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Se una persona muore gli eredi possono non pagare il notaio?

25 dicembre 2017 | Autore:


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La pratica di successione prevede l’intervento del notaio se non c’è un testamento? E si può rinunciare all’eredità senza passare da un professionista?

È vero: pensare a questa eventualità non fa mai piacere. Ma è altrettanto vero che, prima o poi, tocca porsi queste domande: che succede se una persona muore? Gli eredi possono non pagare il notaio o bisogna per forza rivolgersi al professionista, con i conseguenti costi? Gli aspetti burocratici da affrontare dopo il decesso di un parente sono tanti: oltre all’organizzazione del funerale, c’è da sistemare, ad esempio, conti e titoli in banca e le questioni relative all’eredità. È possibile ricorrere ai «fai da te» o serve, in ogni caso, la firma di qualcuno? In altre parole, se una persona muore gli eredi possono non pagare il notaio?

Dopo la scomparsa di un parente, per quel che riguarda l’eredità, bisogna focalizzarsi principalmente su due cose: il fatto di voler accettare o meno ciò che lascia il defunto e le pratiche della successione. Vediamo quando serve un professionista e quando, invece, gli eredi possono non pagare il notaio.

Per le pratiche di successione devo andare dal notaio?

Per compilare e presentare le pratiche di successione se una persona muore gli eredi possono non pagare il notaio. La modulistica non serve ad altro che a pagare le tasse per il passaggio dei beni dal defunto agli eredi ma non a certificare la proprietà di quei beni. Per cui, ammesso e non concesso che gli eredi siano in grado di farlo, in questa fase non è obbligatorio passare da un notaio.

Ricordiamo che la pratica di successione va presentata e registrata entro 12 mesi dalla data di decesso del parente.

Il lavoro del professionista sarà necessario, invece, in caso di successione testamentaria per quel che riguarda la pubblicazione del testamento stesso. Fatto questo, la successione in sé può essere fatta direttamente dall’erede, a meno che non voglia delegare al notaio anche questa pratica per una questione di comodità o perché la prassi gli risulta particolarmente complicata, ad esempio se il caro estinto lascia delle società, dei fabbricati non accatastati o un patrimonio particolarmente complicato.

Se, invece, il patrimonio è piuttosto lineare, cioè se il defunto lascia una casa, un conto corrente e poco più, gli eredi possono non pagare il notaio e fare le pratiche per conto loro, a patto che facciano molta attenzione alla compilazione della modulistica ed ai vari passaggi per non rischiare di vedersi rifiutare la dichiarazione e di dover rifare la pratica (il che vuol dire altri costi).

Quando può servire il notaio se una persona muore?

Tra i vari compiti del notaio c’è quello certificare una proprietà dopo avere esaminato la provenienza di quel bene (ad esempio una successione ereditaria). Dovrà anche verificare quali vincoli gravano sulla proprietà. Ad esempio, se si tratta di un’immobile, sarà necessario appurare se ci sono delle ipoteche.

La presenza del notaio sarà necessaria, come abbiamo accennato prima, quando ci sarà da fare una successione testamentaria e la relativa pubblicazione del testamento, che servirà per presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate.

Non si potrà fare a meno del notaio nemmeno quando ci sarà da assegnare o riunire le varie quote di proprietà a ciascuno degli eredi. Facciamo un esempio.

Ipotizziamo che gli eredi siano due e che il defunto abbia lasciato in eredità altrettanti appartamenti senza aver fatto un testamento. Come detto, in questo caso le pratiche di successione possono essere fatte senza l’aiuto di un notaio. Per legge, ciascuno dei figli diventerà proprietario di metà di ciascun appartamento. Cosa poco pratica, in effetti. La logica imporrebbe che ogni erede disponga di un intero appartamento, a patto che abbiano lo stesso valore.

È qui che deve intervenire il notaio, per certificare il passaggio delle quote da un erede all’altro. Cioè, che la mia metà dell’appartamento 1 passi a mio fratello e che la sua metà dell’appartamento 2 passi a me in modo che ciascuno di noi abbia il 100% di un solo appartamento. Ognuno a casa sua e Dio in casa di tutti, dicevano i miei nonni.

Posso rinunciare all’eredità senza pagare il notaio?

Ci sono, però, dei casi in cui se una persona muore si decide di rinunciare all’eredità, soprattutto quando il defunto lascia più debiti che beni. I casi possono essere due:

  • che l’erede non sia in possesso dei beni ereditari: la rinuncia deve essere fatta entro 10 anni dall’apertura della successione, cioè dell’avvenuto decesso del parente;
  • che l’erede sia in possesso dei beni ereditari (ad esempio la moglie che vive nella casa del marito o che dispone di altri suoi beni come l’auto). Qui la cosa si complica, rispetto al caso precedente. L’erede dovrà innanzitutto fare un inventario dei beni del povero scomparso entro tre mesi dall’apertura della successione (c’è una proroga di altri tre mesi se non si riesce a completare per tempo l’inventario o di un periodo più lungo quando il tribunale lo consente se ci sono dei gravi impedimenti a farlo). Fatto questo, nel 40 giorni successivi si deve dichiarare la rinuncia all’eredità.

Se i tempi non vengono rispettati, l’eredità si intende accettata e i creditori potranno cominciare a bussare alla posta dell’erede per reclamare quanto è loro dovuto.

Detto questo, se una persona muore gli eredi possono non pagare il notaio per rinunciare all’eredità? La procedura prevede, certamente, l’intervento del professionista, con i relativi costi. Ma è anche possibile presentare la dichiarazione di rinuncia all’eredità al cancelliere del tribunale del luogo in cui è stata aperta la successione, cioè quello in cui il caro estinto era domiciliato al momento in cui è passato a miglior vita.

Rinuncia all’eredità senza pagare il notaio: cosa devo fare?

Come detto, se una persona muore gli eredi possono non pagare il notaio per la rinuncia all’eredità presentandosi (dietro appuntamento) alla cancelleria del tribunale. Dovranno portare con sé:

  • il certificato di morte del parente (in carta libera);
  • la dichiarazione dell’ultima residenza o domicilio del defunto;
  • il documento di identità valido del rinunciante;
  • la copia del codice fiscale del defunto e del rinunciante;
  • la copia autentica dell’eventuale testamento;
  • la copia autentica dell’autorizzazione del giudice tutelare, se tra i rinuncianti vi sono soggetti incapaci, come minorenni o persone dichiarate interdette o inabilitate.

Dopo aver reso la dichiarazione davanti al cancelliere, e dopo che la cancelleria ha inviato l’atto da lui redatto all’Agenzia delle Entrate, è necessario effettuare il versamento di duecento euro con modello F23 per il pagamento dell’imposta di registro (si può procedere presso qualsiasi ufficio postale o in banca). La ricevuta del pagamento dovrà essere consegnata alla vicina Agenzia delle Entrate che provvederà a comunicare al tribunale l’avvenuto pagamento. Solo una volta effettuato questo adempimento il tribunale potrà procedere alla registrazione della rinuncia.

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