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Pensione per chi ha pochi contributi

21 Gennaio 2021 | Autore:
Pensione per chi ha pochi contributi

Pensione di vecchiaia con 5 o 15 anni di contributi: quando è possibile e quali lavoratori possono beneficiarne?

L’età pensionabile è sempre più lontana, ma nonostante questo c’è chi, arrivato a 67 anni, non riesce comunque a raggiungere il requisito minimo previsto per la pensione di vecchiaia, pari a 20 anni di contributi.

Fortunatamente, esistono ancora delle eccezioni che permettono di ottenere la pensione per chi ha pochi contributi: da una parte le tre deroghe Amato e il computo presso la gestione Separata, che consentono il pensionamento con 15 anni di contributi, dall’altra la pensione di vecchiaia contributiva, che permette di pensionarsi con soli 5 anni di contributi, ma a 71 anni (dal 2019 al 31 dicembre 2022).

Quasi tutte le casse professionali prevedono inoltre la possibilità di ottenere la pensione con 5 anni di contributi, ma con requisiti di età variabili, che vanno dai 62 ai 70 anni.

Vediamo allora, nel dettaglio, tutte le agevolazioni che consentono di arrivare alla pensione per chi ha pochi contributi.

Pensione con 15 anni di contributi: legge Amato

La possibilità di usufruire della pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi, nonostante sia stata prevista da una vecchia normativa, la cosiddetta legge Amato [1], è un’eccezione in vigore ancora oggi, come ha confermato l’Inps con una circolare [2] successiva all’entrata in vigore della legge Fornero di riforma delle pensioni [3]. Nel dettaglio, la legge Amato stabilisce la possibilità di usufruire del trattamento di vecchiaia con 15 anni di contribuzione se si rientra in una delle tre particolari categorie previste dalla norma, cioè in una delle cosiddette tre deroghe Amato.

Pensione con 15 anni di contributi: prima deroga Amato

Secondo la prima deroga Amato, è possibile pensionarsi con 15 anni di contribuzione se si possiedono 15 anni di contributi (780 settimane) accreditati prima del 31 dicembre 1992; sono utili, per accedere all’agevolazione, tutti i tipi di contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione, nonché quelli versati all’estero, se si tratta di contribuzione versata in un Stato europeo o legato all’Italia da una convenzione o da un accordo in materia di sicurezza sociale.

Per beneficiare della deroga, però, è necessario poter far valere una posizione assicurativa nel Fondo lavoratori dipendenti (Fpld) o nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’Inps, o in ambedue. La deroga si applica anche agli iscritti ex Inpdap, ex Enpals, ex Ipost.

Pensione con 15 anni di contributi: seconda deroga Amato

La seconda deroga Amato prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contribuzione, se si è ammessi al versamento dei contributi volontari con autorizzazione anteriore al 31 dicembre 1992. Questa deroga vale per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps (Ago) e per gli iscritti ex Enpals: non vale, invece, per gli iscritti all’ex Inpdap ed all’ex Ipost.

Per pensionarsi con questo beneficio, è sufficiente che risulti l’autorizzazione al versamento della contribuzione volontaria anteriormente al 31 dicembre 1992, ma non è necessario che risultino versati dei contributi volontari. Per raggiungere i 15 anni di contribuzione, anche in questo caso, sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione, nonché quelli versati all’estero, se si tratta di contribuzione versata in un Stato membro dell’Unione Europea o convenzionato con l’Italia.

Pensione con 15 anni di contributi: terza deroga Amato

La terza deroga Amato, infine, prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, per i soli lavoratori dipendenti iscritti all’assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della medesima, se si possiedono:

  • 25 anni di anzianità assicurativa (vale a dire che il primo contributo deve essere versato almeno 25 anni prima della data di maturazione dei requisiti per la pensione: può essere contato qualsiasi contributo, anche derivante da attività di lavoro autonomo o da un’attività svolta all’estero in un Paese Ue o convenzionato);
  • 15 anni di contribuzione: nel computo dei 15 anni valgono i soli contributi da lavoro dipendente versati all’assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della stessa;
  • almeno 10 anni lavorati discontinuamente, cioè per periodi inferiori alle 52 settimane; non sono considerati tali gli anni lavorati interamente in cui risultano meno di 52 contributi settimanali, a causa della mancata copertura del minimale contributivo; al contrario, un’annualità può risultare interamente coperta da contribuzione, ma non interamente lavorata, ad esempio a causa di un periodo di disoccupazione indennizzato durante il quale sono accreditati i contributi figurativi. Sono utili a tal fine anche gli anni in cui il lavoratore risulta iscritto negli elenchi dei lavoratori agricoli a tempo determinato (cosiddetti Otd).

Esiste anche una quarta deroga Amato che, ormai, non consente più alcuna agevolazione, in quanto permette, a chi possiede almeno un contributo accreditato al 31 dicembre 1992, di ottenere la pensione con un ammontare di contributi pari:

  • alla somma delle settimane di contributi accreditate al 31 dicembre 1992;
  • con le settimane di calendario comprese tra il 1° gennaio 1993 e la fine del mese in cui il lavoratore compie l’età pensionabile, con un minimo di 15 anni.

Naturalmente, quando la somma supera i 20 anni, il requisito contributivo per il trattamento di vecchiaia è pari a 20 anni, come per la generalità dei lavoratori, quindi ad oggi non opera più alcuna agevolazione.

Pensione con 15 anni di contributi: età

Per tutte e tre le deroghe Amato, in ogni caso, bisogna considerare la fondamentale questione del requisito di età per ottenere la pensione: secondo l’Inps [2], il requisito di età necessario per l’accesso alla pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi è l’ordinario requisito di età richiesto per la pensione di vecchiaia stabilito dalla legge Fornero, vale a dire:

  • 66 anni e 7 mesi di età per tutti, uomini e donne, dal 1° gennaio 2018 sino al 31 dicembre 2018;
  • 67 anni di età per tutti dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2022.

Successivamente il requisito dovrebbe aumentare di 3 mesi ogni biennio, salvo il riscontro di incrementi della speranza di vita media diversi da quelli attesi.

Non si applicano, dunque, i requisiti di età precedenti alla riforma Fornero.

L’età per la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi è anticipata soltanto nel caso in cui sia riconosciuta un’invalidità pensionabile pari almeno all’80%, per i dipendenti del settore privato. In questo caso la pensione si raggiunge, previa l’attesa di una finestra di 12 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito, 61 anni di età per gli uomini e 56 di età per le donne (sino al 31 dicembre 2022).

Pensione con 15 anni di contributi: computo

Bastano 15 anni di contributi anche per chi, essendo assoggettato al calcolo misto del trattamento pensionistico, sceglie il sistema integralmente contributivo di calcolo della pensione (meno vantaggioso rispetto al calcolo retributivo e misto): l’agevolazione in questione è conosciuta come computo presso la gestione Separata [4].

È necessario, per poter beneficiare del computo, possedere i seguenti requisiti, oltre ovviamente ai 15 anni di contributi:

  • meno di 18 anni di contributi versati prima del 31 dicembre 1995;
  • almeno 1 contributo versato prima del 31 dicembre 1995;
  • almeno 5 anni di contributi versati dal primo gennaio 1996;
  • almeno 1 mese di contributi accreditati presso la gestione Separata.

Per saperne di più: Pensione con computo.

Attraverso il computo, con 15 anni di contribuzione, è possibile ottenere la pensione di vecchiaia con un’età minima di 71 anni. Si tratta, in particolare, della cosiddetta pensione anticipata contributiva, per la quale sono necessari, peraltro, solo 5 anni di contributi, per chi è privo di versamenti antecedenti al 1996, o per chi possiede contributi solo presso la gestione Separata Inps.

Pensione con 5 anni di contributi

Più precisamente, possono ottenere la pensione con soli 5 anni di contributi (deve trattarsi di versamenti effettivi) coloro che:

  • hanno un’età minima di 71 anni;
  • non possiedono contributi accreditati alla data del 31 dicembre 1995;
  • in alternativa, sono iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps o hanno optato per il computo nella gestione stessa (abbiamo però osservato che l’esercizio della facoltà di computo richiede comunque un minimo di 15 anni di versamenti).

Altre pensioni con pochi anni di contributi

Quali altre pensioni richiedono meno di 20 anni di contributi?

Presso l’Inps, è possibile ottenere con 5 anni di contributi, di cui 3 accreditati nell’ultimo quinquennio:

  • l’assegno ordinario d’invalidità, con un’invalidità al lavoro riconosciuta in misura superiore ai 2/3;
  • la pensione per inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa.

Le casse dei liberi professionisti, infine, consentono di ottenere diverse pensioni, calcolate con sistema integralmente contributivo, con un minimo di 5 anni di versamenti:

  • a 65 anni di età, per la generalità delle gestioni previdenziali private (quali la cassa degli psicologi, degli infermieri…);
  • a 62 anni di età, per i commercialisti;
  • a 70 anni di età, per gli avvocati.

note

[1] D.lgs. 503/1992.

[2] Inps Circ. n.16/2013.

[3] D.L. 201/2011.

[4] Art.3 DM 282/1996.

Autore immagine: 123rf.com


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4 Commenti

  1. possibile che una persona che prende la pensione sociale non abbia agitazioni di aiuto se chiedo 1500 euro o 2000 euro mi rifiutano non e’ giusto cercano solo di rovinare una persona e non di aiutare. prendono solo persone che prendono 700 euro in su

  2. Chi è nato nel 1953 deve morire é questo che state facendo. É veramente schifosa questa cosa siete senza vergogna.

  3. renzi gentiloni prodi bertinotti dalema tutta la sinistra e compani dovete ridare tutti i soldi che vi siete mangiati fino oggi e pagare i danni che avete fatto all’Italia fino ogggi

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