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Volantini pubblicitari sui pali della luce: cosa rischio?

1 gennaio 2018


Volantini pubblicitari sui pali della luce: cosa rischio?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 gennaio 2018



Pubblicità su strade attaccati sui pali della segnaletica o sui lampioni: spetta al Comune valutare il rischio per la circolazione.

Stai cercando un interessato all’affitto del tuo appartamento che, da poco, hai ristrutturato e che intendi locare a qualche studente universitario o, meglio ancora, a qualche professionista uso studio; così hai deciso di stampare numerosi avvisi e di attaccarli ai pali della luce o a quelli della segnaletica stradale. Hai da poco aperto una piccola attività e non hai ancora i soldi per pubblicizzarla sui media locali; così l’unico modo per diffondere la voce, oltre al passaparola, è appendere dei volantini sui lampioni o su altri supporti che si trovano lungo il marciapiede. Prima di fare ciò, però, vuoi sapere se ci sono autorizzazioni amministrative da chiedere, tasse da pagare o rischi di sanzioni. Visto che sui flyier c’è il tuo nome e il numero di telefono, fin troppo facile sarebbe per la polizia municipale risalire a te ed, eventualmente, elevarti qualche multa. Così ti chiedi cosa rischio per i volantini pubblicitari sui pali della luce? La risposta è stata fornita da una recente sentenza della Cassazione [1]. Ecco cosa hanno detto i giudici supremi a riguardo.

La prima questione da capire è se per la pubblicità con i volantini, locandine, manifesti o altri biglietti si devono pagare le tasse. Esiste la cosiddetta «imposta comunale sulla pubblicità». Questa si applica alla diffusione di messaggi pubblicitari, attraverso forme di comunicazione visive e/o acustiche diverse da quelle assoggettate al diritto sulle pubbliche affissioni, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o da tali luoghi percepibile. L’imposta però scatta solo se il manifesto pubblicitario è di dimensioni superiori a 300 centimetri quadrati  (che equivale a circa mezzo foglio di carta formato A4), a prescindere dalla forma geometrica dello stesso e dal fatto che l’esposizione sia temporanea e non definitiva o annuale. Si pensi al caso dell’annuncio «affittasi» oppure «saldi». Esistono delle esenzioni tra cui l’ipotesi in cui la pubblicità si trovi sulla vetrina o sulle porte di locali o all’interno dei negozi (per tutti i casi di esenzione leggi la nota [2]).

In sintesi se il volantino pubblicitario è piccolo, circa un formato A5, non devi pagare alcuna imposta.

Vediamo ora dove si possono affiggere i volantini pubblicitari. Come abbiamo già anticipato in Attaccare volantini per pubblicizzarsi è legale?, non è possibile attaccare i fogli sulle pareti dei condomini o degli edifici pubblici poiché diversamente si risponde del reato di danneggiamento o di deturpamento di immobili. Scatta poi l’affissione abusiva per tutti i manifesti in luoghi pubblici non previamente autorizzati.

Non resta quindi che attaccare i volantini pubblicitari sui pali della luce. Ma cosa si rischia in questo caso? Anche qui la legge non è meno liberale. Il codice della strada [3] infatti vieta la collocazione sulla sede stradale, sulle sue pertinenze, o in prossimità di essa (come sul marciapiede) di insegne, cartelli e manifesti a condizione però che siano visibili dalle auto transitanti sulle strade. Il divieto quindi riguarda solo quei volantini che, per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, oppure renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l’efficacia, oppure arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione, con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione.

Lo scopo della norma non è più la protezione degli edifici o del decoro urbanistico o il rispetto della normativa tributaria, bensì la sicurezza stradale. Spetta all’ente proprietario della strada, ossia il Comune, la valutazione del maggiore o minore impatto di ogni messaggio pubblicitario sull’attenzione dei conducenti. Per ciò è necessaria la previa autorizzazione alla collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade, i marciapiedi o in vista di esse. Se non viene presentata la richiesta di autorizzazione, scattano le sanzioni amministrative (non penali): si tratta di una sanzione pecuniaria pari a 422,00 euro e fino a 1.697 euro.

Spetta alla polizia municipale verificare il corretto adempimento di tale normativa e, se del caso, irrogare le multe al responsabile della condotta.

note

[1] Cass. ord. n. 26346/2017 del 7.11.2017.

[2] Sono esenti dall’imposta comunale sulla pubblicità:

a) la pubblicità realizzata all’interno dei locali adibiti alla vendita di beni o alla prestazione di servizi quando si riferisca all’attività negli stessi esercitata, nonché i mezzi pubblicitari, ad eccezione delle insegne, esposti nelle vetrine e sulle porte di ingresso dei locali medesimi purché siano attinenti all’attività in essi esercitata e non superino, nel loro insieme, la superficie complessiva di mezzo metro quadrato per ciascuna vetrina o ingresso;

b) gli avvisi al pubblico esposti nelle vetrine o sulle porte di ingresso dei locali, o in mancanza nelle immediate adiacenze del punto di vendita, relativi all’attività svolta, nonché quelli riguardanti la localizzazione e l’utilizzazione dei servizi di pubblica utilità, che non superino la superficie di mezzo metro quadrato e quelli riguardanti la locazione o la compravendita degli immobili sui quali sono affissi, di superficie non superiore ad un quarto di metro quadrato;

c) la pubblicità comunque effettuata all’interno, sulle facciate esterne o sulle recinzioni dei locali di pubblico spettacolo qualora si riferisca alle rappresentazioni in programmazione; d) la pubblicità, escluse le insegne, relative ai giornali ed alle pubblicazioni periodiche, se esposta sulle sole facciate esterne delle edicole o nelle vetrine di ingresso dei negozi ove si effettua la vendita;

e) la pubblicità esposta all’interno delle stazioni dei servizi di trasporto pubblico di ogni genere inerente l’attività esercitata dall’impresa di trasporto, nonché le tabelle esposte all’esterno delle stazioni stesse o lungo l’itinerario di viaggio, per la parte in cui contengono informazioni relative alle modalità di effettuazione del servizio;

f) la pubblicità esposta all’interno delle vetture ferroviarie, degli aerei e delle navi, ad eccezione dei battelli di cui all’art. 13;

g)la pubblicità comunque effettuata in via esclusiva dallo Stato e dagli enti pubblici territoriali;

h) le insegne, le targhe e simili apposte per l’individuazione delle sedi di comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non persegua scopo di lucro;

i) le insegne, le targhe e simili la cui esposizione sia obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento sempre che le dimensioni del mezzo usato, qualora non espressamente stabilite, non superino il mezzo metro quadrato di superficie;

j) l’imposta non è dovuta per le insegne di esercizio di attività commerciali e di pro- duzione di beni e servizi che contraddistinguono la sede ove si svolge l’attività cui si riferiscono, di superficie complessiva fino a cinque metri quadrati.

[3] Art. 23 cod. str.

ARTICOLO 23 CODICE STRADA

1. Lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l’efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione; in ogni caso, detti impianti non devono costituire ostacolo o, comunque, impedimento alla circolazione delle persone invalide. Sono, altresì, vietati i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari rifrangenti, nonché le sorgenti e le pubblicità luminose che possono produrre abbagliamento. Sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate è vietvisibili ata la posa di qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica.

2. è vietata l’apposizione di scritte o insegne pubblicitarie luminose sui veicoli. è consentita quella di scritte o insegne pubblicitarie rifrangenti nei limiti e alle condizioni stabiliti dal regolamento, purché sia escluso ogni rischio di abbagliamento o di distrazione dell’attenzione nella guida per i conducenti degli altri veicoli.

[3. Lungo le strade, nell’ambito e in prossimità di luoghi sottoposti a vincoli a tutela di bellezze naturali e paesaggistiche o di edifici o di luoghi di interesse storico o artistico, è vietato collocare cartelli e altri mezzi pubblicitari.] (6)

4. La collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse è soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell’ente proprietario della strada nel rispetto delle presenti norme. Nell’interno dei centri abitati la competenza è dei comuni, salvo il preventivo nulla osta tecnico dell’ente proprietario se la strada è statale, regionale o provinciale.

5. Quando i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari collocati su una strada sono visibili da un’altra strada appartenente ad ente diverso, l’autorizzazione è subordinata al preventivo nulla osta di quest’ultimo. I cartelli e gli altri mezzi pubblicitari posti lungo le sedi ferroviarie, quando siano visibili dalla strada, sono soggetti alle disposizioni del presente articolo e la loro collocazione viene autorizzata dalle Ferrovie dello Stato, previo nulla osta dell’ente proprietario della strada.

6. Il regolamento stabilisce le norme per le dimensioni, le caratteristiche, l’ubicazione dei mezzi pubblicitari lungo le strade, le fasce di pertinenza e nelle stazioni di servizio e di rifornimento di carburante. Nell’interno dei centri abitati, nel rispetto di quanto previsto dal comma 1, i comuni hanno la facoltà di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, nel rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale. (10)

7. è vietata qualsiasi forma di pubblicità lungo e in vista degli itinerari internazionali, delle autostrade e delle strade extraurbane principali e relativi accessi. Su dette strade è consentita la pubblicità nelle aree di servizio o di parcheggio solo se autorizzata dall’ente proprietario e sempre che non sia visibile dalle stesse. Sono consentiti i segnali indicanti servizi o indicazioni agli utenti purché autorizzati dall’ente proprietario delle strade. Sono altresì consentite le insegne di esercizio, con esclusione dei cartelli e delle insegne pubblicitarie e altri mezzi pubblicitari, purchè autorizzate dall’ente proprietario della strada ed entro i limiti e alle condizioni stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Sono inoltre consentiti, purchè autorizzati dall’ente proprietario della strada, nei limiti e alle condizioni stabiliti con il decreto di cui al periodo precedente, cartelli di valorizzazione e promozione del territorio indicanti siti d’interesse turistico e culturale e cartelli indicanti servizi di pubblico interesse. Con il decreto di cui al quarto periodo sono altresi’ individuati i servizi di pubblico interesse ai quali si applicano le disposizioni del periodo precedente. (11)

8. è parimenti vietata la pubblicità, relativa ai veicoli sotto qualsiasi forma, che abbia un contenuto, significato o fine in contrasto con le norme di comportamento previste dal presente codice. La pubblicità fonica sulle strade è consentita agli utenti autorizzati e nelle forme stabilite dal regolamento. Nei centri abitati, per ragioni di pubblico interesse, i comuni possono limitarla a determinate ore od a particolari periodi dell’anno.

9. Per l’adattamento alle presenti norme delle forme di pubblicità attuate all’atto dell’entrata in vigore del presente codice, provvede il regolamento di esecuzione.

10. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può impartire agli enti proprietari delle strade direttive per l’applicazione delle disposizioni del presente articolo e di quelle attuative del regolamento, nonché disporre, a mezzo di propri organi, il controllo dell’osservanza delle disposizioni stesse.

11. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e quelle del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422,00 a euro 1.697,00. (2)

12. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.389 a euro 13.890 in via solidale con il soggetto pubblicizzato. (9)

13. Gli enti proprietari, per le strade di rispettiva competenza, assicurano il rispetto delle disposizioni del presente articolo. Per il raggiungimento di tale fine l’ufficio o comando da cui dipende l’agente accertatore, che ha redatto il verbale di contestazione delle violazioni di cui ai commi 11 e 12, trasmette copia dello stesso al competente ente proprietario della strada.

13 bis. In caso di collocazione di cartelli, insegne di esercizio o altri mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o comunque in contrasto con quanto disposto dal comma 1, l’ente proprietario della strada diffida l’autore della violazione e il proprietario o il possessore del suolo privato, nei modi di legge, a rimuovere il mezzo pubblicitario a loro spese entro e non oltre dieci giorni dalla data di comunicazione dell’atto. Decorso il suddetto termine, l’ente proprietario provvede ad effettuare la rimozione del mezzo pubblicitario e alla sua custodia ponendo i relativi oneri a carico dell’autore della violazione e, in via tra loro solidale, del proprietario o possessore del suolo; a tal fine tutti gli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12 sono autorizzati ad accedere sul fondo privato ove è collocato il mezzo pubblicitario. Chiunque viola le prescrizioni indicate al presente comma e al comma 7 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 4.739,00 a euro 18.954,00; nel caso in cui non sia possibile individuare l’autore della violazione, alla stessa sanzione amministrativa è soggetto chi utilizza gli spazi pubblicitari privi di autorizzazione. (5)

13 ter. [Non è consentita la collocazione di cartelli, di insegne di esercizio o di altri mezzi pubblicitari nelle zone tutelate dalle leggi 1 o giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312 convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431 e dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394.] In caso di inottemperanza al divieto, i cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari sono rimossi ai sensi del comma 13-bis. Le regioni possono individuare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione le strade di interesse panoramico ed ambientale nelle quali i cartelli, le insegne di esercizio ed altri mezzi pubblicitari provocano deturpamento del paesaggio. Entro sei mesi dal provvedimento di individuazione delle strade di interesse panoramico ed ambientale i comuni provvedono alle rimozioni ai sensi del comma 13- bis. (3) (7)

13 quater. Nel caso in cui l’installazione dei cartelli, delle insegne di esercizio o di altri mezzi pubblicitari sia realizzata su suolo demaniale ovvero rientrante nel patrimonio degli enti proprietari delle strade, o nel caso in cui la loro ubicazione lungo le strade e le fasce di pertinenza costituisca pericolo per la circolazione, in quanto in contrasto con le disposizioni contenute nel regolamento, l’ente proprietario esegue senza indugio la rimozione del mezzo pubblicitario. Successivamente alla stessa, l’ente proprietario trasmette la nota delle spese sostenute al prefetto, che emette ordinanza – ingiunzione di pagamento. Tale ordinanza costituisce titolo esecutivo ai sensi di legge. (3) (4)

13-quater.1. In ogni caso, l’ente proprietario puo’ liberamente disporre dei mezzi pubblicitari rimossi in conformita’ al presente articolo, una volta che sia decorso il termine di sessanta giorni senza che l’autore della violazione, il proprietario o il possessore del terreno ne abbiano richiesto la restituzione. Il predetto termine decorre dalla data della diffida, nel caso di rimozione effettuata ai sensi del comma 13-bis, e dalla data di effettuazione della rimozione, nell’ipotesi prevista dal comma 13-quater. (12)

13 quinquies. Se il manifesto riguarda l’attività di soggetti elencati nell’articolo 20 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, e successive modificazioni, il responsabile è esclusivamente colui che materialmente è colto in flagranza nell’atto di affissione. Non sussiste responsabilità solidale. (8). (1)

—–

(1) Il presente articolo prima modificato dall’art. 13, D.Lgs. 10.09.1993, n. 360 è stato poi così modificato dall’art. 30, L. 07.12.1999, n. 472 (G.U. 16.12.1999, n. 294, S.O. n. 220).

(2) La misura dell’importo della sanzione contenuta nel presente comma è stata così sostituita:

– dall’allegato 1, D.M. 22.12.2004 (G.U. 30.12.2004, n. 305);

– dall’allegato 1, D.M. 29.12.2006 (G.U. 30.12.2006, n. 302);

– dall’allegato 1, D.M. 17.12.2008 (G.U. 30.12.2008, n. 303) con decorrenza dal 1° gennaio 2009;

– dalla tabella I allegata al D.M. 22.12.2010 (G.U. 31.12.2010, n. 305) con decorrenza dal 1° gennaio 2011;

– dalla tabella I allegata al D.M. 19.12.2012 (G.U. 31.12.2012, n. 303) con decorrenza dal 01.01.2013;

– dalla tabella I allegata al D.M. 16.12.2014 (G.U. 31.12.2014, n. 302) con decorrenza dal 01.01.2015;

– dalla tabella I allegata al D.M. 20.12.2016 (G.U. 30.12.2016, n. 304) con decorrenza dal 14.01.2017. Si riporta di seguito il testo previgente:

“11. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e quelle del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422,00 a euro 1.695,00.”.

(3) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 30, L. 07.12.1999, n. 472 (G.U. 16.12.1999, n. 294, S.O. n. 220).

(4) Le denominazioni dei Ministri, dei Ministeri o di altri uffici, contenute nel presente documento, sono state così sostituite in virtù dell’art. 17, D.Lgs. 15.01.2002, n. 9.

(5) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 30, L. 07.12.1999, n. 472 e poi modificato dall’art. 1, D.L. 27.06.2003, n. 151 come modificato dall’allegato alla L. 01.08.2003, n. 214 e dall’art. 5 L. 29.07.2010, n. 120, con decorrenza dal 13.08.2010. La misura dell’importo della sanzione contenuta nel presente comma è stata così sostituita:

– dall’allegato 1, D.M. 29.12.2006 (G.U. 30.12.2006, n. 302);

– dall’allegato 1, D.M. 17.12.2008 (G.U. 30.12.2008, n. 303) con decorrenza dal 1° gennaio 2009;

– dalla tabella I allegata al D.M. 22.12.2010 (G.U. 31.12.2010, n. 305) con decorrenza dal 1° gennaio 2011;

– dalla tabella I allegata al D.M. 19.12.2012 (G.U. 31.12.2012, n. 303) con decorrenza dal 01.01.2013;

– dalla tabella I allegata al D.M. 16.12.2014 (G.U. 31.12.2014, n. 302) con decorrenza dal 01.01.2015;

– dalla tabella I allegata al D.M. 20.12.2016 (G.U. 30.12.2016, n. 304) con decorrenza dal 14.01.2017. Si riporta di seguito il testo previgente:

“13 bis. In caso di collocazione di cartelli, insegne di esercizio o altri mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o comunque in contrasto con quanto disposto dal comma 1, l’ente proprietario della strada diffida l’autore della violazione e il proprietario o il possessore del suolo privato, nei modi di legge, a rimuovere il mezzo pubblicitario a loro spese entro e non oltre dieci giorni dalla data di comunicazione dell’atto. Decorso il suddetto termine, l’ente proprietario provvede ad effettuare la rimozione del mezzo pubblicitario e alla sua custodia ponendo i relativi oneri a carico dell’autore della violazione e, in via tra loro solidale, del proprietario o possessore del suolo; a tal fine tutti gli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12 sono autorizzati ad accedere sul fondo privato ove è collocato il mezzo pubblicitario. Chiunque viola le prescrizioni indicate al presente comma e al comma 7 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 4.734,00 a euro 18.935,00; nel caso in cui non sia possibile individuare l’autore della violazione, alla stessa sanzione amministrativa è soggetto chi utilizza gli spazi pubblicitari privi di autorizzazione.”.

(6) Il presente comma è stato abrogato dall’art. 184, D.Lgs. 22.01.2004, n. 42, con decorrenza dal 01.05.2004.

(7) Il primo periodo del presente comma è stato abrogato dall’art. 184, D.Lgs. 22.01.2004, n. 42, con decorrenza dal 01.05.2004.

(8) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 1, comma 481, L. 30.12.2004, n. 311, con decorrenza dal 01.01.2005.

(9)  Il presente comma prima modificato dall’allegato 1, D.M. 22.12.2004 (G.U. 30.12.2004, n. 305), dall’allegato 1, D.M. 29.12.2006 (G.U. 30.12.2006, n. 302),  dall’allegato 1, D.M. 17.12.2008 (G.U. 30.12.2008, n. 303) con decorrenza dal 1° gennaio 2009 e  dalla tabella I allegata al D.M. 22.12.2010 (G.U. 31.12.2010, n. 305) con decorrenza dal 1° gennaio 2011, sostituito dall’art. 36 D.L. 06.07.2011, n.  98 (G.U. 06.07.2011, n. 155) così come modificato dall’allegato alla legge di conversione L. 15.07.2011, n. 111 (G.U. 16.07.2011, n. 164) con decorrenza dal 17.07.2011, dalla tabella I allegata al D.M. 16.12.2014 (G.U. 31.12.2014, n. 302) con decorrenza dal 01.01.2015, è stato da ultimo così modificato dalla tabella I allegata al D.M. 20.12.2016 (G.U. 30.12.2016, n. 304) con decorrenza dal 14.01.2017. Si riporta di seguito il testo previgente:

“12. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.388 a euro 13.876 in via solidale con il soggetto pubblicizzato.”.

(10) Il presente comma prima modificato da è stato così modificato dall’art. 5 L. 29.07.2010, n. 120, con decorrenza dal 13.08.2010. Si riporta di seguito il testo previgente:

“6. Il regolamento stabilisce le norme per le dimensioni, le caratteristiche, l’ubicazione dei mezzi pubblicitari lungo le strade, le fasce di pertinenza e nelle stazioni di servizio e di rifornimento di carburante. Nell’interno dei centri abitati, limitatamente alle strade di tipo E) ed F), per ragioni di interesse generale o di ordine tecnico, i comuni hanno la facoltà di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, nel rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale. “.

(11) Il presente comma è stato così modificato dall’art. 5 L. 29.07.2010, n. 120, con decorrenza dal 13.08.2010. Si riporta di seguito il testo previgente:

“7. è vietata qualsiasi forma di pubblicità lungo e in vista degli itinerari internazionali, delle autostrade e delle strade extraurbane principali e relativi accessi. Su dette strade è consentita la pubblicità nelle aree di servizio o di parcheggio solo se autorizzata dall’ente proprietario e sempre che non sia visibile dalle stesse. Sono consentiti i cartelli indicanti servizi o indicazioni agli utenti purché autorizzati dall’ente proprietario delle strade. Sono altresì consentite le insegne di esercizio, con esclusione dei cartelli e delle insegne pubblicitarie e altri mezzi pubblicitari, purchè autorizzate dall’ente proprietario della strada ed entro i limiti e alle condizioni stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.”.

(12) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 5 L. 29.07.2010, n. 120, con decorrenza dal 13.08.2010.


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