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Lo sai che? Il testimone ha diritto al rimborso spese?

Lo sai che? Pubblicato il 30 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 dicembre 2017

Chi è chiamato a testimoniare in una causa ha diritto al rimborso delle spese di viaggio e ad un’indennità: vediamo quando e come.

Testimoniare è un dovere civico, ma in alcuni casi può essere “costoso” in termini di spese di viaggio per chi deve raggiungere un tribunale lontano dal luogo di residenza.

Chi è chiamato come testimone, in una causa civile, penale o amministrativa, può avere diritto ad un’indennità, prevista dal Testo unico in materia di spese di giustizia [1]. Oltre all’indennità è previsto anche il rimborso delle spese di viaggio quando il testimone deve recarsi in un tribunale diverso da quello del luogo di residenza.

Vediamo in quali casi spetta l’indennità e il rimborso spese e a quanto ammontano.

Indennità e rimborso spese testimoni

Ai testimoni residenti nel Comune in cui si trova l’Ufficio giudiziario presso cui sono stati citati, ovvero residenti in un Comune che dista non oltre due chilometri e mezzo da quello presso il quale ha sede l’ufficio giudiziario, spetta l’indennità di euro 0,36 al giorno.

Ai testimoni non residenti spetta il rimborso delle spese di viaggio, per andata e ritorno, pari al prezzo del biglietto di seconda classe sui servizi di linea o al prezzo del biglietto aereo della classe economica, se autorizzato dall’autorità giudiziaria. Spetta, inoltre, l’indennità di euro 0,72 per ogni giornata impiegata per il viaggio, e l’indennità di euro 1,29 per ogni giornata di soggiorno nel luogo dell’esame. Quest’ultima è dovuta solo se i testimoni sono obbligati a rimanere fuori dalla propria residenza almeno un giorno intero, oltre a quello di partenza e di ritorno.

Ai testimoni minori di anni quattordici non spetta alcuna indennità.

Agli accompagnatori di testimoni minori degli anni quattordici o invalidi gravi spettano il rimborso spese e le indennità, sempre che essi stessi non siano testimoni.

Ai dipendenti pubblici, chiamati come testimoni per fatti inerenti al servizio, spettano il rimborso spese e le indennità, salva l’integrazione, sino a concorrenza dell’ordinario trattamento di missione, corrisposta dall’amministrazione di appartenenza.

Per quali spese non spetta il rimborso

La legge non prevede altre ipotesi di indennità o rimborsi per il testimone, comprese le spese per l’uso del mezzo proprio, o per il pernottamento in albergo, o per i taxi, o per i pasti o per la perdita della giornata lavorativa.

Con riguardo ai lavoratori, è possibile che il contratto collettivo nazionale preveda permessi retribuiti per motivi di giustizia. In mancanza di previsione di tali permessi, se il dipendente chiede di assentarsi dal servizio per rendere una testimonianza giudiziale in un processo civile o penale ed essa non è svolta nell’interesse del datore di lavoro, lo stesso potrà imputare l’assenza secondo un suo autonomo giudizio a ferie, permesso a recupero o permesso per particolari motivi personali.

Se invece il dipendente rende la testimonianza (in un processo civile o penale) nell’interesse dell’ente, egli deve essere considerato in servizio.

Come avere il rimborso spese e le indennità testimoni

Le indennità e i rimborsi per le spese di viaggio spettanti ai testimoni e ai loro accompagnatori, sono corrisposte a domanda degli  interessati. La domanda deve essere presentata alla cancelleria dell’autorità giudiziaria presso cui sono stati chiamati a testimoniare, a pena di decadenza, non oltre cento giorni dalla data della testimonianza.

Alla domanda di rimborso devono essere allegati:

  • attestazione di partecipazione all’udienza rilasciata dal cancelliere in aula;
  • se la testimonianza è stata resa nel processo penale, decreto di citazione a comparire quale testimone unitamente alla relata di notifica, in originale;
  • biglietti ferroviari in II classe (nel caso di deposito in cancelleria si provvederà a trattenere l’originale dell’andata e ad effettuare copia conforme per il biglietto ritorno; in caso contrario, occorrerà spedire per posta entrambi i biglietti in originale). In mancanza del titolo di viaggio, ossia nei casi in cui sia oggettivamente impossibile produrre il titolo (es. per smarrimento o utilizzo di mezzi di trasposto diversi da quelli di linea, ecc.) la spesa potrà essere rimborsata, in via eccezionale, sulla base della presentazione all’ufficio della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa dal teste; nel solo caso di invio della documentazione per posta occorrerà altresì la  fotocopia di un documento di identità.
  • biglietti aerei in classe economica unitamente alla relativa autorizzazione scritta all’uso del mezzo aereo (da richiedere preventivamente all’Autorità Giudiziaria, tramite la cancelleria del giudice che raccoglie la deposizione; in caso di mancanza di autorizzazione non è ammesso rimborso).

Nel caso di personale appartenente alle Forze dell’Ordine citato a rendere testimonianza su fatti inerenti il servizio (ufficiali di PG, Guardia di Finanza ecc.), che intende richiedere il rimborso, in quanto non ha potuto usufruire del viaggio gratis per impossibilità nell’utilizzo di mezzi di servizio o per assenza di convenzioni regionali, in aggiunta alla sopraelencata documentazione sarà necessario presentare anche una fotocopia del foglio di viaggio (se rilasciato dall’amministrazione di appartenenza).

Liquidazione spese testimoni

La liquidazione delle spese è sempre effettuata con ordine di pagamento del funzionario addetto all’ufficio se non espressamente attribuita al magistrato. Nel processo penale il pagamento delle spese di viaggio e indennità spettanti a testimoni e consulenti tecnici citati a richiesta di parte sono quantificate dal funzionario addetto all’ufficio che emette ordine di pagamento a carico della parte che ha richiesto la citazione. Nessuna norma di tale tenore è prevista nel processo civile.

Il Ministero della Giustizia [2] ha precisato che, nel processo penale, il legislatore ha espressamente previsto l’intervento dello Stato in funzione di garanzia delle parti private anche se le spese non sono anticipate dall’Erario. Il dettato della richiamata disposizione, essendo previsto specificamente per il processo penale deve ritenersi non estensibile al processo civile. Conseguentemente, la mancanza di una disposizione che attribuisca (nel processo civile) al giudice o al “funzionario addetto all’ufficio” l’onere della quantificazione delle spese per i testimoni porta a ritenere che la regolazione della medesima deve avvenire, secondo disposizioni di legge, nell’ambito dei rapporti tra privati (sempre che l’onere sia a carico della parte).

note

[1] Art. 45 e ss.  DPR n. 115/2002.

[2] Ministero della Giustizia, Dipartimento per gli Affari di Giustizia Direzione Generale della Giustizia Civile, nota del 3 giugno 2008.


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1 Commento

  1. Abito a Pinerolo (TO) e sono convocato dal magistrato di LANUSEI (Sardegna) per testimoniare su una cosa di cui non sono al corrente e in ogni caso già relazionata con i dipartimento di pinerolo. Sono obbligato ad andare a Lanusei ?? Chi mi ripaga le spese sostenute?? Consideri che ho 78 anni e sono stato in cura fino a poco tempo fa per esaurimento,ora ho problemi di deambulazione non c’àè un sistema più semplice per questa coca ?? grazie

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