore e comunicare secondo le medesime modalità previste per il recesso la causale sopra riportata. Per ulteriori dettagli puoi contattare il Servizio Clienti Fastweb.

    Ti ricordiamo che solo con Fastweb in ogni momento puoi recedere dai servizi mobili o passare ad altro operatore senza perdere il numero, senza penali o restituzione di importi relativi a promozioni già godute. Per disattivare il servizio mobile o per essere contattato e concordare la rateizzazione dell’addebito delle rate residue di smartphone o tablet dovrai sempre inviare una comunicazione entro il 5 aprile secondo le modalità riportate nella tua Area Clienti.

    Il Team Fastweb

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