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Lo sai che? Firma falsificata: cosa rischio?

Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2017

Il falso in scrittura privata è stato depenalizzato; resta reato falsificare la firma su un atto pubblico, un testamento o una cambiale.

Neanche il codice penale è più quello di una volta. Molti dei comportamenti che un tempo eravamo abituati a ritenere reato, e quindi pronti a denunciare ai carabinieri o alla polizia, oggi non lo sono più. È il caso di chi falsifica una firma su una scrittura privata, ossia sottoscritta in assenza di un pubblico ufficiale o indirizzata a un soggetto che non è una pubblica amministrazione. Così, la firma falsa su un contratto, su una ricevuta di pagamento e persino su una distinta bancaria non è più un illecito penale. Lo resta invece la firma falsificata su un testamento, su una cambiale o su un atto pubblico come, ad esempio, una donazione fatta davanti al notaio o una richiesta al Comune.

In teoria è reato falsificare anche la giustificazione scolastica in quanto diretta all’insegnante o al preside della scuola pubblica, che secondo la Cassazione è un pubblico ufficiale.

La firma falsa non è più reato dall’anno scorso ossia da quando è intervenuta la depenalizzazione di circa 40 reati [1] e, tra questi, vi è quello di falsità in scrittura privata [2]. Ciò significa che l’autore del fatto può essere punito soltanto economicamente, con una sanzione.

Ma se non è più reato, per la firma falsificata cosa rischio? Potrai giustamente chiederti. Adesso si parla di illeciti civili e, all’esito del giudizio – civile e non penale – oltre all’eventuale risarcimento del danno alla parte danneggiata, il giudice applica anche una sanzione (civile anch’essa) da pagare allo Stato. Quindi nessuna fedina penale macchiata, ma al massimo un portafogli svuotato, visto che la multa può arrivare fino a 16mila euro. Certo, perché questa possa essere applicata è necessario che prima qualcuno ti faccia causa – e come detto non vale più la denuncia, che verrebbe certamente archiviata – che si affidi a un avvocato, che spenda soldi e che abbia la pazienza di aspettare l’uscita della sentenza. Durante tutto questo tempo potrai sempre correre ai ripari e offrire un risarcimento per chiudere subito la vertenza, senza vincitori né vinti.

A ricordare cosa rischia chi falsifica una firma su un documento privato è stata, di recente, la Cassazione [3]. La suprema Corte si è trovata a dover necessariamente escludere il reato per un dipendente di banca che aveva falsificato la firma di un correntista su una distinta bancaria allo scopo di prelevare dal suo conto una somma e spostarla sul proprio. Escluso il reato di falsificazione della firma su una scrittura privata, è stato comunque ritenuto sussistente almeno quello di furto. Quindi il colpevole è andato in galera – si fa per dire – ma con un notevole sconto di pena.

In questa occasione i giudici hanno ricordato infatti che l’abrogazione del crimine di falso in scrittura privata riguarda anche le distinte utilizzate per le operazioni bancarie. Non si tratta, infatti, di un atto pubblico.

L’esempio tradizionale del falso in scrittura privata è quello di chi falsifica la firma di un contratto o di una dichiarazione unilaterale (come un’ammissione di debito). Ma vi rientra anche il comportamento di chi altera il contenuto di un documento “vero”, ad esempio inserendo una postilla o cancellando una parola su un contratto già sottoscritto. Ad esempio, se rivendichi un credito nei confronti di una persona e questa invece, nel tentativo di farti credere di aver già pagato, ti esibisce una quietanza di pagamento con la tua firma falsificata, non puoi denunciarla. Se una banca ha perso il contratto di conto corrente che hai firmato a suo tempo e, nel tentativo di dimostrarti i tuoi obblighi, prende uno dei tanti moduli interni e falsifica la tua firma non puoi denunciare il direttore.

È invece ancora reato falsificare la firma su un atto pubblico. Per atto pubblico si intende il documento redatto da un notaio o da un altro pubblico ufficiale con l’osservanza delle formalità richieste dalla legge [4]. Ad esempio, la donazione è valida solamente se redatta dal notaio (pubblico ufficiale) alla presenza di due testimoni [5]. Ebbene, il codice penale punisce sia il falso del pubblico ufficiale in atto pubblico [6], che il falso del privato in atto pubblico [7]. Anche in questo caso, viene punita sia l’apposizione di una firma falsa che la modifica fraudolenta dell’atto pubblico già perfetto (ad esempio, al fine di risultarne il beneficiario). La reclusione può andare fino a dieci anni per il pubblico ufficiale; le pene sono ridotte di un terzo, invece, per il privato.

Abbiamo detto cosa rischia chi falsifica la firma su un atto pubblico (un reato) o su una scrittura privata (una causa civile di risarcimento del danno con una multa).

Non abbiamo però detto come si può difendere la parte che subisce l’altrui falsificazione. Ebbene, nel caso in cui il falso avviene su un atto pubblico basta una querela sporta ai carabinieri, alla polizia o in un atto da depositare presso la Procura della Repubblica. Nel caso invece in cui il falso riguarda una scrittura privata è necessario innanzitutto disconoscere la scrittura, ossia contestare la firma (sul punto leggi l’articolo Come denunciare una firma falsa) e, in secondo luogo, bisognerà intraprendere un giudizio civile per il risarcimento del danno.

note

[1] Cass. sent. n. 25948/17 del 24.05.2017.

[2] D.lgs. n. 7/2016.

[3] Cass. sent. n. 57699/2017.

[4] Art. 2699 cod. civ.

[5] Art. 782 cod. civ.

[6] Art. 476 cod. pen.

[7] Art. 482 cod. pen.


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2 Commenti

  1. 1) con questo sistema potremmo trovarci a dover onorare un contratto (magari con uno dei molti col-center truffaldini) firmato a nostra insaputa e per contestarlo dover instaurare una causa (con immancabili esporsi finanziari)?
    2) le firme “stampate” sulle multe o sulle cartelle esattoriali (di accertatori o responsabili di uffici) non essendo autografe sono considerabili false?

  2. Infatti era successo a me: un’agente della TIM mi aveva promesso al telefono un’offerta vantaggiosa in caso ritorno a questo operatore telefonico per la linea fissa di casa.

    Dopo aver reclamato fatture alte il doppio ho scoperto anche che esiste un contratto e che ha una firma che non é la mia!

    La mia domanda: Essendo il contratto nullo in questo caso (e non esiste nessuna registrazione vocale) in teoria anche le penali per cambio operatore non dovrebbero essere validi? Dopo che scoperto questa truffa da parte di Tim ho subito cambiato operatore telefonico e ho denunciato il fatto alla questura.

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