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Come rintracciare gli eredi

28 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 dicembre 2017



Come fare per rintracciare gli eredi del defunto: tutte le attività di indagine utili e l’opportunità della nomina di un curatore dell’eredità.

Alla morte di una persona, tra le varie e purtroppo dovute pratiche di successione, rientra la ricerca, spesso lunga e difficile, degli eredi. Non è detto, infatti, che tutti gli eredi (o più correttamente chiamati all’eredità) siano rintracciabili celermente, se per esempio si sono trasferiti all’estero, hanno interrotto ormai da tempo i rapporti con il de cuius o, per esempio, appartengano ad un altro nucleo familiare (per esempio figli nati fuori dal matrimonio).

Esistono numerose agenzie investigative e aziende che offrono il servizio di visura rintraccio eredi, per semplificare ed evitare i tempi e i costi della ricerca presso i vari uffici anagrafici, fiscali ecc. Prima, però, di “investire” in una visura di rintraccio eredi, è opportuno sapere come si effettua la ricerca dei familiari e, quindi, degli eredi legittimi del defunto, potendo anche valutare di procedere con il “fai da te”.

Vediamo come e dove è possibile rintracciare gli eredi.

Rintraccio eredi nominati nel testamento

È possibile trovare il testamento lasciato dalla persona deceduta e rintracciare gli eredi, accedendo al Registro generale dei testamenti. Il Registro ha sede presso l’Ufficio Centrale degli archivi notarili presso il Ministero della Giustizia.

In particolare, nel registro generale dei testamenti sono iscritti i seguenti atti:

  1. testamenti pubblici;
  2. testamenti segreti;
  3. testamenti speciali;
  4. testamenti olografi depositati formalmente presso un notaio;
  5. verbale di pubblicazione dei testamenti olografi non contemplati nel numero precedente;
  6. ritiro dei testamenti segreti ed olografi depositati formalmente presso un notaio; revocazione nonché revocazione della revocazione delle disposizioni a causa di morte, sempre che siano fatte con un nuovo testamento o con atto ricevuto da notaio in presenza di due testimoni.

Il notaio, o colui il quale è esercente temporaneamente funzioni notarili, è tenuto, entro dieci giorni da quando roga o riceve in deposito o comunque partecipa alla formazione di un atto di ultima volontà, a chiederne l’iscrizione nel registro generale dei testamenti trasmettendo all’archivio notarile una scheda, datata e sottoscritta, contenente le seguenti indicazioni:

  • forma dell’atto, data dello stesso o del suo deposito;
  • numero di repertorio;
  • nome e cognome, data e luogo di nascita, domicilio o residenza del testatore;
  • nome e cognome e sede del pubblico ufficiale che ha ricevuto o è depositario dell’atto.

Il registro generale dei testamenti dà quindi al testatore la garanzia dell’esecuzione delle sue ultime volontà e aiuta gli eredi nella ricerca del testamento. Le iscrizioni devono rimanere segrete fino alla morte del testatore.

Rintraccio eredi in assenza di testamento

Se manca il testamento, è possibile rintracciare gli eredi legittimi e, ancor prima gli eredi legittimari.

Gli eredi legittimari sono:

  • il coniuge superstite;
  • i figli, anche nati fuori dal matrimonio, e relativi discendenti;
  • gli ascendenti (genitori, nonni).

Tali soggetti sono titolari di un diritto inviolabile ad una determinata quota del patrimonio ereditario, che pertanto dovrà così ripartito:

  • una quota liberamente disponibile da parte del testatore
  • una quota di legittima o riserva, destinata per legge alla successione “necessaria” ossia in favore dei legittimari.

Per rintracciare gli eredi legittimari è possibile richiedere, presso il Comune di residenza del de cuius, il certificato di stato di famiglia originario (anche chiamato Certificato storico di Stato di famiglia). Si tratta di un certificato “storico” che documenta la composizione originaria del nucleo familiare.

Questo documento non può essere prova dell’indicazione di tutti gli eredi legittimi, se la famiglia si è formata in luoghi diversi e quindi i suoi membri sono stati residenti in diversi Comuni. In questo caso bisogna richiedere il certificato originario nei Comuni in cui tutti i membri della famiglia sono stati residenti.

La difficoltà dunque potrebbe sorgere nel momento in cui i vari eredi sono stati, anche originariamente, residenti in Comuni diversi (per esempio il de cuius risiedeva in un Comune mentre il figlio in un altro).

Se non si trovano eredi

Qualora non si riescano a rintracciare gli eredi, chi è interessato (generalmente gli altri coeredi o i creditori del de cuius) può ricorrere al Tribunale per la nomina di un curatore dell’eredità giacente.

La persona interessata deve presentare un ricorso scritto, debitamente compilato e motivato, corredato della necessaria documentazione comprovante quanto dichiarato. Il Tribunale competente è quello del luogo dell’ultimo domicilio del defunto.

Il curatore, una volta nominato e prestato giuramento, si occuperà della custodia e dell’amministrazione dei beni dell’eredità (essendo inoltre obbligato a redigerne l’inventario). In tale attività il curatore dovrà anche occuparsi della ricerca degli eredi, effettuando le indagini dovute presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, presso gli archivi anagrafici e gli archivi catastali.

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