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Bonus famiglia 2018, tutte le agevolazioni

28 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 dicembre 2017



Bonus bebè, premio alla nascita, voucher babysitter, bonus asilo nido, bonus figli a carico e detrazioni: tutte le misure a favore delle famiglie.

Bonus mamma domani, bonus bebè, bonus nido, detrazioni per figli a carico, bonus famiglie numerose: sono solo alcune delle agevolazioni operative nel 2018 per le famiglie e per i neogenitori.

Le misure consistono sia in contributi a favore delle famiglie, sia in sgravi fiscali: vediamo tutte le agevolazioni bonus famiglia 2018 nel dettaglio.

Bonus mamma domani 2018

Il bonus mamma domani, noto anche come premio nascita, è una misura che consiste in un assegno “una tantum” (erogato una volta sola) di 800 euro, riconosciuto per i nati dal 1° gennaio 2017.

La domanda per ottenere l’assegno può essere inviata a partire dal 7° mese di gravidanza: il bonus è volto a sostenere le prime spese per l’arrivo del bambino, come i costi delle visite mediche e delle analisi, oppure per acquistare beni di prima necessità.

Per richiedere l’assegno mamma domani non sono previste soglie Isee (l’Isee è, in parole semplici, l’indicatore che “misura la ricchezza” della famiglia). Per questo motivo, possono beneficiare dell’assegno tutte le madri, a prescindere dal reddito e dal patrimonio familiare.

La domanda deve essere presentata all’Inps esclusivamente in via telematica, attraverso una delle seguenti modalità:

  • sul sito internet dell’Inps, accedendo con le tue credenziali ( Pin dispositivo, Carta nazionale dei servizi o Spid di 2° livello), accedendo all’apposita sezione “Domanda di prestazioni a sostegno del reddito, premio alla nascita”;
  • tramite Contact center Inps Inail, al numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
  • tramite enti di patronato, attraverso i servizi offerti dagli stessi.

Il premio nascita viene pagato dall’Inps nelle modalità scelte nella domanda:

  • bonifico domiciliato;
  • accredito su conto corrente;
  • libretto postale;
  • carta prepagata con Iban.

Bonus bebè 2018

Non bisogna confondere il bonus mamma con l’assegno di natalità, o bonus bebè: questo è un assegno mensile, pari a 80 euro, destinato alle famiglie con un figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 e con un Isee (si tratta dell’indicatore che “misura” la ricchezza della famiglia) non superiore a 25mila euro. L’assegno è annuale e viene corrisposto ogni mese fino al 3° anno di vita del bambino o al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato.

Per i nati dal 1° gennaio 2018, la misura cambia: il bonus, in particolare, sarà riconosciuto solo fino al 1° anno di età. Dal 2019, poi, il bonus non è più previsto.

Allo stato attuale, il bonus bebè ha un ammontare differente, che dipende dall’ Isee del nucleo familiare:

  • 960 euro l’anno (80 euro al mese per 12 mesi) se l’Isee è superiore a 7mila euro annui ma entro 25mila euro annui;
  • 1920 euro l’anno (160 euro al mese per 12 mesi) se l’Isee non supera 7mila euro annui.

È possibile fare domanda per il bonus bebè entro 90 giorni dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del figlio adottato o affidato. Se si presenta la domanda successivamente, l’assegno è erogato a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda, senza arretrati.

Le modalità di presentazione della domanda sono le stesse previste per il bonus nascita (sito dell’Inps, contact center o patronato).

Voucher babysitter e asilo nido 2018

I voucher babysitter ed i contributi per l’asilo nido sono delle misure alle quali si ha diritto se, al posto di chiedere il congedo parentale, la madre ha scelto di affidare il bambino a una babysitter o a un asilo nido.

I voucher ed i contributi hanno un valore pari a 600 euro mensili e sono riconosciuti per un massimo di 6 mesi (3 mesi, per le lavoratrici autonome e per le libere professioniste iscritte alla Gestione separata dell’Inps); per le lavoratrici part time, i contributi sono ridotti proporzionalmente all’orario di lavoro.

Il contributo per l’asilo nido viene erogato direttamente dall’Inps alla struttura prescelta, mentre i voucher, o buoni lavoro per il pagamento della babysitter, sono a carico dell’Inps ma devono essere richiesti dalla lavoratrice, che deve retribuire la babysitter utilizzando i buoni. In particolare, per quanto riguarda i voucher babysitter, questi devono essere utilizzati non oltre la scadenza, comunque entro 120 giorni dall’accoglimento della domanda e previa comunicazione all’Inps della data di inizio e fine della prestazione e dei dati dell’utilizzatore. Non è invece necessario inoltrare una mail all’ispettorato del lavoro per comunicare giornate e orari in cui la babysitter presta la propria opera.

È possibile rinunciare ai voucher o ai contributi in qualsiasi momento, dandone adeguata comunicazione all’Inps: in questo modo, si ha diritto a fruire del congedo parentale per la parte non ancora fruita.

La domanda di voucher babysitter e asili nido può essere presentata attraverso i seguenti canali:

  • online, attraverso il portale web dell’Inps, sezione “Servizi per il cittadino”, se la lavoratrice è munita di pin dispositivo o di spid di secondo livello; il percorso per accedere alla domanda è: “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito – Voucher o contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia”;
  • tramite contact center, chiamando il numero 803.164, se la lavoratrice è munita di pin dispositivo;
  • tramite patronato.

Nella domanda per l’erogazione del contributo, la lavoratrice deve inserire:

  • i propri dati anagrafici, compresi residenza ed eventuale diverso domicilio;
  • il numero di telefono cellulare e l’indirizzo pec o email per la ricezione delle comunicazioni da parte dell’Inps;
  • i dati relativi al padre del minore per cui si chiede il beneficio, compreso il tipo di rapporto lavorativo, codice fiscale del datore di lavoro, periodi di congedo parentale fruiti;
  • i dati del minore per cui si richiede il beneficio;
  • i dati riguardanti il congedo di maternità relativo al minore indicato;
  • i periodi di congedo parentale già fruiti per il minore stesso;
  • il beneficio prescelto e mensilità di durata;
  • la struttura per l’infanzia, pubblica o privata accreditata (tra quelle presenti nell’elenco pubblicato sul sito www.inps.it), in caso di contributo per l’asilo nido;
  • i dati relativi al proprio datore di lavoro/committente ed al proprio rapporto lavorativo, oppure dichiarazione di non avere datori di lavoro o committenti (solo per le libere professioniste iscritte alla gestione separata);
  • la lavoratrice deve inoltre specificare di aver presentato la dichiarazione Isee e scegliere, in caso di part-time, il rapporto o i rapporti di lavoro per cui si chiede la concessione del beneficio.

Bonus nido 2018

Assieme al contributo per l’asilo nido, per il 2018 è stato confermato anche il buono nido, o bonus nido. Non bisogna confondere le due misure: mentre il contributo, difatti, viene riconosciuto al posto della fruizione del congedo parentale, il buono nido viene dato a prescindere dall’eventuale diritto al congedo parentale, in tutti i casi in cui il bambino è iscritto a un asilo nido.

Il buono nido, nel dettaglio, è un voucher fino a 1.000 euro l’anno, che viene erogato per 11 mensilità (quindi pari a circa 91 euro al mese) riconosciuto per i primi tre anni del bambino, per affrontare il costo della retta degli asili nido pubblici e privati. Per ottenerlo, è necessario presentare all’Inps i documenti comprovanti l’iscrizione del bambino all’asilo nido.

Il buono nido non è cumulabile con i voucher babysitter e asilo nido, e non è cumulabile nemmeno con la detrazione Irpef, pari al 19% sino a un tetto massimo di 632 euro, per le spese legate all’iscrizione e alla frequenza del nido.

Bonus figli a carico 2018

Dal 2018 un figlio può essere considerato a carico se il suo reddito non supera 4mila euro: chi ha un figlio fiscalmente a carico può beneficiare della relativa detrazione. La detrazione per i figli a carico consiste in un importo che si può sottrarre dalle tasse, cioè che diminuisce l’Irpef dovuta (l’imposta sul reddito delle persone fisiche): l’importo varia a seconda del numero dei figli a carico, della loro età, della presenza di figli disabili e del reddito complessivo del genitore.

La detrazione per figli a carico si calcola con una formula che varia a seconda dell’età dei figli, del reddito del genitore, del possesso di handicap e del numero dei figli:

  • figlio minore di 3 anni: 1.220 × [(95mila – reddito complessivo) / 95mila];
  • figlio da 3 anni in su: 950 × [(95mila – reddito complessivo) / 95mila].

Per ogni figlio, il minuendo e il divisore (cioè i 95mila euro) sono aumentati di 15mila euro. Ad esempio, se si hanno 3 figli la detrazione, per ciascun figlio, sarà pari alla seguente espressione:

  • 220 × [(125mila – reddito complessivo) / 125mila] se il figlio ha meno di 3 anni;
  • 950 × [(125mila – reddito complessivo) / 125mila] se il figlio ha da 3 anni in su.

I 95mila euro sono dunque aumentati di 15mila per il 2° figlio e di ulteriori 15mila per il 3° figlio, sino ad arrivare a 125mila euro.

Dal 4° figlio in su, le detrazioni teoriche di 1.220 e 950 euro sono aumentate, rispettivamente, a 1.420 euro, per i figli minori di 3 anni e 1.250 euro per quelli da 3 anni in su, cioè sono aumentate di 200 euro.

Se un figlio è portatore di handicap, la detrazione teorica è aumentata di 400 euro.

Una volta calcolata la detrazione, questa deve essere dimezzata se i figli sono fiscalmente a carico di entrambi i genitori.

Bonus 2018 per famiglie numerose

Per chi ha dai 4 figli in su, oltre alle detrazioni per ogni figlio a carico appena esaminate, spetta un’ulteriore detrazione, unica per tutti i figli, nota col nome “Bonus famiglie numerose.

La detrazione è pari a 1.200 euro indipendentemente dal reddito, a prescindere dal numero di mesi nei quali ciascun figlio risulta a carico: ad esempio, se in una famiglia nasce il 4° figlio il 31 dicembre, il bonus famiglie numerose spetta per intero.

Se il contribuente è incapiente, cioè la detrazione è maggiore dell’imposta dovuta, questa non si azzera all’azzerarsi dell’imposta, ma si forma un credito a suo favore pari all’importo del bonus non fruito, considerando le altre detrazioni spettanti già sottratte dai tributi dovuti.

Bonus spese scolastiche 2018

Le spese sostenute per l’istruzione dei figli si possono detrarre, in misura pari al 19% dei costi. In particolare è possibile fruire della detrazione fiscale del 19% per le seguenti spese scolastiche:

  • iscrizione e frequenza dell’asilo nido, fino a un tetto massimo di 632 euro annui;
  • iscrizione e frequenza delle elementari, medie e superiori, fino ad una soglia massima di 786 euro annui, per l’anno 2018;
  • iscrizione e frequenza a corsi universitari, master, scuole di specializzazione, sia pubblici che privati (per quelli privati però il limite di spesa è pari all’importo corrispondente alle tasse dell’università pubblica);
  • servizi di mensa;
  • gite d’istruzione;
  • servizi di dopo scuola.

Per le donazioni a favore di scuole di ogni ordine e grado ed università, effettuate sotto forma di erogazioni in denaro, è possibile fruire di una detrazione pari al 19% della spesa.

La donazione deve essere però finalizzata alle seguenti attività:

  • innovazione tecnologica;
  • edilizia scolastica e universitaria;
  • ampliamento dell’offerta formativa.

Nel dettaglio, possono essere beneficiari delle erogazioni in denaro:

  • gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro;
  • le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e delle università.

Il beneficio della detrazione non è cumulabile con lo school bonus,  né con la detrazione del 19% prevista per le spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie (cioè materne, elementari, medie e superiori).

Lo school bonus è un credito d’imposta previsto per le donazioni in denaro effettuate a favore delle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private paritarie.

La donazione deve essere finalizzata alle seguenti attività:

  • realizzare nuove strutture scolastiche;
  • ristrutturare, migliorare ed effettuare manutenzioni delle strutture scolastiche già esistenti;
  • sostenere interventi di potenziamento dell’offerta formativa e di miglioramento dell’occupabilità degli studenti.

Il credito d’imposta deve essere calcolato su un tetto massimo di 100mila euro per ciascun periodo d’imposta ed è pari al 50% della donazione, se effettuata nel 2018.

Lo school bonus può essere fruito in alternativa alla detrazione del 19% prevista per le donazioni a favore degli istituti scolastici e delle università.

Bonus spese per lo sport dei figli 2018

Per i genitori che sostengono spese per consentire ai propri figli, dai 5 ai 18 anni di età, di svolgere attività sportive, è prevista una detrazione fiscale pari al 19% dei costi per la frequenza di palestre, piscine e attività presso associazioni sportive. La detrazione del 19% è calcolata su un tetto massimo di 210 euro annui di spesa, per ogni ragazzo fiscalmente a carico.

Fondo Credito bebè

Il fondo credito bebè è un incentivo per i prestiti agevolati richiesti per coprire  le spese legate all’arrivo di un bebè. Per la precisione, il fondo credito bebè serve offre una garanzia statale per il prestito agevolato. La misura potrà essere richiesta presso le banche convenzionate.

Rei 2018

Dal 2018, infine, è operativo un nuovo sostegno per le famiglie in stato di povertà: si tratta del Rei, il reddito d’inclusione.

Sino al 30 giugno 2018 può essere richiesto soltanto dalle famiglie con donne in gravidanza, figli minori o inabili, disoccupati over 55; dal 1° luglio 2017 sarà concesso a prescindere da questa condizione. Il beneficio è erogato attraverso una carta acquisti, come la vecchia social card. Per approfondire: Guida completa al Rei 2018.

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