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Cittadinanza italiana ottenuta con il matrimonio: rimane dopo il divorzio?

29 Dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Dicembre 2017



Hai sposato un cittadino italiano e hai acquisito la cittadinanza italiana. State però divorziando: puoi mantenerla o ti verrà tolta? Ecco le risposte

Quella della cittadinanza è una faccenda sempre molto delicata per una persona che vive in un Paese. Non averla comporta infatti un’esistenza, per così dire, a metà. Una vita vissuta in una sorta di limbo, dove non si è irregolari ma neppure titolari pieni di diritti e doveri. Ci si sente ospiti e si sbatte ogni giorno contro la mancanza di diritti riservati solo ai cittadini: diritto di voto e di essere votato in primis, ma anche tutta un’altra serie di prerogative che solo chi è cittadino italiano può vedersi riconosciuta. Mettendo da parte le trafile burocratiche e gli ostacoli che alcune fasce di persone incontrano, possiamo però dire che in diversi modi si può ottenere la cittadinanza: automaticamente oppure su richiesta. Quella per matrimonio fa parte di questa seconda strada. Ci chiediamo però: la cittadinanza italiana, una volta ottenuta con il matrimonio, rimane dopo il divorzio?

Come si ottiene la cittadinanza italiana?

Ti chiedi perché tanto importante la cittadinanza? Perché senza di lei nessuno può essere considerato pienamente cittadino di una Stato. I libri di diritto e la legge ci dicono che è uno status. Ma questo termine non rende l’idea di quanto fondamentale sia la cittadinanza per la vita di una persona. Averla significa essere considerato pienamente cittadino di uno stato, ed essere cittadino significa godere appieno di tutti i diritti civili e politici senza distinzione. Senza di lei i diritti di cui si può godere sono quelle riconosciuti in modo inviolabile all’uomo, ma non al cittadino.

Detto questo, come si diventa cittadini italiani? Come si acquisisce la cittadinanza? Vediamo di seguito le diverse modalità, tutte basate sul principio dello ius sanguinis (nascita da almeno un genitore cittadino italiano).

Automatica

In alcuni casi la persona diventa cittadino italiano in modo automatico, senza bisogno di fare domanda allo stato. È semplicemente cittadino di diritto, secondo il principio dello jus sanguinis (diritto di sangue) [1]:

  • Il bambino e la bambina nati in Italia da genitori italiani
  • Il bambino e la bambina nati in Italia da genitori ignoti oppure apolidi (senza cittadinanza)
  • Il bambino o la bambina trovati sul territorio italiano e figlio/a di genitori ignoti
  • Il bambino e la bambina stranieri se adottati da almeno un genitore italiano

Per matrimonio

Usciamo dalla sfera della cittadina automatica per diritto di nascita ed entriamo in quella che prevede la possibilità per una persona straniera di diventare cittadino o cittadina italiani tramite una domanda allo Stato.

Sei cittadino straniero e vivi in Italia, oppure ti trasferisci in Italia per amore. L’amore cresce e diventa grande, tanto grande da trasformarsi prima in promessa e poi in matrimonio. Vi siete sposati. Ecco che puoi chiedere allo Stato di ottenere la cittadinanza. In questo caso stai facendo valere il diritto di ottenere la cittadinanza per matrimonio [5].  

Per residenza

Esiste un altro modo per ottenere la cittadinanza italiana, che trasforma uno straniero in cittadino italiano: il parametro di valutazione in questo caso è ‘da quanto risiedi nel territorio italiano?’ Possono richiedere cittadinanza per residenza:

  • I figli degli stranieri nati in Italia, ma solo al compimento dei 18 anni
  • Gli stranieri extra-comunitari che vivono legalmente in Italia da almeno 10 anni
  • Gli stranieri cittadini comunitari che vivono legalmente in Italia da almeno 4 anni
  • I ragazzi maggiorenni adottati da genitori italiani, i maggiorenni adottati da genitori naturalizzati in Italia, i rifugiati politici, che vivono legalmente in Italia da almeno 5 anni

In tutti i casi occorre la dimostrazione di possedere un reddito personale o familiare, valutabile del Ministero dell’interno che dovrà poi dare parere positivo o negativo sulla richiesta di cittadinanza.

Per meriti speciali

Se un cittadino straniero compie un’azione encomiabile in favore dello Stato italiano o di un cittadino dello Stato, il Presidente della repubblica può concedergli la cittadinanza italiana per meriti speciali.

Come si acquisisce la cittadinanza italiana per matrimonio?

Dato per assodato il fatto che la cittadinanza italiana si può ottenere anche con il matrimonio, vediamo come e a quali condizioni accade.

Succede quando sei un cittadino straniero o una cittadina straniera oppure apolide (senza alcuna cittadinanza), sposi un cittadino o una cittadina italiani e risiedi legalmente in Italia da almeno due anni.

Oppure puoi richiedere la cittadinanza dopo tre anni dal matrimonio se hai sposato un cittadino o una cittadina italiani, ma sei residente all’estero.

Se invece tu e tuo marito/moglie avete bambini (anche adottati) i tempi di attesa si dimezzano. Quindi un anno per il matrimonio con residenza in Italia e un anno e mezzo per matrimonio con residenza all’estero.

In questo caso, il tuo diritto di chiedere e ottenere la cittadinanza per matrimonio vale, per legge, solo se al momento dell’adozione del decreto del Ministero dell’interno sulla concessione della cittadinanza, non sia naufragato il matrimonio (annullamento, scioglimento, cessazione).

Procedura per richiederla online

Ti stai chiedendo quale procedura devi seguire per ottenere la cittadinanza con il matrimonio? Innanzitutto dal 2015 è possibile fare richiesta di cittadinanza direttamente online. Si sta infatti abbandonando, assieme a tutte le altre procedure della Pubblica amministrazione, il vecchio metodo cartaceo, che tanto piace ai tradizionalisti. Ma i tempi cambiano e da oggi è sufficiente:

  • Registrarsi sul portale cittadinanza.dlci.interno.it
  • Compilare la tua domanda di cittadinanza, utilizzando le credenziali che ti vengono inviate
  • Inviare la tua domanda compilata in formato elettronico, allegando un documento di riconoscimento, certificato di matrimonio, atto di nascita e certificato penale rilasciati dal tuo paese d’origine (tradotti in lingua italiana), la ricevuta di pagamento di 200 euro come contributo

I documenti vanno scansionati in modo che siano perfettamente leggibili. Dopodiché, una volta inviata la domanda, potrai sempre consultare lo stato di avanzamento online. L’esito verrà inviato al tuo indirizzo di posta elettronica.

Procedura per richiederla in Prefettura

Accontentiamo i tradizionalisti, ma neanche poi tanto. Dall’online infatti non si scappa più. Per presentare la domanda in questo modo:

  • Vai in Prefettura munito di tutti i documenti
  • L’operatore verifica che tutto sia in regola e scansiona i documenti che gli hai portato
  • Dopodiché li inserisce lui attraverso la procedura online. In poche parole, fa la domanda online per conto tuo, attraverso il sistema telematico.
  • Terminata la procedura, l’operatore ti rilascia il numero della pratica, in modo che tu possa controllare lo stato di avanzamento della domanda
  • Se tutto è andato bene, ti verrà emesso il decreto di concessione della cittadinanza

I documenti da portare in Prefettura sono:

Marca da bollo di 16 euro, estratto di nascita e certificato penale (tradotti in Italiano), fotocopia passaporto, fotocopia del permesso di soggiorno o certificato di residenza permanente, copia del versamento di 200 euro come contributo.

Cittadinanza italiana con matrimonio: rimane dopo il divorzio?

Dopo tutta questa fatica fatta per vederti riconociuta la tanto attesa cittadinanza, succede una cosa che non avevi previsto. Il tuo matrimonio, da tempo vacillante, tramonta definitivamente. Tu e il tuo/la tua coniuge siete concordi sul fatto che non resti altra soluzione che il divorzio.

Facile per lui che è cittadino italiano. Ma cosa succede a te, che invece hai dovuto aspettare anni e lottare per ottenere la tua cittadinanza? Tremi al solo pensiero di doverla perdere. Ti chiedi allora se la cittadinanza italiana ottenuta con il matrimonio rimanga dopo il divorzio.

Puoi stare tranquillo o tranquilla. La cittadinanza italiana che hai faticosamente ottenuto sposando quello che ormai sta per diventare il tuo ex coniuge non si perde una volta ottenuta.

Non la si ottiene, perdendone il diritto, se ad esempio, prima dell’emanazione del decreto di concessione da parte del ministero dell’interno sia già avvenuto lo scioglimento o l’annullamento delle nozze civili. Ma una volta emanato il decreto, la cittadinanza è tua. E potrai definirti pienamente cittadino o cittadina italiana, senza se e senza ma. Del resto si sa, non tutti i matrimoni sono per sempre.

Occhio quindi a non divorziare mentre sei ancora in attesa di ottenerla. Attendi prima l’invio dell’o definitivo, quindi del decreto.

La cittadinanza invece si, a meno che non subentrino ben altri motivi. Ad esempio quando il bambino o la bambina adottati si vedono revocare l’adozione; quando il cittadino accetta un pubblico impiego, una carica pubblica o si arruola in un esercito in guerra con l’Italia o a cui l’Italia non partecipi.

note

[1] Artt. 1 e ss. Legge n. 91 del 5 febbraio 1992

[2] Art. 5 Legge n. 91 del 5 febbraio 1992


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