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Incidente stradale: quali sono i danni risarcibili?

28 novembre 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 novembre 2012



Incidente stradale:  quali sono, in concreto, le lesioni passibili di risarcimento danni? Quali le casistiche più comuni?

Chi è vittima di un incidente stradale ha diritto a un risarcimento economico per le conseguenze subite sia sul piano patrimoniale [1] che personale.

Danni patrimoniali

Rappresentano tutti i pregiudizi materiali ed economici subiti dal danneggiato in seguito a un sinistro stradale. Provocano direttamente o di riflesso una diminuzione del patrimonio del soggetto leso e quindi un suo impoverimento. Possono essere di due tipi:

1) Danni diretti al patrimonio: vi rientrano quei danni arrecati all’autoveicolo e agli altri beni di proprietà del danneggiato (si parla anche di danno emergente).

2) Danni indiretti al patrimonio: incidono sulle aspettative di guadagno del soggetto leso, diminuendole (si parla a riguardo di lucro cessante). In pratica si può richiedere il risarcimento danni ogniqualvolta si dimostri che l’evento nefasto ha impedito la conclusione di un affare, la firma di un contratto o, infine, ha reso impossibile al professionista o al lavoratore autonomo percepire un reddito a causa della degenza ospedaliera o per motivi ad essa attinenti.

Danno non patrimoniale

Ai fini del risarcimento, hanno rilevanza anche i pregiudizi personali scaturiti dall’incidente, come i danni alla salute psico-fisica o le conseguenze negative nei legami familiari e nei rapporti con la società. Possiamo pertanto inquadrare:

– il danno biologico;

– il danno morale;

– il danno esistenziale.

Danno biologico

Si configura nei casi in cui la vittima subisca delle lesioni fisiche o psicologiche tali da peggiorare in modo irreparabile la qualità della sua vita. Si pensi ai danni funzionali o estetici che, se consistenti e rilevanti, si ripercuotono sulla vita relazionale, o ai traumi mentali che, nel silenzio più totale, annientano l’equilibrio psicologico di chi ne è affetto. Ancora vi potrebbero rientrare eventuali danni alla sfera sessuale per patologie riconducibili all’incidente o i casi in cui le capacità lavorative diminuiscono sensibilmente. In quest’ultimo caso, è necessario richiedere la valutazione, mediante certificati medici e perizie legali, del grado di invalidità maturato, per accedere al riconoscimento di una prestazione previdenziale, consistente nell’erogazione, a scadenza mensile, di un beneficio economico, meglio conosciuto come assegno di invalidità. Le procedure per inoltrare la richiesta sono diverse, a seconda che il lavoratore sia un dipendente pubblico o un libero professionista. Nel primo caso l’indennità è corrisposta dall’ente di previdenza pubblico, l’INPS; mentre, se il beneficiario è un lavoratore autonomo, deve avvalersi di un sistema previdenziale privato, stipulando un’assicurazione infortuni che garantisca l’erogazione dell’assegno alla conclamazione dell’invalidità temporanea o permanente.

 

Danni morali

Consistono nelle sofferenze della psiche, nei turbamenti e nelle ansie patite a causa dell’incidente stradale. Hanno un carattere temporaneo e, pertanto, si differenziano dai danni biologici, generatori di patologie fisiche spesso croniche.

Nel sentire comune si pensa che la loro risarcibilità sia quasi scontata; in realtà la reintegrazione economica è dovuta soltanto se, nel provocare l’incidente, il colpevole ha commesso un fatto che costituisce reato [2]. In verità questo limite è stato poi interpretato estensivamente dalla Corte Costituzionale, che ha affermato il principio secondo cui il risarcimento del danno non patrimoniale deve essere concesso anche in tutti i casi di lesione di un valore di rilievo costituzionale.

Inoltre, dare prova al giudice delle ansie patite o di uno stato depressivo momentaneo è un’ardua impresa se si pensa che tutt’oggi non esistono metodi scientifici che garantiscano un accertamento rigoroso di una tale condizione.

 

Danni esistenziali

Infine il risarcimento danni spetta se il sinistro ha provocato dei sensibili cambiamenti nello stile di vita del danneggiato. Nell’accertamento del pregiudizio si valuta l’effettivo cambiamento delle abitudini quotidiane, la concreta destabilizzazione dell’armonia familiare a causa della morte di un congiunto [3] o per motivi riconducibili all’evento dannoso. In pratica, ha diritto al risarcimento chi è stato costretto a rinunciare alle proprie aspirazioni e desideri. Quindi, oltre ai danni materiali, ai danni fisici e a quelli psicologici, è stata riconosciuta debita rilevanza anche a tutto ciò che potenzialmente potrebbe ostacolare il libero esplicarsi della propria personalità nella società.

note

 

[1] Art. 2043 c.c.

[2] Art. 2059 c.c.; art. 185 c.p.

[3] Cass. sent. n. 20292 del 20.11.2012.

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3 Commenti

  1. Buon giorno siamo daccordo su tutta la distinzione tra i diversi danni, ma una mia amica che ha avuto, a causa di un incidente un distacco della placenta, a causa del quale è stata più di due mesi a letto senza potersi alzare, poi fortunatamente la gravidanza è arrivata a termine e la bambina è nata, ma non riesce ad avere un risarcimento perchè l’assicurazione le dice che vista che la bambina è nata non le spetta nulla, perchè non c’è un danno biologico.
    Cosa ne pensate? E’ giusto? In che percentuaole potrebbe calcolare il danno subito? E’ corretto come le dice l’assicurazione che non le spetta una percentuale di invalidità oppure è sbagliato ? e allora quale percentuale potrebbe pretendere….la verità è che se ne approfittano sempre…alessia

  2. salve sono un ragazzo di 28 anni ho auto nel mese di maggio un grave incidente, questo ha procurato un’emorragia interna e la causa e stata la perdita del testicolo sinistro, ho sempre dolori e soprattutto da quando è successo tutto questo non riesco a dormire la notte se non con l’aiuto di calmanti prescritti dal psichiatra. il mio problema è di non riuscire a capire il mio danno a quanto corrisponde anche se sono gia seguito da un avvocato ho preso 9 punti ma la cifra che mi è stata offerta non mi convince assolutamente perchè e stata messa in discussione solo la perdita del testicolo senza contare i miei danni psicologici che penso di portarmi dietro per tutta la vita. Non riesco più ad andare neanche in palestra per la vergogna che qualcuno possa vedere il mio problema, e non riesco più neanche ad essere quello che ero nel rapporto di coppia. Spero che potrete essermi d’aiuto…

    1. La ringraziamo per la Sua mail.

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