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Taxi rifiuta di far salire cani e gatti: come fare

27 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 dicembre 2017



Abbiamo appena prenotato un Taxi, ma quando arriva e vede che abbiamo un gatto o un cane ci vieta di salire: può farlo? Come possiamo fare?

Cani e gatti ci riempiono la vita di amore e risate. Sono nostri fedeli compagni, combattono la nostra solitudine e – a detta della scienza – ci curano e aiutano a prevenire l’insorgere di malattie. Non a caso oramai la Pet Therapy è diventata una vera e propria forma di riabilitazione sanitaria. Ma oltre a darci amore ci chiedono anche tanto impegno. D’accordo è vero, raramente il problema si pone per il nostro amato gatto, che se d’appartamento si compiace nello stare in salotto al caldo, se selvatico se ne va libero e felice per campi. Fatto sta che non gliene frega niente di venire al negozio con noi. Ma i cani si sa, sono come il prezzemolo, amano stare dappertutto e andare in giro, sempre e comunque attaccati al loro compagno umano. Sono come figli e una volta accolti in casa dobbiamo metterci in testa che la nostra vita cambierà. Quando programmiamo le vacanze, i weekend e le uscite, dobbiamo porci sempre la stessa domanda: come facciamo col cane (o col gatto)? E altrettante domande ce le poniamo quando dobbiamo andare in viaggio e Fido o Micio vengono con noi. Ad esempio in treno o in taxi. Ma che succede se il tassista non ne vuole sapere di farli saltar su? Cerchiamo di capire se il Taxi rifiuta di far salire cani e gatti come possiamo fare.

Cani e gatti: possono entrare nei luoghi pubblici?

Se vogliamo andarcene in giro con il nostro amico Fido a mangiare fuori, a farci un aperitivo, a passeggiare al parco, a fare shopping, possiamo farlo? Diciamo che la legge è un po’ controversa e forse le piace essere così per non affrontare il problema di petto. Fatto sta che dipende da dove vogliamo andare.

Prima di tutto c’è una distinzione da fare: i luoghi pubblici non sono i luoghi aperti al pubblico. I primi sono i parchi, giardini e le piazze, i secondi invece sono i luoghi di proprietà privata frequentati quotidianamente da molte persone (es. i supermercati, ristoranti, bar, negozi).

Vogliamo entrare nei supermercati con Fido e Micio?

In linea generale possiamo farlo. Lo ha chiarito il Ministero della salute [1] stabilendo che gli animali domestici devono restare fuori solo dai luoghi dove si preparano e si manipolano cibi (esempio le cucine). Cane e gatto non possono stare a diretto contatto con il cibo e in qualsiasi altro luogo dove c’è un alto rischio di contaminazione. Se il proprietario del supermercato vuole consentire l’accesso agli animali, lo può fare, purché prenda dei provvedimenti per escludere il contatto cibo-animale. Stiamo bene attenti però, perché questo è a discrezione del proprietario del supermercato, e solo se il Comune in cui il negozio ha sede non preveda regolamenti che vietino agli animali domestici di entrare nei luoghi aperti al pubblico.

A dir la verità nel 2010 Ministero della salute e Anci (l’associazione che riunisce tutti i comuni italiani) hanno emanato un’ordinanza per invitare le amministrazioni comunali a tutelare nel modo migliore i nostri amici a quattro zampe, consentendo loro l’ingresso nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Così oggi molti Comuni hanno provveduto a emanare appositi regolamenti per far fronte a quella richiesta.

In linea di massima quindi, cane e gatto possono entrare nei supermercati, con guinzaglio, ma devono stare lontani dai luoghi di preparazione dei cibi. Dobbiamo però controllare il regolamento del nostro Comune e quello del proprietario del supermercato.

Se vogliamo  entrare in bar e ristoranti?

Anche qui l’equivoco è sempre dietro l’angolo. La legge [2] infatti non vieta l’ingresso di cani e gatti nei luoghi aperti al pubblico. In teoria possono entrare. E, se il proprietario vuole, anche in pratica. Viene solo detto che devono essere tenuti al guinzaglio e nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto devono essere tenuti con guinzaglio e museruola. Inoltre non possono entrare nelle stanze dove si preparano i cibi. Ma la stessa legge non impone ai gestori e proprietari di locali di far entrare gli animali. Così ognuno si è sempre gestito a proprio piacimento.

Detto ciò, se il regolamento del proprio Comune prevede che a cani i gatti possa essere vietato di entrare nei luoghi aperti al pubblico e il proprietario del locale non vuole animali tra i piedi, può vietarlo. È sufficiente apporre un cartello all’esterno del locale, dove si specifica il divieto di ingresso per i nostri amici a quattro zampe.

Cani guida per non vedenti: possono entrare nei luoghi pubblici?

Le uniche eccezioni a tutta questa confusione sono proprio loro: i cani guida per le persone non vedenti possono entrare ovunque. I proprietari dei locali, dei supermercati, dei negozi, i Comuni, i mezzi di trasporto non possono per legge  [3] vietare loro di entrare. Se lo fanno vanno incontro a una bella multa che oscilla tra i 500 e i 2500 euro [4].

Cani e gatti: possono salire sui treni?

Non dobbiamo avere paura se acquistiamo il biglietto del Treno per andare farci un weekend fuori porta col nostro compagno a quattro zampe. Sui treni gli animali sono ammessi. Le uniche distinzioni sono demandate alla taglia del’animale.

Se di piccola taglia: può viaggiare gratis, purché se ne resti fermo e buono nel trasportino. Oppure può stare libero se viaggiamo nello scompartimento e gli altri viaggiatori sono d’accordo (in tal caso con biglietto a parte ridotto del 40 per cento). E si può fare nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treno.

Se di grossa taglia: può viaggiare sul treno pagando un biglietto ridotto del 50 per cento sul viaggio, purché tenuto al guinzaglio e con la museruola. E si può fare sugli Intercity, sulle Frecce, sui regionali (escluso dalle 7 alle 9 del mattino dei giorni feriali).

Se è un cane guida per non vedenti: per legge non è soggetto a nessuna limitazione. Può salire sul treno e lo può fare gratuitamente, entrando anche nello scompartimento bar.

Cani e gatti: possono salire sugli autobus?

Se avessimo bisogno di prendere il tram, l’autobus o la metro, avremmo problemi a portare con noi Fido? Finalmente la società si è evoluta in termini di rispetto e tutela degli animali e si sta cercando con ogni mezzi di combattere l’abbandono e il randagismo. Inoltre sempre più cittadini hanno con sé un amico a quattro zampe.

Ecco perché anche i trasporti pubblici delle città si stanno adeguando. Atac, Atm, Start Romagna, ecc. ognuno secondo regolamenti propri, ma la maggior parte delle società che gestiscono i trasporti in città, accettano oggi di far salire cani e gatti. Solitamente viene chiesto di mettere nel trasportino quelli di piccola taglia o comunque – sia quelli di piccola che di media taglia – tenerli al guinzaglio e museruola. Purtroppo spesso viene chiesto il pagamento del biglietto anche per loro e a volte non vengono ammessi i cani di grossa taglia.

Viaggiano invece sempre senza limitazioni e senza pagare biglietto i cani guida per non vedenti.

Cani e gatti: possono salire sul taxi?

Abbiamo esaminato finora tutti casi di luoghi – più o meno – pubblici. Ma che succede ad esempio se dovessimo prendere un taxi per raggiungere l’aeroporto?

In generale, il taxi è un servizio di trasporto pubblico, ma non di linea. Ecco perché a lui non si applica lo stesso regolamento utilizzato per i mezzi pubblici. Se quindi cane e gatto possono essere trasportati su autobus e metro, per i taxi vigono regole diverse.

In realtà è più giusto dire che vige una certa assenza di regole in merito. Non c’è una legge che vieti o non vieti di far salire cani e gatti. Il loro trasporto solitamente è considerato facoltativo, quindi a discrezione della società che opera il servizio e del tassista.

Ci stiamo domandando se il taxi possa rifiutare di far salire cane e gatto? La risposta è sì, lo può fare. Certo è una risposta che va decisamente contro gli interessi e i bisogni di una società dove sempre più persone si trovano a viaggiare con i loro amici a quattro zampe. Questo comporta notevoli disagi vissuti da decine e decine di passeggeri, che si sono visti rifiutare il passaggio in taxi non appena il tassista si è reso conto che insieme a loro sarebbe salito anche Fido.

Se andiamo a guardare come stanno le cose nelle piccole e grandi città italiane ci accorgiamo che in linea di massima funziona in tutte allo stesso modo. Roma , Milano, Firenze, Pisa, Modena, Bologna, Lecce.

Se andiamo a guardare i vari regolamenti possiamo notare sempre le stesse regole:

  • Lecce [5]: è vietato agli utenti pretendere il trasporto di animali domestici senza essersi prima accordati con il conducente (eccetto i cani guida per non vedenti)
  • Milano e Lombardia [6]: il tassista è libero di rifiutare il passaggio a persone con animali
  • Firenze [7]: i tassisti possono, dicendolo preventivamente al telefono in fase di prenotazione, rifiutare cani di grossa taglia. Quelli di piccola taglia (cani e gatti) sono ammessi. Ma non sembra comunque obbligatorio.
  • Roma [8]: i tassisti possono rifiutare, dicendolo preventivamente in fase di prenotazione, animali di grossa taglia. Quelli di piccola taglia (cani e gatti) sono normalmente ammessi. Ma non è obbligatorio.
  • Padova [9]: i tassisti possono rifiutare gli animali (eccetto i cani guida per non vedenti). Il sito di riferimento sostiene che non tutte le vetture taxi accettano cani, ma molte si. Quindi per saperlo e necessario comunicare quando si telefono al numero di radiotaxi che si ha con sé un cane. Saranno loro poi a verificare che ci sia una vettura disponibile. In ogni caso il cane deve viaggiare nel trasportino. Ai gatti invece è sempre ammessa la salita sul taxi (sempre nel trasportino).

Cani guida per non vedenti: possono salire in taxi?

Unica eccezione riguarda i cani guida per le persone non vedenti che, come per gli altri luoghi pubblici e mezzi di trasporto, devono salire anche sui taxi. Nessun tassista può rifiutarsi di far salire un cane guida. Se lo fa va incontro a multe salate.

Taxi rifiuta di far salire cani e gatti: come fare?

Alla luce di quanto appena detto, la vita dei possessori di cani e gatti è molto difficile quando si tratta di prendere un taxi. Non ci sono sufficienti tutele a garantire che i nostri amici a quattro zampe possano salire assieme a noi sul taxi. Anzi spesso vengono rifiutati. Allora se il tassista rifiuta di far salire cani e gatti, come fare?

Le uniche accortezze che possiamo prendere sono:

  • Comunicare sempre preventivamente, durante la chiamata di prenotazione, che si ha con sé un cane e gatto. Questo perché sarà più facile che vi venga inviata (se disponibile) una vettura che li accetta
  • Munirsi, quando possibile sempre di trasportino, guinzaglio e museruola e stare pronti ad accettare che il tassista possa imporvi di mettere il cane nel portabagagli (per motivi di sicurezza e di igiene, visto che il cliente successivo a noi potrebbe anche essere allergico)
  • Se abbiamo comunicato durante la prenotazione che abbiamo un cane, ci viene detto che manderanno una vettura consona ad accoglierli, ma al suo arrivo il tassista rifiuta e ci lascia a piedi, andiamo subito a sporgere reclamo al servizio di Radio taxi
  • Restano ben poche soluzioni, oltre a queste, per risolvere una problematica cara a molti, ma che la legge ha deciso di lasciare a metà. Con un ago della bilancia che, a dir la verità, pende molto dalla parte del tassista e non dei cittadini viaggiatori (e dei loro amici a quattro zampe).
  • Se invece siamo persone non vedenti e con noi c’è il nostro cane guida, il tassista non si può rifiutare di farlo salire. Se così fosse, chiamiamo subito le forze di polizia o i vigili e facciamo presente questo nostro diritto. Il tassista potrà essere multato con una sanzione tra i 500 e i 2500 euro.

note

[1] Nota n. 23712 del 7 giugno 2017 del Ministero della salute

[2] Art. 83 Legge n. 320 del 1954

[3] Legge n. 376 del 1988

[4] Art. 1 Legge n. 60 del 2006

[5] Art. 24 Delibera. Cons. com. n. 4 del 27 aprile 2017 (Comune di Lecce)

[6] Art. 31 Reg. reg. Taxi X 1602 del 4 aprile 2014 (Regione Lombardia)3]

[7] Art. 14 Reg. comunale sulla tutela degli animali (Comune di Firenze)

[8] Art. 13 Reg. comunale sulla tutela degli animali (Comune di Roma)

[9] Art. 36 Del. Cons. n. 4 del 22 gennaio 2001, mod. con Del. Cons. n. 61 del 25 giugno 2001

Autore immagine: Pixabay

 

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4 Commenti

  1. A differenza di quanto descritto nel testo la legge è decisamente chiara in merito.

    Dall’Art. 169 del Codice Della Strada:

    “È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio…”.

    Non essendo presenti nell’Art. 169 esclusioni all’obbligo di legge per i veicoli immatricolati per il trasporto pubblico se il mezzo “non è attrezzato” l’eventuale rifiuto è più che giustificato.

    Saluti.

    1. Mi scusi, ma se la legge fosse più chiara ed applicata, non ci sarebbero scene quotidiane di cani rifiutati da tassisti e assenza di macchine e colleghi pronte a farli salire. Persino quando si tratta di cani guida per non vedenti il discorso non cambia. Inoltre spesso il veicolo se attrezzato o meno lo decide il tassista e non è così facile trovarne attrezzati.

      1. La legge mi sembra oltremodo chiara, trasportare animali senza un divisorio o in assenza di un trasportino è contro la legge.

        Chi paga l’eventuale contravvenzione?

        Poi, il buon senso dovrebbe fare il resto, sia per chi “conduce” che per chi ha necessità.

  2. Per quanto riguarda i “regolamenti comunali” se per ipotesi riportassero che i taxi possono passare con il semaforo rosso sarebbero validi ed applicabili?

    Prendersela con chi guida un taxi non è la strada corretta, casomai chiedete al legislatore di introdurre un esclusione agli obblighi di legge in merito al trasporto degli animali sui taxi.

    Cosi come sono già in vigore eccezioni per l’utilizzo dei seggiolini per i bambini.

    Veicoli “speciali” richiedono regole “ad hoc”.

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