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Lo sai che? Reati colletti bianchi: cosa sono?

Lo sai che? Pubblicato il 27 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 dicembre 2017

I reati dei colletti bianchi sono quelli legati all’esercizio di professioni particolarmente qualificate.

I reati sono quelle condotte che l’ordinamento giuridico decide di punire con una sanzione che, nel diritto penale, viene definita pena. La pena per eccellenza è la reclusione, cioè il carcere, da scontare a tempo determinato o indeterminato (ergastolo). La pena, però, può anche essere pecuniaria, cioè può consistere in una somma di denaro da pagare allo Stato (multa o ammenda). Anche in quest’ultimo caso, però, il reo si trova davanti ad un procedimento penale a tutti gli effetti, con tanto di fedina penale macchiata nel caso di condanna.

Non tutti i reati sono uguali: alcuni sono più gravi di altri, in quanto destano un maggior allarme sociale e risultano pericolosi per l’incolumità delle persone. Ad esempio, un omicidio è senz’altro più grave di un furto.

La letteratura giuridica è solita distinguere i reati in tante diverse sottocategorie: non deve stupire, perciò, il fatto che spesso si senta parlare di reato omissivo, abituale, permanente, presupposto, ostativo, di pericolo, ecc. Tra queste distinzioni, ve n’è una di non semplice intuizione: si tratta dei cosiddetti reati dei colletti bianchi. Cosa sono? Cerchiamo di spiegarlo in modo semplice.

Cosa sono i colletti bianchi?

Nel linguaggio comune, per colletti bianchi (dall’inglese white collars) si intendono quei lavoratori che non svolgono mansioni fisiche. In altre parole, i colletti bianchi sono i professionisti intellettuali, cioè coloro che lavorano utilizzando le conoscenze acquisite dagli studi compiuti. Il nome deriva dall’abito che normalmente queste persone indossano: una camicia bianca, il cui candore rimanda, appunto, al bisogno di non sporcarsi per compiere le loro mansioni. Classici esempi di colletti bianchi sono gli impiegati, i professionisti, i funzionari di Sato, ecc.

Cosa sono i reati dei colletti bianchi?

I reati dei colletti bianchi sono, per l’appunto, i crimini commessi dai lavoratori che abbiamo sopra descritto, cioè da coloro che svolgono professioni particolarmente qualificate.

Da tanto deriva che questi reati si caratterizzano, normalmente, per l’assenza di condotte violente e per la categoria delle vittime: consumatori, concorrenti, azionisti, investitori, dipendenti d’azienda, ecc.

Questi reati perseguono in genere uno scopo di lucro, sebbene siano posti in essere da persone di elevato ceto sociale, tutt’altro che bisognose. Si tratta di crimini realizzati soprattutto nel campo economico, politico e professionale.

I reati di cui parliamo, inoltre, necessitano di particolari cognizioni tecniche: sono, pertanto, crimini che possono essere realizzati soltanto da chi possiede le adeguate conoscenze e riveste determinate qualifiche.

L’elemento soggettivo tipico dei reati dei colletti bianchi è il dolo, nel senso che l’agente deve essere pienamente consapevole della condotta illecita che sta ponendo in essere.

Quali sono i reati dei colletti bianchi?

I reati dei colletti bianchi sono legati al mondo della finanza, del mercato e, più in generale, del commercio. I principali sono:

  • Truffa [1];
  • Riciclaggio [2];
  • Delitti di corruzione [3];
  • Frodi in erogazioni pubbliche [4];
  • Corruzione internazionale [5];
  • Turbative d’asta [6];
  • Astensione dagli incanti [7];
  • Frodi e inadempimenti nelle pubbliche forniture [8];
  • truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti concessi dallo Stato o dalle Comunità Europee [9];
  • insolvenza fraudolenta [10];
  • falso in bilancio [11].

Vi è poi tutta una serie di reati contemplati nelle leggi speciali riguardanti i crimini societari (in inglese, corporate crimes) e quelli realizzati in campo internazionale.

note

[1] Art. 640 cod. pen.

[2] Art. 648-bis cod. pen.

[3] Artt. 318 e seguenti cod. pen.

[4] Artt. 316-bis e 316-ter cod. pen.

[5] Art. 322-bis cod. pen.

[6] Artt. 353 e 353-bis cod. pen.

[7] Art. 354 cod. pen.

[8] Artt. 355 e 356 cod. pen.

[9] Art. 640-bis cod. pen.

[10] Art. 641 cod. pen.

[11] Artt. 2621 e 2622 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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