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Che rischia chi circola senza assicurazione

31 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Dicembre 2018



Aumento delle sanzioni e decurtazioni dei punti se si va in giro senza la copertura assicurativa obbligatoria. 

Auto mia, quanto mi costi! Certo, è un mezzo molto importante per la nostra vita, perché ci permette di muoverci, viaggiare in lungo e in largo, raggiungere il posto di lavoro, un figlio o una figlia lontani, il fidanzato o la fidanzata, ci dà finalmente la possibilità di essere indipendenti. A volte però a che prezzo! Una volta comprata l’auto dei nostri sogni, ci sono le rate con cui fare i conti ogni mese, e poi la benzina, il bollo auto, qualche pezzo da cambiare trascorso qualche annetto, l’assicurazione. A proposito, vi siete ricordati di rinnovare l’assicurazione? Se no, fatelo subito, perché potrebbe costarvi caro. Diciamo solo che forse stipulare o rinnovare l’assicurazione potrebbe costarvi meno delle sanzioni a cui andrete incontro non facendolo. Oltre al prezzo che dovrete pagare in caso di incidente o qualsiasi altra sventura al volante o in sella.

Vediamo in concreto a cosa serve, perché è obbligatoria e che rischia chi circola senza assicurazione.

Cos’è l’assicurazione auto obbligatoria

Sentiamo sempre nominarla con l’acronimo Rca, che esteso si traduce con Responsabilità civile auto: è un contratto che viene stipulato tra noi e una compagnia assicurativa nel momento in cui compriamo una macchina. Lo dobbiamo fare perché guidare su strada espone noi e gli altri a enormi (o anche piccoli) pericoli. Per questo ci viene chiesto di assicurare il nostro mezzo con l’Rca, la polizza che copre i danni che involontariamente causiamo agli altri quando usiamo la nostra auto.

I costi di queste assicurazioni possono variare a seconda delle compagnie scelte, a seconda dei servizi offerti e anche in base alle nostre condizioni: classe di merito, età del conducente, anni dell’automobile, tipi di veicolo, anzianità di patente e di guida. Il prezzo finale della nostra assicurazione dipenderà da tutti questi fattori.

Non solo le auto però. La legge impone di assicurare tutti i veicoli a motore che circolano sulle strade. Se quindi abbiamo uno scooter o una moto, varrà la stessa regola: assicureremo il nostro ciclomotore con una Rc moto, che coprirà i danni causati agli altri mentre sfrecciamo come Valentino Rossi sui tornanti di montagna o – più semplicemente – nelle strade di città.

Assicurazione bonus/malus: come funziona? 

Diciamo che la formula assicurativa utilizzata più spesso è quella bonus/malus. Meno incidenti facciamo più la nostra classe sale e più il prezzo della nostra assicurazione scende. Funziona così: ci sono diverse classi di merito (sulle quali una compagnia gode di un certo margine); la compagnia in fase di rinnovo annuale dell’assicurazione va a vedere se abbiamo causato incidenti o danni. Se lo abbiamo fatto, la nostra classe aumenta di due punti e il premio da pagare aumenterà, se invece siamo ottimi guidatori e non abbiamo provocato danni, percepiamo un bonus, cioè la nostra classe diminuisce di un punto e il nostro premio da pagare sarà più basso. Viene valorizzata in pratica la virtuosità alla guida.

Cosa copre

La nostra Rca copre i danni fisici o materiali che, in caso di incidente, provochiamo con il nostro veicolo ad altre persone o cose, quindi sotto la nostra responsabilità involontaria. La compagnia comunque risarcisce solo se il danno provocato è accidentale e involontario. La copertura vale anche se provochiamo incidenti e danni in uno degli stati parte dell’Unione europea (secondo le norme degli Stati stessi).

La formula base invece non protegge per danni al conducente stesso dell’auto assicurata. Per avere anche questa copertura è opportuno inserire una polizza ‘infortuni al conducente’ (che non è obbligatoria).

I massimali

La copertura in caso di danni non è illimitata. Ci sono dei massimali stabiliti per legge: cioè gli importi massimi che la compagnia assicurativa deve pagare in caso di incidente.  Qualora il valore del danno superasse questi limiti, il conducente dovrà versare la differenza, a copertura dell’intero danno. La legge [1] ci dice che questi sono gli importi massimi risarcibili dalle Compagnie:

6 milioni di euro per i danni provocati alle persone

1,22 milioni di euro per i danni provocati alle cose

Quando è obbligatoria

Per capire che rischia chi circola senza assicurazione, dobbiamo andare a vedere in quali situazioni l’Rc auto obbligatoria. Milioni di italiani che circolano su strada con auto e moto sono potenzialmente un pericolo ambulante. Ecco perché l’assicurazione Rc auto è sempre obbligatoria per legge [2].

Che rischio se circolo senza assicurazione? 

Se l’Rca auto è per legge obbligatoria, diventa chiaro che andremo incontro a sanzioni nel caso in cui venissimo pescati da un controllo senza assicurazione. È importante quindi farsi rilasciare e tenere sempre con noi, quando guidiamo, il certificato di assicurazione: il documento in cui sono inseriti il nominativo della persona che ha stipulato il contratto assicurativo, la residenza, la targa del veicolo e il tipo di veicolo. Questa è la prova regina che permette di capire se abbiamo stipulato l’Rc auto oppure no. Veniamo al punto: che rischia chi circola senza assicurazione?

Di norma 30 giorni prima della scadenza dell’Assicurazione, la nostra Compagnia assicurativa ci contatta e ci avvisa. Non è più lecito infatti il tacito rinnovo, per cui una volta scaduta la polizza, sta a noi rinnovarla entro il termine esatto. Se non lo facciamo e, durante un controllo, viene fuori che abbiamo l’assicurazione scaduta, siamo nei guai. Ma non subito.

Esiste un periodo di tolleranza di 15 giorni dalla scadenza del contratto, durante i quali possiamo circolare per strada, restando comunque coperti dalla polizza. Entro questo periodo però dobbiamo correre a rinnovare la nostra assicurazione, perché una volta terminato, non siamo più coperti dalla polizza, il nostro veicolo non può circolare e ci aspettano severe sanzioni.

Nel dettaglio, il Codice della strada prevede una sanzione da 849 a 3.396 euro. Tuttavia, una recente legge [3] aggrava la situazione di chi non ha rinnovato l’assicurazione perché modifica la riduzione contemplata dal Codice quando la multa viene pagata entro 15 giorni oppure quando il veicolo viene demolito dopo la violazione: non più una riduzione di tre quarti ma soltanto della metà. In altre parole, non si pagherà solo il 25% della sanzione ma il 50%.

Se l’automobilista è recidivo e si fa sorprendere per ben due volte senza assicurazione nell’arco di due anni, la nuova legge introduce una sanzione da 1.698 a 6.792 euro e la sospensione della patente da uno a due mesi.

Non è finita. Se l’automobilista paga la sanzione in forma ridotta e si paga il premio dell’assicurazione per almeno 6 mesi, l’auto che era priva di copertura non viene restituita subito al proprietario ma resta in fermo amministrativo per 45 giorni dalla data in cui è stata pagata la multa. Da sottolineare che il proprietario dovrà pagare le spese di prelievo, trasporto e custodia sostenute per il sequestro e per il fermo.

Calma, che ce n’è ancora: la nuova normativa prevede anche la decurtazione di 5 punti dalla patente.

Per ottenere il dissequestro del veicolo è, comunque, necessario:

  • pagare la multa entro 60 giorni
  • pagare il premio dell’assicurazione per almeno sei mesi
  • pagare tutte le spese di trasporto e custodia del mezzo.

Che rischio in caso di incidente?

Mettiamo lo sfortunato caso in cui provochiamo un incidente proprio mentre siamo senza assicurazione. C’è una buona e una cattiva notizia:

La buona: se l’incidente avviene durante i 15 giorni di tolleranza (dalla scadenza del contratto), siamo comunque coperti dalla polizza e quindi la nostra Assicurazione risarcirà i danni che abbiamo provocato a cose o persone terze.

La cattiva: se l’incidente avviene dopo il periodo di tolleranza, saremo noi a dover risarcire i danni che abbiamo provocato: o di tasca nostra oppure la vittima si può rivalere su un Fondo di garanzia statale per le vittime della strada, che la risarcirà (sopra i 500 euro). Questo Fondo poi si rivarrà su di noi. Insomma, non è certo una situazione conveniente.

note

[1] Art. 128 D.lgs n. 209 del 2005 (Codice delle Assicurazioni private, come modificato da d.lgs n. 198 del 2007 in attuazione alla V Direttiva Ce)

[2] Art. 1 legge n. 990 del 24 dicembre 1969

[3] Art. 193 del Cod. str.


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