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Compro oro e riciclaggio: operazioni per 3 miliardi

28 Marzo 2017


Compro oro e riciclaggio: operazioni per 3 miliardi

> Business Pubblicato il 28 Marzo 2017



Necessario tracciare il denaro per evitare il rischio riciclaggio: un nuovo decreto legislativo punta a far luce sui Compro Oro

Compro Oro: un mercato da 2,75 miliardi di euro nell’ultimo anno, con tanti sospetti di operazioni fin troppo sporche, secondo il Consiglio dei Ministri.

Che cosa sono i Compro Oro e come funzionano?

Con la crisi finanziaria è tornato in auge il valore dei metalli preziosi. Piuttosto che puntare su titoli azionari si è ripreso a puntare sui materiali preziosi, investendo sull’oro piuttosto che in Borsa.

I Compro oro sono centri di acquisto dell’oro, negozi che in cambio di oro cedono contanti. Tuttavia già da tempo si ritiene che il proliferare di queste attività in così poco tempo nasconda in realtà attività di riciclaggio di denaro sporco da parte dei nuclei criminali, che in assenza di discipline nel settore e soprattutto di una regolamentazione tramite un albo, sguazzano nella penombra normativa.

Un decreto legislativo al vaglio delle Camere

Proprio al fine di tracciare e sottrarre al rischio di riciclaggio le quasi cento tonnellate di oro trattate ogni anno dai “Compro Oro” in Italia, è stato stilato un decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri lo scorso 23 febbraio.cor

Albo professionale e tracciabilità

Il testo ha l’obiettivo di far luce su un mercato del valore di quasi 3 miliardi di euro e si inserisce nella campagna antiriciclaggio portata avanti a livello europeo. In particolare si tratta di uno dei provvedimenti tesi ad applicare la direttiva antiriciclaggio dell’Unione europea, che tra i tanti meriti in questi sessant’anni appena celebrati ha avuto quello sensazionale di costringere il nostro paese a legiferare aggiornando e migliorando aree del diritto statale particolarmente lacunose. Da un punto di vista normativo, lo si dica senza peli sulla lingua, senza l’Unione europea saremmo indietro di un secolo.

Il provvedimento prevede una tracciabilità rafforzata per le operazioni di acquisto di oreficeria usata grazie a fotografie dettagliate e descrizioni dei gioielli trattati, con un limite i mille euro per l’uso di contanti e l’obbligo di identificare i clienti.

Si prevede inoltre un registro delle attività del settore che verrà tenuto dall’Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, sotto l’attenta vigilanza della Banca d’Italia.

Si tratterebbe di una misura importante e necessaria, che potrebbe rivelarsi un arma di contrasto avverso le criminalità organizzate, da contrastare su un piano prettamente economico, sottraendo fondi alla radice.

note

Autore immagine: 123rf.com


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