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Lo sai che? Fogli presenze del collega di lavoro: si possono vedere?

Lo sai che? Pubblicato il 1 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 gennaio 2018

Accesso agli atti anche per quanto riguarda la documentazione sui badge e sulle presenze dei dipendenti dell’azienda o dell’amministrazione.

Privacy e diritto all’informazione: due termini che entrano spesso in conflitto, specie nell’ambito dei rapporti aziendali dove lo statuto dei lavoratori ha imposto rigidi paletti a tutela della riservatezza dei dipendenti. Paletti, tuttavia, che operano più nei confronti del datore che non dei colleghi. Il datore, ad esempio, non può fare indagini sull’orientamento politico, sindacale o religioso del personale assunto. Invece, se uno dei lavoratori della tua stessa azienda ti accusa davanti al capo e l’accusa dovesse risultare diffamatoria, hai il diritto di conoscere il suo nome [1] (eventualmente ai fini di una controquerela). Anche nell’ambito di un concorso interno puoi conoscere i titoli di studio degli altri colleghi partecipanti per verificare se le valutazioni della commissione sono state fatte in modo corretto. Un ulteriore dubbio che è stato sollevato è se è possibile vedere i fogli presenze del collega. A tale quesito ha risposto, di recente, il Tar Campania [2]. Di tanto parleremo in questo articolo cercando di spiegare le implicazioni pratiche di tale decisione.

Per spiegare meglio se si possono vedere i fogli presenze del collega di lavoro facciamo un esempio. Immaginiamo un dipendente accusato dal proprio capo di essere più lento degli altri. Nel difendersi, questi sostiene che il ritardo nell’assolvimento dei propri compiti è stato causato dalle assenze del collega di stanza: da un lato, questi gli ha lasciato numerose pratiche da completare, dall’altro gli ha impedito di portarle a termine. Così tutto ciò a cui aveva lavorato si è arenato. Il datore di lavoro non gli crede e gli notifica ugualmente un preavviso di licenziamento. Il lavoratore chiede allora di vedere il foglio presenze del collega per poter dimostrare quanto affermato, ma il capo glielo vieta; a suo dire, si tratta di documenti aziendali interni che non possono essere esibiti agli altri. L’interessato invece insiste e lamenta una lesione al proprio diritto alla difesa giudiziale. Chi dei due ha ragione?

Secondo la sentenza del Tar Campania [2] è possibile chiedere documenti e informazioni sull’attività di un dipendente anche se questi è assunto da una pubblica amministrazione; a consentirlo non è solo l’attuazione della Costituzione e del diritto alla difesa giudiziale ma anche il cosiddetto «accesso civico», un diritto riconosciuto da una legge del 2013 [3] e di recente ampliata con il più famoso Foia (Freedom of information Act).

Scopo del legislatore è perseguire, anche nell’ambito dei rapporti lavorativi con la P.A., la trasparenza, la comprensibilità e la conoscibilità dell’attività amministrativa, per realizzare imparzialità e buon andamento e per far comprendere le scelte di interesse pubblico. È quindi possibile prendere visione dei documenti relativi al rapporto di lavoro dei colleghi anche nell’ambito del pubblico impiego e a fini di controllo sulla stessa amministrazione.

L’unico limite al diritto di accesso sono le esigenze di riservatezza, segretezza e tutela di interessi (economici e commerciali) come, ad esempio, i dati bancari, Isee, dati telefonici, quelli del personale con funzioni ispettive, quelli coperti dalla privacy come le opinioni politiche, religiose, filosofiche, adesione a partiti, sindacati, stato di salute e vita sessuale.

Come si traduce tutto questo nel caso di rilevamento delle presenze dei dipendenti tramite firma del foglio presenze o con il badge? Ciascun lavoratore può verificare tali documentazioni e conoscere le presenze sul lavoro del collega; al massimo, il datore dovrà oscurare, in caso di assenza per malattie, i dati relativi alle ragioni e al certificato medico.

note

[1] Tar Sicilia, sent. n. 2641/2011 del 7.11.2011.

[2] Tar Campania, sent. n. 5901/2017 del 13.12.2017.

[3] D. lgs n. 33/2013

[4] D. lgs. n. 97/2016.

Autore immagine 123rf com


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