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Come non pagare il Canone Rai per la seconda casa

1 gennaio 2018


Come non pagare il Canone Rai per la seconda casa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 gennaio 2018



Coniugi con stessa residenza o con residenze diverse: cosa devono fare marito e moglie per non pagare due volte il Canone Rai?

Hai saputo che, dal 2016, il Canone Rai viene riscosso con un addebito automatico sulla bolletta della luce, una riforma voluta per combattere l’elevata evasione che tale imposta ha da sempre registrato. Di recente però sei diventato proprietario di una seconda casa e, anche per questa – come per la prima – hai attivato un contratto per l’energia elettrica. Temi perciò che la società fornitrice possa accollarti di nuovo l’abbonamento tv, una cosa illegittima perché – come ben sai – il versamento del Canone Rai è dovuto una sola volta, a prescindere dal numero di immobili e/o dal numero di televisioni di cui è proprietario il contribuente. Perciò ti chiedi come non pagare il Canone Rai per la seconda casa. In questo articolo ti spiegheremo come fare, illustrando sia l’ipotesi in cui intestatario della luce sia tu, sia l’ipotesi in cui invece l’utenza sia intestata a un familiare convivente.

Quante volte bisogna pagare il Canone Rai?

Prima però di spiegare come non pagare il Canone Rai per la seconda casa ricordiamo come e quando avviene l’addebito dell’imposta sulla bolletta della luce.

Il Canone Rai è dovuto una sola volta per nucleo familiare. Il canone Rai deve essere pagato una sola volta per ogni famiglia anagrafica, a prescindere dal numero di abitazioni possedute dai suoi membri, dal numero di contratti di fornitura di energia elettrica e dal numero di televisioni presenti nel (o negli) immobile/i. Se più di un componente della stessa famiglia anagrafica è titolare di un contratto della luce (ad esempi marito e moglie), il canone è dovuto quindi una sola volta; ma per evitare il doppio balzello sulla bolletta, uno degli intestatari della luce (è indifferente chi sia, per cui le parti possono mettersi d’accordo tra loro) dovrà inviare l’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate, compilando il Quadro B del modello di dichiarazione sostitutiva.

Ai fini della definizione di famiglia anagrafica rileva la certificazione del Comune competente. In particolare, il Regolamento Anagrafico della Popolazione Residente prevede che i soggetti effettuino dichiarazioni anagrafiche quali la costituzione di nuova famiglia o di nuova convivenza, mediante apposita “modulistica per effettuare le dichiarazioni anagrafiche” predisposta dal Dipartimento Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno ed adottata da ogni Comune.
Agli effetti anagrafici, per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune (unico nucleo familiare); una famiglia anagrafica può essere costituita da una sola persona.

Quindi riassumendo, nell’ambito della stessa famiglia anagrafica, i soggetti conviventi pagano una sola volta il Canone Rai, anche se sono proprietari di più immobili, se per ognuno di questi vi è un autonomo contratto della luce e se sono presenti più apparecchi televisivi.

Seconda casa: luce intestata al proprietario della prima casa

La prima ipotesi che viene in rilievo è quella di un contribuente che sia, nello stesso tempo, proprietario di due case e abbia sottoscritto, per entrambe, un autonomo contratto della luce. Le due utenze sono quindi entrambe a lui intestate. In tal caso si paga una sola volta il Canone Rai.

Difatti, all’atto della sottoscrizione di un’utenza elettrica, la società fornitrice chiede al contribuente se si tratta dell’abitazione principale – quella cioè di residenza – o meno. Solo nel primo caso, le bollette da gennaio a ottobre vengono maggiorate con le rate del Canone Rai (attualmente si tratta di 10 rate da 9 euro ciascuna). Invece, se l’immobile viene dichiarato come «seconda casa» l’addebito non viene effettuato. Ciò elimina quindi il problema in origine. Difatti, almeno in teoria, non dovrebbero mai verificarsi ipotesi in cui una persona, titolare di due case, subisca l’addebito del Canone Rai per entrambe. Sarà direttamente la società elettrica – senza bisogno di segnalazioni o dichiarazioni apposite del contribuente – ad astenersi dall’effettuare un secondo balzello se l’utenza serve non la “prima casa” ma le altre.

Anche se la società della luce per la seconda casa dovesse essere diversa da quella di residenza, ha comunque la possibilità di affacciarsi a una banca dati pubblica ove verificare se il contribuente è già “tassato” o meno; con la conseguenza che, in presenza di un addebito già in corso allo stesso soggetto, la seconda utenza non dovrà subire l’aggravio dell’abbonamento tv.

Ciò non toglie tuttavia che potrebbero verificarsi degli errori negli addebiti o che l’immobile sia intestato al coniuge e, per questi, costituisca «prima casa». Difatti i coniugi possono avere due residenze diverse pur rientrando nello stesso nucleo familiare. Come fare in tali ipotesi? Le vedremo singolarmente.

Seconda casa: luce non intestata al proprietario della prima casa

Vediamo ora che succede se i proprietari delle due case sono soggetti diversi legati però da vincoli di parentela. Per semplicità prenderemo a riferimento l’ipotesi più ricorrente: quella di marito e moglie. Immaginiamo quindi che il marito sia proprietario di una casa e che abbia attivato un contratto della luce; nello stesso tempo la moglie è titolare di un’altra casa e anche lei, a proprio nome però, abbia firmato per quest’altro immobile un diverso contratto della luce. Come non pagare il Canone Rai sulla seconda casa? In realtà la soluzione dipende dalla residenza dei due soggetti: difatti se la residenza è la stessa, il Canone va pagato una sola volta mentre se la residenza è differente il Canone va pagato due volte. Vediamo meglio le due ipotesi.

Coniugi con stessa residenza 

Se marito e moglie sono ciascuno dei due proprietari di una casa ma hanno mantenuto la residenza comune, il Canone Rai è dovuto solo sull’abitazione principale. Per cui, se per la seconda casa la moglie ha sottoscritto un contratto dell’energia elettrica, non è tenuta a pagare l’abbonamento tv. Perché ciò avvenga però deve inviare una autocertificazione all’Agenzia delle Entrate, tramite il modello apposito, con cui dichiara che il Canone Rai è già pagato da un componente della famiglia anagrafica (il marito). In particolare va compilato il quadro B («Dichiarazione sostitutiva di presenza di altra utenza elettrica per l’addebito»).

Coniugi con residenza diversa

Diverso è il caso se i coniugi hanno residenza diversa, per cui la seconda casa è, in realtà, la «prima casa» per l’intestatario: in tal caso sono dovuti due autonomi pagamenti del Canone Rai: uno per ciascun coniuge.

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