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Lo sai che? Sistemi per non pagare i debiti

Lo sai che? Pubblicato il 28 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 dicembre 2017

Quali sistemi legali ha il debitore per sottrarsi al pignoramento e quali strumenti il creditore per contrastare queste manovre fraudolente.

È una battaglia antica quanto l’uomo quella tra creditore e debitore, come quella tra il gatto e il topo. E, di solito, chi fugge è sempre avvantaggiato non solo perché parte per primo ma anche perché è lui a scegliere la strada, costringendo l’altro a seguirlo. Solo sapendo in anticipo le mosse dell’avversario si può evitare di farsi cogliere di sorpresa. Il creditore può solo immaginare ciò che il debitore farà visto che quest’ultimo non è tenuto a rivelargli in anticipo le proprie mosse. È vero però il contrario: paradossalmente il creditore deve giocare a carte scoperte e notificare al debitore quelle che saranno le azioni legali che intende intraprendere nei suoi confronti, in modo da non far leva sull’effetto a sorpresa ed eventualmente dargli il tempo per pagare. Di fatto questo non succede quasi mai e le notifiche servono sempre a mettere in allarme la controparte, consentendole di scappare quando tutti dormono, togliendo “baracca e burattini”. In questo però la fantasia non è illimitata: gli strumenti che aiutano il debitore a sottrarsi ai propri obblighi sono, più o meno, sempre gli stessi e si può, in un certo senso, correre per tempo al riparo. Vediamo dunque quali sono i più diffusi sistemi per non pagare i debiti e quali le norme che corrono invece in aiuto del creditore, consentendogli di neutralizzare tali metodi.

Quando si parla di sistemi per non pagare i debiti si fa sempre riferimento a sistemi legali: si tratta cioè di strumenti che, astrattamente, sono leciti ma che, nel caso specifico, vengono usati per una finalità ulteriore e diversa, ossia quella di sottrarsi all’esecuzione forzata. Si pensi alla vendita della casa, che rientra certo tra i poteri del proprietario ma che, se strumentale a frodare i creditori, diventa revocabile. Si tratta, quindi, di atti illeciti da un punto di vista civile e non certo penale. Eccezionalmente si può configurare il reato. Di tanto parleremo a breve.

Leggi anche Le norme che aiutano il creditore a recuperare le somme.

La vendita dei beni

Il sistema tradizionale per sottrarre i propri beni al creditore è quello della vendita ad altri. Questo atto però è revocabile entro i successivi cinque anni. La revoca viene pronunciata dal giudice a seguito di una causa nel corso della quale il creditore ha dimostrato due circostanze:

  • l’intento del debitore di frodare il creditore: ciò è palesato dal fatto che il debitore si sia spogliato di una parte consistente dei propri beni, rendendo insufficiente il proprio patrimonio residuo a soddisfare le pretese dei creditori. Ad esempio, una persona proprietaria di tre case e con un debito di solo 100mila euro può ben venderne una, ma non può farlo chi invece ne possiede una sola;
  • la consapevolezza dell’acquirente dell’intento del debitore di frodare il creditore con la vendita del proprio bene. Non è necessario che il terzo abbia un proprio tornaconto dall’operazione, ma basta il semplice fatto che a questi fosse nota la condizione debitoria del venditore. Ciò ad esempio è pressoché innegabile nei rapporti tra coniugi o coi figli.

Con la revoca l’atto di vendita diventa inefficace e il creditore può pignorare il bene inizialmente venduto.

La donazione dei beni

Si ricorre più spesso alla donazione dei beni piuttosto che alla vendita atteso che, in questo caso, per donazioni in linea retta, non si pagano tasse fino a 1milione di euro e per quelle tra fratelli e sorelle fino a 100mila euro. Attenzione però: la revoca della donazione, anch’essa esperibile entro cinque anni, è più facile rispetto al caso della vendita. In tal caso, infatti, il creditore deve dimostrare solo l’intento del debitore di frodare il creditore e non anche la consapevolezza del donatario.

Inoltre, il creditore ha un’ulteriore arma per neutralizzare la donazione del bene: trascrivere il pignoramento entro 1 anno dalla cessione del bene: in tal caso egli prevale sempre sul donatario senza neanche bisogno di svolgere l’azione revocatoria.

Il fondo patrimoniale

Il fondo patrimoniale è una misura che impedisce ai creditori di pignorare i beni in esso contenuti a condizione che il debito contratto sia estraneo ai bisogni della famiglia. Di solito però il debitore stipula il fondo patrimoniale quando ormai ha contratto l’obbligazione. Anche in tal caso, però, al pari della donazione, il creditore ha due tutele: nei primi 5 anni può esercitare l’azione revocatoria e, nel primo anno invece, trascrivendo il pignoramento nei registri immobiliari, può aggredire il bene anche senza bisogno della revocatoria.

Insolvenza fraudolenta

Se il debitore contrae il debito consapevole di non poterlo pagare e, ciò nonostante rassicura il creditore circa le proprie possibilità economiche, commette il reato di insolvenza fraudolenta, un illecito penale molto simile alla frode. Per poter denunciare il debitore però non basta il semplice inadempimento ma il fatto che questi, già all’epoca della sottoscrizione del contratto, fosse consapevole di non poter pagare. Si pensi al caso di chi chiede un prestito portando, a garanzia, le proprie buste paga pur sapendo che, nei suoi confronti, è in corso un procedimento disciplinare che potrà concludersi con un imminente licenziamento.

Trust

Il trust è una sorta di vendita di un bene a una persona di fiducia che ha l’obbligo di amministrare il bene stesso e poi, dopo un certo periodo, restituirlo al precedente proprietario. Quest’ultimo, in tale arco di tempo, risulta non più titolare del bene con la conseguenza che nessuno dei suoi creditori potrà pignorarglielo. Anche qui però il creditore può esercitare l’azione revocatoria nei cinque anni.

Impedire il pignoramento del conto corrente

Un conto corrente vuoto ha poco da essere pignorato. Ecco perché chi ha grossi debiti non lascia mai forti consistenze in banca. Nessuno, peraltro, glielo impone. Stesso risultato può ottenere chi abbia una apertura di credito e lasci il conto corrente “in rosso” ma pur sempre nei limiti del fido: anche in questo caso, gli eventuali versamenti, volti a ripristinare l’apertura di credito, non sono pignorabili.

A riguardo, in un precedente articolo assai letto abbiamo indicati i trucchi utilizzati dal debitore per tutelare il conto corrente dal pignoramento, a cui vi rinviamo per maggiori chiarimenti: Blocco del conto corrente: tutele.

Se il debitore però dovesse prelevare i soldi, poco potrebbe fare il creditore. Diverso invece è il discorso se questi dovesse spostare i soldi sul conto di un’altra persona, magari a titolo di regalo: anche questo è un atto revocabile nel giro di cinque anni.

Il debitore deve autodenunciarsi

In caso di pignoramento dei beni mobili e degli arredi presenti in casa, il debitore che affermi che si tratta di oggetti di proprietà altrui o concessi in comodato ad altre persone deve dimostrarlo con documenti aventi data certa. Una prova difficilissima. Ecco perché molti debitori, temendo l’arrivo dell’ufficiale giudiziario, spogliano la casa dei beni di maggior valore. Tuttavia il codice di procedura civile prevede una particolare disciplina per questi casi: quando i beni assoggettati a pignoramento appaiono insufficienti, oppure difficili da liquidare, l’ufficiale giudiziario è tenuto ad invitare il debitore ad indicare ulteriori beni pignorabili, fornendo esatta indicazione dei luoghi o delle persone presso cui tali beni si trovano. In pratica, se anche il pignoramento mobiliare, effettuato presso il domicilio del debitore, dovesse dare esiti negativi, il debitore sarebbe comunque costretto ad autodenunciarsi, ossia a dichiarare all’ufficiale eventuali ulteriori beni pignorabili di cui egli sia titolare: un conto corrente, uno stipendio, una pensione, una casa, un credito vantato nei confronti di un proprio cliente, ecc. In questo modo, il primo pignoramento potrebbe essere utilizzato come testa d’ariete per “sapere di più” dallo stesso debitore. Il quale viene comunque informato della rilevanza penale di eventuali dichiarazioni false o reticenti.

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Autore immagine: 123rf com


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