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Lo sai che? Pazienti in attesa: il medico può andare via all’orario di chiusura?

Lo sai che? Pubblicato il 9 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 febbraio 2018

Che succede se i malati sono tanti e il medico di base non fa in tempo a visitarli nell’orario di ambulatorio? Come funzionano le visite a domicilio?

Avete presente la scena, no? Uno arriva in ambulatorio per farsi visitare dal medico di base o per farsi fare una ricetta e si trova davanti cinque o sei persone. Tocca armarsi di pazienza ed aspettare. Il dottore, però, tiene dentro ogni paziente mezz’ora. Così, nelle due ore che ha a disposizione, non riuscirà a vederli tutti. Che faccio? Vado via e torno il giorno dopo, magari arrivando mezz’ora prima del dottore, così prendo posto? Oppure, visto che sono entrato in ambulatorio durante l’orario di visite, ho il diritto di essere ricevuto? In altre parole: quando ci sono dei pazienti in attesa, il medico può andare via all’orario di chiusura o è tenuto a visitare chi già aspettava prima che finisse il suo turno?

Bella domanda, a cui si aggiungono altre relative al medico di famiglia e alle quali rispondiamo di seguito.

Se arrivo in orario, il medico di base mi deve visitare?

Questa è la domanda «clou». Ma per rispondere, è necessaria una premessa.

Un medico di base con meno di 500 assistiti deve essere a disposizione dell’utenza almeno 1 ora al giorno per 5 giorni ogni settimana. Se, invece, ha tra 500 e 1.000 assistiti, il suo impegno sarà raddoppiato, quindi 2 ore per 5 giorni alla settimana. Diventano 3 ore per 5 giorni se gli assistiti arrivano a 1.500.

Detto questo, sta a lui sapersi organizzare durante gli orari di visita ambulatoriale, perché quell’orario di lavoro con i pazienti non sempre corrisponde a quello da dedicare alle visite. In sostanza, il medico non può andare via all’orario di chiusura se ci sono ancora dei pazienti in attesa che sono entrati in ambulatorio prima della chiusura stessa.

Il paragone può risultare un po’ forzato ma è come se un cliente entra in un negozio (perché la porta è ancora aperta) e, alle 19.30, il titolare gli dice di andare via perché deve chiudere. Non esiste proprio: il cliente è entrato prima dell’orario di chiusura. Semmai, il titolare, alle 19.30, chiude la porta a chiave e finisce di servire chi già si trovava dentro.

In ambulatorio dovrebbe esserci la stessa logica. Pertanto, se ci sono dei pazienti in attesa, il medico non può andare via all’orario di chiusura. E nemmeno dedicare ad ogni paziente meno tempo di quello necessario a fare una visita adeguata per finire in tempo il suo lavoro.

Il medico può mandarmi a casa perché non ho appuntamento?

Alcuni medici di base adottano, di norma una volta alla settimana, la formula degli appuntamenti chiesti, solitamente, da pazienti che devono programmare un ricovero o una terapia, che devono mostrargli dei referti senza alcuna urgenza o che, semplicemente, accusano dei fastidi e vogliono avere la certezza di essere visitati quel giorno e a quell’ora.

Nulla da eccepire.

Questo, però, non significa che se durante l’orario di apertura dell’ambulatorio nel giorno dedicato agli appuntamenti, un assistito si presenta per un problema non differibile, cioè che non si può rimandare al giorno dopo, il dottore non lo debba visitare. Il medico di base, dunque, non può andare via all’orario di chiusura dopo gli appuntamenti se ci sono dei pazienti in attesa per una visita, anche se non è stata programmata.

Il medico di base è tenuto a visitarmi a domicilio?

Le visite a domicilio fanno parte degli impegni del medico di base. Certo, con le sue limitazioni: un dottore difficilmente andrà a visitare un paziente a casa per un banale raffreddore, a meno che si tratti di una persona molto anziana o realmente impossibilitata a muoversi e quel raffreddore possa avere delle conseguenze più serie sul malato. Ma in questi casi, oltre che ai diritti e ai doveri, ci si appella anche al buon senso del medico.

Se questo buon senso non viene dimostrato, allora sì che si fa appello alle normative. Queste dicono che la visita domiciliare a chi è impossibilitato a recarsi in ambulatorio deve essere fatta nella stessa giornata in cui è stata richiesta, purché la telefonata sia stata fatta entro le 10 del mattino tranne nei casi di improvvisa urgenza, ovviamente). Se la chiamata viene fatta dopo le 10 del mattino, il medico di base è tenuto a recarsi prezzo il domicilio del paziente entro le ore 12 del giorno successivo.

Il medico di base deve visitarmi a casa in caso di urgenza?

Premesso che l’urgenza la stabilisce il dottore e non il paziente, in base alle sue capacità e alla sua esperienza, il medico di base deve effettuare la visita domiciliare entro il più breve possibile quando si ravvisa una situazione di emergenza. Se la sua valutazione non è corretta, rischia di dover rispondere del reato di rifiuto di atti d’ufficio [1].

Cosa faccio se sto male di sabato o di domenica?

Il sabato il medico non è tenuto a svolgere attività ambulatoriale, ma è obbligato ad essere reperibile telefonicamente almeno per 2 ore e ad eseguire le visite domiciliari richieste entro le ore 10 dello stesso giorno, nonché‚ quelle, eventualmente non ancora effettuate, richieste dopo la stessa ora del giorno precedente.

Nei giorni prefestivi valgono le stesse disposizioni previste per il sabato, con l’obbligo però di effettuare attività ambulatoriale per i medici che in quel giorno la svolgono ordinariamente al mattino.

La domenica ed i giorni festivi, invece, il paziente è tenuto (e ha il diritto di farlo) a rivolgersi al servizio di guardia medica.

note

[1] Cass. sent. n. 21631/2017 del 04.05.2017.

Autore immagine: 123rf.com


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4 Commenti

  1. Non è vero che il medico di base ha sempre l’obbligo della visita domiciliare: dipende dalla scelta che ha fatto al momento dell’incarico: ovvero se ha per contratto l’obbligo della visita domiciliare oppure no. Meglio essere chiari in queste situazioni e non ingenerare confusione in un servizio che sta andando a rotoli.

    1. Per la chiarezza ,al momento della scelta del medico,l’ASL ti deve informare delle condizioni del medico . e se i pediatrici anno gli stessi obblighi.

  2. certo che i medici di base non si rompono le ossa, e alcuni se li fai venire domicilio nei tempi e nei modi previsti si scocciano pure a meno che no gli allunghi qualche50 €

  3. La professione medica è una missione, ma guai a trovare cavilli giuridici anche in un’attività che richiede notevole impegno e pazienza con la variegata platea di pazienti, oltre ad un continuo aggiornamento professionale. Se si eccede nell’applicazione della legge con puntigliosità, sicuramente ne risentirebbe la serenità di giudizio del medico, con un peggioramento della qualità della prestazione. Lascerei al buon senso, prima che alle norme, la regolamentazione di questa materia, anche perché è nell’interesse del medico accontentare, nei limiti del possibile e coerentemente con il contratto sottoscritto, nonché nel rispetto della normativa vigente, le richieste del paziente; infatti, quest’ultimo potrebbe scegliere un altro medico.

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