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Lo sai che? Vincita gratta e vinci: come tutelarsi?

Lo sai che? Pubblicato il 9 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 febbraio 2018

Come evitare truffe e sapere di non avere giocato un biglietto falso? Quando e come ritirare la vincita in sicurezza) E quanto si paga di tasse?

Hai vinto al gratta e vinci? Complimenti. Sai cosa devi fare per ritirare la vincita? Tra poco te lo spieghiamo. Sai quanto pagherai di tasse sui soldi che porti a casa? Ti diremo anche questo. Ma, soprattutto, sei sicuro di avere veramente vinto e di non essere stato vittima di una truffa, cioè di aver giocato un biglietto autorizzato dai Monopoli dello Stato? Perché il colmo sarebbe che quella benedetta volta che la fortuna ti ha guardato negli occhi il biglietto fosse falso e l’unica cosa che incasseresti sarebbero rabbia e delusione.

In caso di vincita con il gratta e vinci, come tutelarsi? Partiamo proprio dalla verifica del biglietto, prima di spiegare (nel caso fosse quello buono) come incassare il denaro e quanto si paga di tasse.

Gratta e vinci: come tutelarsi in caso di vincita?

La vincita con il gratta e vinci è valida solo se è stato giocato un biglietto autorizzato dai Monopoli dello Stato. Come riconoscerlo e come tutelarsi? C’è da sapere, innanzitutto, che vengono distribuiti dal Consorzio Lotterie Nazionali presso i rivenditori che hanno uno speciale terminale per la validazione della vincita stessa con modalità online (il tabaccaio, l’edicola, l’area di servizio dell’autostrada, il bar) e che, quindi, garantiscono il pagamento immediato e sicuro.

Per ogni tipo di biglietto è previsto l’esatto importo dei premi suddivisa in categorie di vincita (fissate per decreto) e la modalità di pagamento. Quest’ultimo può essere effettuato esclusivamente in denaro e non attraverso buoni-acquisto o altra merce di scambio. Diffidate, dunque, da chi vi propone qualsiasi cosa diversa dai soldi in caso di vincita con il gratta e vinci.

Il biglietto fortunato viene controllato e validato dal terminale online del rivenditore, che dovrà digitare il codice identificativo ed un codice segreto. Il titolare del punto vendita è l’unico soggetto autorizzato ad operare su quel terminale e, quindi, a validare il biglietto vincente presentato dal giocatore. Ecco perché viene richiesto il codice segreto, cioè il Pin: se per tre volte viene introdotto in maniera errata, il sistema si blocca, l’anomalia viene registrata e scatta l’accertamento.

Gratta e vinci: come posso incassare la vincita?

In caso di vincita con il gratta e vinci, il modo di incassare il biglietto fortunato dipende dall’entità della vincita stessa. Nello specifico:

  • fino a 500 euro di vincita, il Gratta e Vinci viene pagato presso qualsiasi punto vendita autorizzato;
  • da 501 a 10.000 euro, è prevista la validazione del biglietto presso una qualsiasi ricevitoria. Questa operazione prevede il pagamento tramite assegno circolare presso un’agenzia della banca Intesa SanPaolo oppure attraverso bonifico bancario o postale. È necessario fare la prenotazione, presentandosi con documento di identità ed, eventualmente, l’Iban presso una ricevitoria. Qui verranno registrati gli estremi del biglietto, i dati del vincitore e la modalità di pagamento scelta dal fortunato giocatore. Al vincitore sarà consegnata una ricevuta di prenotazione che deve essere presentata al momento dell’incasso. Il biglietto fortunato rimane al rivenditore.
  • Per i premi superiori ai 10.000 euro, le vincite vanno chieste all’Ufficio premi Lotterie Nazionali, in viale del Campo Boario 56/D – 00154 Roma. La richiesta può essere fatta con plico raccomandato oppure presso uno sportello della banca Intesa SanPaolo, che provvederà a inoltrare il biglietto nell’ufficio delle Lotterie.

In qualsiasi caso, la vincita deve essere reclamata entro 45 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’avviso di cessazione della lotteria. Cioè dalla data in cui la dea Fortuna ha baciato il vincitore.

Gratta e vinci: quanto viene tassata la vincita?

Dal 1 ottobre 2017, la tassazione applicata alla vincita con il gratta e vinci è passata dal 6% al 12% ma soltanto sulla parte che supera i 500 euro [1]. Significa che se quella volta buona che il giocatore centra una vincita di 2.000 euro, lo Stato festeggerà con lui in questo modo: all’Erario andrà il 12% della differenza tra 500 e 2.000 euro (1.500 euro), quindi incasserà 180 euro, mentre il vincitore porterà a casa 1.820 euro. Una cena a base di pesce e buon vino ci sta, via.

Questo prelievo viene effettuato, oltre che sui gratta e vinci, anche sul Superenalotto, sul Win for Life e sulle videolotterie, mentre non è applicato su Lotteria Italia, poker e casinò online, scommesse, bingo e slot machine.

Cosa rischio se tento di incassare una vincita con biglietto falso?

I modi per «taroccare» i biglietti del gratta e vinci sono cresciuti in modo esponenziale negli ultimi tempi. Anche da parte di alcuni rivenditori senza molti scrupoli ma con enorme avidità che, addirittura, creano dei tagliandi falsi ricomponendo i pezzi di biglietti diversi fino a creare una combinazione vincente.

Ma che succede se una persona si presenta da un rivenditore con un biglietto falso (in modo più o meno inconsapevole) per incassare una vincita? Rischia di finire in galera per truffa? La Cassazione ha detto di no [2]. Esaminando il caso di una donna che ci aveva provato e che era stata condannata in primo grado e in appello, la Suprema Corte ha stabilito che il tentativo della finta giocatrice rispondeva, in realtà, ad un «reato impossibile». Per i giudici di merito, infatti, poiché esistono dei metodi per verificare la validità di un biglietto (ne abbiamo parlato prima) non era possibile che la donna riuscisse ad incassare una vincita con un tagliando falso. Non occorre – scrive la Cassazione sulla sentenza – giudicare «un criterio probabilistico di realizzazione dell’obiettivo criminoso bensì se sussiste la possibilità che da una specifica condotta derivi lo scopo perseguito». Insomma, per quanto ci provi, se gli strumenti di verifica funzionano a dovere un giocatore aspirante truffatore non riuscirà mai a commettere un reato. E se non commette un reato, non può essere punito.

note

[1] Dl n. 50/2017 convertito in legge n. 96/2017.

[2] Cass. pen. Sent. n. 19701/2016.


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