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Lo sai che? Incassare un assegno: quali cautele

Lo sai che? Pubblicato il 1 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 aprile 2018

Cosa verificare quando si riceve un assegno bancario o postale per evitare problemi al momento dell’incasso.

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Chi riceve un assegno (in gergo tecnico si chiama «prenditore») deve osservare una serie di cautele per ridurre il rischio di non vedersi accreditare, sul proprio conto corrente (bancario o postale) le somme di denaro dovute dal debitore. La banca può infatti rifiutare il pagamento qualora l’assegno sia privo di alcune informazioni oppure quando presenti alterazioni che ne rendono incerta la veridicità [1]. In questo articolo cercheremo di indicare, in modo sintetico, quali cautele per incassare un assegno è necessario seguire onde evitare di dover poi essere costretti a una procedura giudiziale di recupero crediti (si ricorda che l’assegno è, comunque, un titolo esecutivo e, come tale, consente il pignoramento immediato dei beni del debitore quando il titolo sia risultato “scoperto”).

Assegno: cosa controllare

In particolare, il beneficiario deve controllare che l’assegno:

  • sia compilato in tutte le sue parti (data e luogo di emissione, importo, firma): l‘importo va indicato due volte, una volta in cifre, l’altra in lettere; quest’ultimo valore prevale in caso di discordanza. L’importo deve comprendere anche due decimali, da riportare dopo la virgola in quello in cifre (ad esempio, € 500,20), dopo una barra in quello in lettere, ma sempre in forma numerica (ad esempio, € Cinquecento/20). La firma deve essere apposta manualmente, comprensiva di nome e cognome, nell’apposito spazio;
  • riporti il nome e cognome del beneficiario;
  • riporti la clausola “non trasferibile”: la clausola “non trasferibile” è obbligatoria per trasferimenti pari o superiori a 1.000 euro. Per questo motivo, gli assegni sono emessi con l’indicazione prestampata della clausola “non trasferibile” salvo esplicita richiesta contraria del cliente;
  • non rechi una data diversa da quella effettiva di emissione; la data successiva (assegno post-datato) può presupporre la mancanza di denaro sul conto corrente di chi l’ha emesso; l’indicazione di una data antecedente all’emissione (assegno retro-datato) riduce il termine utile per la presentazione all’incasso, la cui scadenza non permette di tutelarsi in caso di mancato pagamento dell’assegno;
  • non presenti abrasioni, che potrebbero indicare tentativi di correzione o alterazione delle somme che intendeva pagare chi l’ha emesso (e quindi tentativi di falsificazione);
  • non sia mancante di un angolo dal momento che, una volta che l’assegno è incassato, è uso che la banca tagli un angolo per evitare che assegni già pagati vengano di nuovo utilizzati.

Caratteristiche dell’assegno

L’assegno è uno strumento di pagamento sostitutivo del denaro contante:

  • pagabile “a vista”: può cioè essere pagato dalla banca del cliente che ha emesso l’assegno al momento della presentazione del titolo
  • il beneficiario può trasferirlo ad altre persone. La circolazione dell’assegno deve rispettare certe formalità; in particolare, deve avere la “girata” e cioè la firma apposta sul retro dell’assegno da parte del beneficiario e di eventuali altri giranti; se invece l’assegno è al portatore, la circolazione può avvenire mediante semplice consegna (è per questo che è sempre bene indicare il beneficiario).

Come si incassa un assegno

L’assegno deve essere presentato per l’incasso entro un certo numero di giorni dalla data di emissione: otto giorni quando il comune di emissione è lo stesso di quello di pagamento (su piazza); quindici giorni se pagabile “fuori piazza” (in altro comune rispetto a quello di emissione).

Trascorsi gli 8 o i 15 giorni, colui che ha emesso l’assegno può ordinare alla banca di non effettuare più il pagamento e viene meno la possibilità di attivare una serie di misure a protezione del beneficiario previste dalla legge in caso di mancato pagamento dell’assegno; la più importante è il “protesto”, che consente di agire per via giudiziaria al fine di ottenere la somma dovuta.

Assegno con girata

Il trasferimento dell’assegno mediante “girata” consente il pagamento a persona diversa dal beneficiario originario. La girata non può subordinare il pagamento ad alcuna condizione o riferirsi a una parte dell’importo dell’assegno e può essere apposta solo se il titolo è privo della clausola non trasferibile (e quindi di importo inferiore a 1.000 euro). In caso contrario l’assegno è pagabile solo al beneficiario e non anche ai successivi possessori.

note

[1] Fonte: Banca d’Italia.


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