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Come opporsi all’esproprio

7 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 febbraio 2018



Con o senza contenzioso: come evitare l’espropriazione perché si deve fare un’opera pubblica. Che cos’è il Dap? Conviene il Tar o la Corte Ue dei Diritti umani?

Chi si vede portare via i propri beni perché dev’essere realizzata un’opera pubblica sul suo fondo deve per forza allargare le braccia ed accettarlo senza fare nulla oppure ha degli strumenti riconosciuti dalla legge per opporsi all’esproprio? Bisogna per forza aprire un contenzioso oppure è possibile farne a meno? Che si tratti di un esproprio forzato o nell’interesse pubblico, si tratta, comunque, di un atto che comporta il prelievo della nostra proprietà.

Succede, ad esempio, quando si deve costruire un’autostrada, un cavalcavia, un’opera pubblica importante di interesse generale. Ma l’interesse generale deve sempre prevalere su quello privato, ad ogni condizione?

Vediamo, allora, come opporsi all’esproprio con la legge in mano.

Come opporsi all’esproprio senza contenzioso

Una delle soluzioni per opporsi all’esproprio è quella di evitare il contenzioso. Come fare? Una mossa utile è quella di scrivere un Dap, cioè il documento di analisi di procedimento. Qual è l’utilità di questo documento? Poter trattare con l’Amministrazione pubblica e presentare delle osservazioni, presentare una memoria alla Commissione per gli espropri o anche per prevenire un esproprio.

Che cosa deve contenere il Dap?

  • le richieste di chi deve subire l’esproprio, con il loro fondamento giuridico. A questo proposito, è sempre consigliabile la consulenza di un esperto;
  • le norme e le sentenze in proposito che riguardano casi analoghi al suo ed il fondamento della responsabilità per la violazione di tali norme (responsabilità civile e personale);
  • l’obbligo dell’Amministrazione di valutare soluzioni alternative e meno costose all’esproprio.

Una volta presentato il Dap, che cosa succede?

L’Amministrazione può accettare un compromesso. In questo caso, occorre valutare bene i termini dell’accordo (l’aiuto di un professionista o di un consulente è sempre utile). Può anche darsi, però, che vengano respinte le motivazioni esposte nel documento e che, quindi, risulti vano il tentativo di opporsi all’esproprio. A questo punto, l’espropriato può accettare e incassare l’eventuale indennità proposta oppure decidere di andare in giudizio ed aprire il contenzioso.

Come opporsi all’esproprio con il contenzioso

Se i precedenti tentativi di opporsi all’esproprio sono andati in fumo, si può decidere di aprire un contenzioso presentando ricorso al Tar, alla Corte d’Appello oppure alla Corte europea dei Diritti dell’uomo.

Opporsi all’esproprio con un ricorso al Tar

Il Tribunale amministrativo regionale è chiamato a pronunciarsi su eventuali illegittimità commesse dalla Pubblica amministrazione nelle procedure di approvazione dell’opera pubblica e nelle procedure di espropriazione per pubblica utilità.

Chi intende opporsi all’esproprio presentando un ricorso al Tar e riesce a dimostrare tale irregolarità, avrà diritto al risarcimento del danno. Quello che sarà più difficile è ottenere la sospensione dell’opera che ha portato all’esproprio.

Arrivare al Tar comporta, comunque, lunghezze burocratiche e spese considerevoli. È pertanto consigliabile tentare prima la via del ricorso alla Commissione tecnico arbitrale presentando il Dap, di cui abbiamo parlato prima.

Opporsi all’esproprio con un ricorso alla Corte d’appello

Ci si rivolge alla Corte d’appello per ricorrere contro l’indennità definitiva di esproprio che siano ingiustamente lesive dei diritti economici del proprietario espropriato. In altre parole, quando il bene che ci è stato tolto non è stato riconosciuto come merita a livello economico.

Opporsi all’esproprio davanti alla Corte europea dei Diritti dell’uomo

Altra via per opporsi all’esproprio è quella del ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’uomo, alla quale ci si può rivolgere anche senza interpellare prima i giudici italiani, come la stessa Corte ha stabilito in una sentenza [1].

In particolare, i giudici di Strasburgo erano stati chiamati a pronunciarsi sul caso di un cittadino che chiedeva la condanna dello Stato italiano al risarcimento dei danni per l’ingiustizia subita a causa della perdita della proprietà del suo fondo dopo un esproprio e dopo avere avuto una sentenza sfavorevole in primo grado. Il cittadino, anziché fare ricorso in appello, si è rivolto direttamente alla Corte europea, la quale ha deciso che:

  • il ricorso in appello non avrebbe comportato alcuna tutela utile ed effettiva per il cittadino espropriato, dato che non avrebbe superato la giurisprudenza della Cassazione secondo cui il risarcimento del danno deve essere determinato nel rispetto della normativa italiana, cioè pari alla metà del valore di mercato del fondo se non addirittura ad un valore inferiore;
  • il fenomeno dell’occupazione appropriativa (cioè dell’esproprio) costituisce una manifesta violazione del diritto di proprietà privata;

i cittadini colpiti da un esproprio abusivo ed illecito hanno diritto ad un ulteriore risarcimento dei danni fino alla concorrenza del valore pieno di mercato dei fondi prelevati, con rivalutazione Istat ed interessi legali.

note

[1] Corte europea Diritti dell’uomo sent. del 16.11.2006.

Autore immagine: 123rf.com

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