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Web tax: verrà proposta al G7 dall’Italia

29 Mar 2017


Web tax: verrà proposta al G7 dall’Italia

> Business Pubblicato il 29 Mar 2017



Ritornano le discussioni sulla web tax. La proposta verrà portata al G7 dall’Italia.

Si riapre la discussioni sulla web tax, la tassazione sulla digital economy. L’Italia proporrà la questione al prossimo G7 delle Finanze che si terrà a Bari.

Che cos’è la web tax?

Per web tax si intende la tassa che è stata introdotta per un periodo in Italia per le digital economy. Si tratta di una tassa non destinata ai consumatori, ma alle aziende online e rivolta indirettamente a tutti coloro i quali acquistano servizi online di tipo pubblicitario. Chi ha un sito e vuole fare pubblicità sul web si rivolge principalmente a Google, che mette in vendita spazi pubblicitari, tramite i propri servizi Adsense e “Adwords”.

Il problema che ha fatto emergere la necessità di tale tributo, è che tali importi in gran parte degli Stati non sono soggetti a tassazione, con perdite ingenti per l’erario statale ed eccessivi benefici per chi li riceve, nella fattispecie Google e pochi altri.

Dove finiscono gli utili Adsense?

Gli utili che derivano dalle vendite Adsense vendite, anche se effettuati nel nostro Paese, vengono quasi esclusivamente tassati in Irlanda, in quanto Google può svolgere tale commercio senza bisogno di dotarsi di una partita Iva italiana.

La web tax in Italia

La web tax introdotta dal governo Letta nel 2013 constava di tre diverse misure: prevedeva in primo luogo l’obbligo delle multinazionali del web di assumere una partita Iva italiana, una disposizione che avrebbe comportato una forte riduzione degli incassi per tutti coloro che, gestendo un sito internet, guadagnano attraverso la pubblicità erogata da Google. Si prevedeva inoltre l’obbligo per le multinazionali che vendono gli spazi pubblicitari online di determinare il reddito prodotto, quindi tassato in Italia, secondo criteri diversi da quelli applicabili ai costi sostenuti per lo svolgimento dell’attività.  La tassa ha avuto comunque vita breve.

L’annullamento della web tax

Il Governo Renzi ha cancellato la web tax nel 2014: la normativa è stata considerata particolarmente a rischio, in quanto, di fatto, era contraria ai principi della libertà di stabilimento della Comunità europea: insomma, i rischi di sanzione da parte dell’Ue erano concreti per una tassa da molti definita “ad personam”.

Web tax nell’agenda G7

Il dibattito tuttavia non si è spento, e la morsa degli esecutivi non si allenta, anzi aumenta con la crescita del potere economica del web. La prossima operazione prevista è la proposta agli altri Paesi del G7 di un tavolo di dialogo specifico sull’argomento, e si raccolgono già alcuni partecipanti

Secondo i primi contatti tra i governi Francia e Germania sarebbero infatti già pronte a fornire il loro appoggio alla discussione.


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