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Certificato carichi pendenti Agenzia delle Entrate

27 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 dicembre 2017



Quali dati contiene il certificato carichi pendenti presso l’Agenzia delle Entrate e come richiederlo.

Il certificato di carichi pendenti presso l’Agenzia delle Entrate è un certificato che attesta l’esistenza, in capo al contribuente identificato tramite codice fiscale, di debiti fiscali relativi a Irpef, Ires, Iva, imposta di registro e altri tributi.

Il certificato in questione può risultare utile tanto allo stesso contribuente per verificare la propria posizione debitoria con il Fisco, quanto a terzi o aziende che devono instaurare, per esempio, rapporti di collaborazione lavorativa o affari con il contribuente e hanno necessità di valutarne l’affidabilità.

Il caso più ricorrente è infatti quello del rilascio del certificato carichi pendenti in caso di cessione di azienda. In questo caso, la certificazione riguarda le violazioni commesse nell’anno in cui avviene la cessione e nei due anni precedenti, anche se  non contestate o irrogate alla data della cessione, nonché quelle già contestate nel medesimo periodo anche se commesse in epoca anteriore.

Certificato carichi pendenti Agenzia delle Entrate: come si richiede

Il certificato carichi pendenti è rilasciato a seguito di richiesta in bollo presentata dall’interessato all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale del soggetto di imposta.

I certificati sono soggetti all’imposta di bollo e ai tributi speciali. Il modello è disponibile presso gli sportelli dell’Agenzia.

In via preliminare, l’Ufficio verifica la rispondenza dei dati anagrafici indicati nella richiesta con quelli risultanti dal sistema informativo dell’anagrafe tributaria, nonché con eventuali altri elementi in proprio possesso.

Se la richiesta viene presentata ad un ufficio non territorialmente competente, sarà cura di quest’ultimo trasmettere con tempestività la richiesta all’ufficio competente, dandone contestualmente notizia al richiedente.

Certificato carichi pendenti Agenzia delle Entrate: cosa contiene

Sulla base dei dati desunti dalle interrogazioni al sistema informativo dell’anagrafe tributaria, nonché per la sola compilazione del modello di certificazione in caso di cessione di azienda, avvalendosi di eventuali altri dati in proprio possesso, l’Ufficio certifica la sussistenza di carichi pendenti derivanti dagli atti notificati, specificando i relativi riferimenti normativi e, laddove presenti, numero identificativo, ente emittente, anno d’imposta, maggiore imposta, sanzioni (minima/massima per P.V.), data di notifica.

In caso di segnalazioni a carico del soggetto d’imposta, l’ufficio prima di rilasciare la certificazione dell’esistenza di contestazioni in caso di cessione di azienda, è tenuto a notificare il processo verbale di constatazione al fine di poterlo riportare nella certificazione stessa.

Certificato imposte dirette e Iva

Il certificato carichi pendenti contiene l’indicazione dei seguenti atti:

  • Processo verbale di constatazione;
  • Atto di contestazione;
  • Avviso di irrogazione sanzioni;
  • Avviso di rettifica;
  • Avviso di accertamento.

Sono inoltre da indicare quali carichi pendenti le somme dovute a seguito di liquidazione delle dichiarazioni annuali e relativamente a partite Iva, anche confluite, delle quali il contribuente risulti essere stato titolare.

Certificato imposta di registro, successione, donazione e altri tributi indiretti

Il certificato carichi pendenti contiene l’indicazione dei seguenti atti:

  • Avviso di rettifica;
  • avviso di liquidazione dell’imposta e di irrogazione sanzioni;
  • ogni altro atto notificato già di competenza dell’Ufficio del registro.

Per gli atti relativi ai tributi già di competenza dell’ufficio del registro rientranti nella competenza territoriale di uffici diversi da quello che rilascia il certificato, l’attestazione viene rilasciata sulla base di quanto dichiarato dall’ufficio competente.

Nel caso in cui, per gli atti impugnabili, vi sia una controversia pendente, è indicato il grado di giudizio e l’eventuale avviso di liquidazione emesso nei casi in cui è prevista la riscossione frazionata delle somme oggetto di giudizio.

Qualora dai dati verificati risultino emessi fogli di prenotazione a ruolo occorre indicare, in relazione agli atti dai quali scaturiscono, il numero identificativo delle cartelle di pagamento o, se non ancora emesse, il numero identificativo dei fogli di prenotazione a ruolo.

In presenza di più atti consequenziali viene indicato, quale carico pendente, l’ultimo atto a rilevanza esterna. Esempio: processo verbale seguito dall’avviso di accertamento, dal foglio di prenotazione e dalla cartella di pagamento; in tal caso va riportato il numero identificativo della cartella di pagamento ed il relativo importo.

Per le cartelle di pagamento, il carico pendente sussiste limitatamente ai debiti non ancora soddisfatti alla data di rilascio del certificato.

Certificato carichi pendenti Agenzia delle Entrate: termini

La certificazione dei carichi pendenti risultanti al sistema informativo dell’Anagrafe Tributaria va rilasciato entro 30 giorni dalla data in cui la relativa richiesta è pervenuta all’ufficio competente.

La certificazione dell’esistenza di contestazione in caso di cessione di azienda va rilasciata invece entro 40 giorni dalla data in cui la richiesta perviene all’ufficio competente. Il mancato rilascio entro il predetto termine ha effetto liberatorio nei confronti del cessionario.

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