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Eredità beni acquistati prima del matrimonio

27 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 dicembre 2017



Beni acquistai prima del matrimonio: come si dividono in caso di morte del coniuge? Quali sono i diritti del coniuge superstite?

I beni acquistati prima del matrimonio non ricadono nella comunione legale tra coniugi. In altri termini, anche se i coniugi optano (non dichiarando di volere il regime di separazione dei beni) per il regime di comunione, quest’ultimo vale solo per i beni acquistati durante il matrimonio; i beni mobili e immobili di cui ciascun coniuge era già titolare prima di sposarsi, restano di proprietà esclusiva.

A prescindere, dunque, dal regime di separazione o comunione, i beni personali del coniuge, acquistati a qualsiasi titolo prima del matrimonio, non confluiscono nel patrimonio coniugale. Lo stesso dicasi per i beni sui quali il coniuge aveva, prima del matrimonio, diritti reali di godimento (per esempio usufrutto o servitù).

Ciò incide, inevitabilmente, anche sulla successione ereditaria di tali beni e diritti. Difatti, in caso di morte del coniuge titolare,  – diversamente da quanto avviene per i beni in comunione legale la cui proprietà è al 50% del coniuge superstite e per l’altra metà si divide fra gli eredi -, nel caso di bene non rientrante nella comunione perché di proprietà esclusiva del coniuge defunto, esso diviene integralmente oggetto di successione fra tutti gli eredi, secondo le regole della successione legittima o testamentaria.

I beni acquistati prima del matrimonio, fatta salva l’espressa volontà del defunto – tramite testamento– di trasmetterli al coniuge (sempre nel rispetto delle quote di legittima), sono soggetti alle regole generali della successione ereditaria.

Beni acquistati prima del matrimonio: se non c’è il testamento

Se il de cuius non ha lasciato testamento, i beni acquistati prima del matrimonio entrano nell’asse ereditario da dividere tra gli eredi legittimi, secondo le regole stabilite dal codice civile.

Se c’è solo il coniuge e non ci sono figli, spetterà tutto a questi. L’eredità spetta anche al coniuge separato se a quest’ultimo non sia stata addebitata la separazione nella sentenza di separazione. Ciò ovviamente non vale invece nel caso di coniuge divorziato.

Se ci sono coniuge e figli (legittimi, naturali o adottivi), bisogna distinguere:

  • se il figlio è uno solo: una metà dei beni del defunto spetta al coniuge e l’altra metà al figlio;
  • se i figli sono più di uno: 1/3 dell’eredità spetta al coniuge e i residui 2/3 vanno divisi, in parti uguali, tra i figli.

Se non c’è il coniuge superstite e vi sono solo uno o più figli, l’eredità spetta per intero al figlio unico o, in parti uguali, a tutti i figli. Anche in questo caso, nulla spetta a fratelli, sorelle o altri parenti.

Se non ci sono figli né coniugi, ma altri discendenti (per es.: i nipoti, ossia i figli dei propri figli), tutta l’eredità spetta, in quote uguali, a questi ultimi.

Se al defunto sopravvivono il coniuge e/o fratelli/sorelle legittimi (o loro discendenti) e/o genitori e, nello stesso tempo, non vi sono figli (o i figli non sono superstiti), né altri discendenti (come i nipoti): 2/3 dell’eredità vanno al coniuge e 1/3 ai fratelli, sorelle e genitori.

Se il defunto non lascia coniugi, né figli, né altri discendenti, né fratelli/sorelle, né genitori, ma lascia altri ascendenti (per es. nonni), i suoi beni andranno per metà agli ascendenti della linea paterna e, per l’altra metà, agli ascendenti della linea materna.

Ciò purché si tratti di ascendenti di grado uguale (per es., se rimangono due nonni, uno paterno e uno materno). Se, invece, gli ascendenti siano di grado diverso (un nonno e una bisnonna), eredita solo l’ascendente più prossimo (in questo caso, il nonno).

Se il defunto lascia solo parenti dal terzo al sesto grado, succedono solo quelli più prossimi (per primi gli zii, poi i cugini, i prozii, ecc.) in quote uguali.

Se non ci sono neanche parenti, tutta l’eredità passa in proprietà allo Stato.

Successione beni che non rientrano nella comunione legale

Quanto sopra descritto, in termini di diritti successori, vale anche per tutti gli altri beni che non rientrano nella comunione legale e cioè:

  • i beni acquistati, anche dopo il matrimonio, tramite donazioni o eredità, salvo che nell’atto di liberalità o nel testamento venga specificato che essi sono attribuiti a entrambi i coniugi in comunione;
  • i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori (si pensi ai capi di abbigliamento);
  • i beni che servono all’esercizio della professione del coniuge (si pensi a una borsa o a un computer), tranne quelli destinati alla conduzione di un’azienda facente parte della comunione;
  • il denaro ottenuto a titolo di risarcimento danni nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;
  • i beni comprati con il denaro derivante dalla vendita dei beni appena elencati o col loro scambio, purché ciò sia espressamente dichiarato all’atto dell’acquisto.

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