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Lo sai che? Gita scolastica in luogo rischioso: posso chiedere l’annullamento?

Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2017

Il dovere di vigilanza che hanno gli insegnati non priva i genitori del potere/dovere di intervenire sulle decisioni scolastiche che riguardano i propri figli.

Gli ultimi tre anni sono stati purtroppo caratterizzati dal verificarsi di eventi che hanno modificato grandemente la sensazione di sicurezza che ciascuno di noi aveva in precedenza. Basti pensare ai numerosi attentati in Francia, in Inghilterra e, in generale, nelle principali capitali europee. Questo, naturalmente, ha comportato delle ripercussioni negative sul turismo in generale. Ma c’è un altro aspetto della vita di tutti i giorni che è stato notevolmente influenzato da questi tragici eventi: quello delle gite scolastiche. Non è un caso, infatti, che dopo gli attentati di Parigi si sia posto l’interrogativo se fosse sicuro ed opportuno mantenere la tradizione della gita scolastica. A tal proposito, in Francia, mentre musei, monumenti e centri di turismo come Disneyland hanno mantenuto le loro attività, le visite di istruzione sono state tutte sospese. Il tema si era naturalmente posto anche in Italia, dove molti dirigenti scolastici avevano optato per annullare le gite già programmate o da programmare. Quelli sin qui descritti sono solo esempi, al di là ai quali si possono verificare situazioni di gite scolastiche pianificate non in luoghi a rischio attentati, ma più semplicemente in posti pericolosi (si pensi a gite in luoghi naturalistici come foreste, cascate, grotte e così via). Ma che cosa succede se la scuola decide di mantenere la gita scolastica già organizzata in un luogo rischioso? I genitori possono chiederne l’annullamento? Al fine di rispondere a questa domanda è bene partire dall’inquadramento della responsabilità degli insegnanti e dei doveri di vigilanza che ricadono su di essi.

Il codice civile prevede una norma specifica, secondo la quale i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Essi, inoltre, sono liberati dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto [1]. Da ciò deriva uno specifico dovere di vigilanza degli insegnanti sugli allievi che sono loro affidati. Una responsabilità, peraltro, quella degli insegnanti, di tipo aggravata in quanto essa si basa su di una colpa presunta, ossia sulla presunzione di una “culpa in vigilando”, cioè di un negligente adempimento dell’obbligo di sorveglianza sugli allievi, superabile solo con la prova liberatoria di non aver potuto impedire il fatto.

Se ciò è vero, è però altrettanto vero che l’affidamento di un ragazzo alla scuola ed agli insegnati non priva certo i genitori del loro potere/dovere di vigilare sui figli. In particolare viene in rilievo la previsione del codice civile secondo cui entrambi i genitori hanno la responsabilità genitoriale che è esercitata di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio [2].

In ragione di ciò, pertanto, i genitori mantengono il diritto ed il potere di decidere circa la mancata partecipazione del loro figlio ad una gita scolastica, qualora ritengano la stessa pericolosa o comunque a lui non adatta. Tale decisione non potrà, ovviamente, in alcun modo costituire elemento di valutazione negativa della condotta dello studente, in tutti i casi in cui la decisione dei genitori sia giustificata. Viceversa, i genitori non hanno un diritto a pretendere l’annullamento in via generale della gita, ma potranno piuttosto segnalare ed esporre le ragioni che giustificano i loro timori al dirigente scolastico affinchè valuti l’opportunità di mantenere o meno la destinazione prescelta.

note

[1] Articolo 2048 codice civile.

[2] Articolo 316 del codice civile.

Autore dell’immagine: Pixabay


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