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Adozione di maggiorenne: i limiti di età

27 Gennaio 2018 | Autore:
Adozione di maggiorenne: i limiti di età

Adozione di maggiorenne: il limite di età tra adottante e adottato deve essere rispettato e non può subire eccezioni a differenza della adozione di minori.

Vorrei adottare la figlia maggiorenne della mia compagna con cui convivo da 9 anni; la differenza di età tra noi è di soli 14 anni. Poiché vorrei che un giorno quello che ho costruito vada a lei si può effettuare una deroga ai limiti di età previsti per l’adozione? 

La legge permette l’adozione di maggiorenni solo a chi ha compiuto 35 anni e supera di almeno di 18 anni l’età della persona che intende adottare [1].

Età minima fra adottante e adottato: deroghe possibili?

Ora, circa il problema se, rispetto al suddetto limite di età siano o meno ammissibili eccezioni, si è pronunciata la Corte costituzionale [2] in merito al caso di un uomo senza figli che aveva chiesto l’adozione (negatagli dal Tribunale) del figlio maggiorenne della moglie senza che ricorressero i limiti di età tra adottante e adottato previsti dalla legge.

In particolare, la Consulta ha chiarito che, nel decidere sull’adozione di persona maggiorenne, il giudice non ha il potere di ridurre il limite di diciotto anni di età stabilito dal codice civile .

Divieto questo che, secondo i giudici costituzionali, è da applicarsi per il magistrato anche al ricorrere di gravi motivi o circostanze eccezionali riguardanti diritti inviolabili della persona attinenti alla sua identità personale e al riconoscimento giuridico di legami familiari naturali (di sangue).

Adozione di maggiorenne e di minorenne: diversi i criteri per il limite di età

Sotto questo profilo appare evidente – si legge nella stessa sentenza – la maggior rigidità della disciplina sull’adozione di maggiorenni rispetto a quella prevista per l’adozione di minori; adozione quest’ultima dove, al contrario, l’obiettivo primario è quello di garantire al minore un «ambiente familiare stabile e armonioso» e gli adottanti, nell’assumersi la responsabilità dell’educazione dell’adottato, «divengono titolari dei poteri e dei doveri che caratterizzano la posizione dei genitori nei confronti dei figli».

Cosa questa che non può dirsi, invece, riguardo ai maggiorenni, la cui adozione non comporta l’automatico l’instaurarsi e permanere della convivenza familiare e non determina la soggezione del figlio alla potestà (ora responsabilità) del genitore adottivo, il quale non assume, tramite l’adozione, l’obbligo di mantenere, istruire ed educare il figlio.

In conclusione, alla luce della legge e della successiva sentenza chiarificatrice della Corte Costituzionale, deve intendersi inderogabile il limite della differenza minima di 18 anni d’età tra adottante e adottato necessaria per l’adozione di un maggiorenne; e ciò, anche se l’aspirante adottante è coniugato con il genitore naturale del maggiorenne che vorrebbe adottare (circostanza questa che non ricorre neppure nel caso del lettore).

Tale inderogabilità, al contrario, non deve intendersi valevole anche rispetto alla adozione di minori, in ragione – specificano i giudici – «del raccordo tra l’unità familiare e l’ineliminabile momento formativo ed educativo che caratterizza lo sviluppo della personalità del minore in una famiglia e che solo quella famiglia può assicurare».

Tenuto conto, comunque, del motivo che spinge il lettore a voler effettuare tale adozione (quella che un giorno quello che ha costruito vada alla ragazza) certamente il divieto di adozione non gli impedisce in alcun modo di fare un testamento (meglio se dinanzi ad un notaio) che, nel rispetto delle quote spettanti per legge ai suoi familiari, preveda un congruo lascito alla figlia della sua compagna.


note

[1] Art. 291 cod. civ.

[2] C. Cost.,ord. n. 83/01 del 23.03.2001.


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