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Impresa familiare: qual è il regime fiscale?

10 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 febbraio 2018



Come si stabilisce il reddito delle imprese familiari ai fini delle imposte: i chiarimenti della Cassazione.

Il testo unico delle imposte sui redditi [1] stabilisce qual è il regime fiscale da applicare alle imprese familiari, ai fini del calcolo delle imposte sul reddito di impresa e sui redditi dei familiari partecipanti.

Regime fiscale impresa familiare

I redditi delle imprese familiari sono imputati, limitatamente al 49% dell’ammontare risultante dalla dichiarazione dei redditi dell’imprenditore, a ciascun familiare che abbia prestato in modo continuativo e prevalente la sua attività di lavoro nell’impresa, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.

Questo regime fiscale si applica a condizione che:

  1. i familiari partecipanti all’impresa risultino nominativamente, con l’indicazione del rapporto di parentela o di affinità con l’imprenditore, da atto pubblico o da scrittura privata autenticata anteriore all’inizio del periodo di imposta, recante la sottoscrizione dell’imprenditore e dei familiari partecipanti;
  2. la dichiarazione dei redditi dell’imprenditore rechi l’indicazione delle quote di partecipazione agli utili spettanti ai familiari e l’attestazione che le quote stesse sono proporzionate alla qualità e quantità del lavoro effettivamente prestato nell’impresa, in modo continuativo e prevalente, nel periodo di imposta;
  3. ciascun familiare attesti, nella propria dichiarazione dei redditi, di aver prestato la sua attività di lavoro nell’impresa in modo continuativo e prevalente.

Per familiari si intendono, ai fini delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

Accertamento impresa familiare: litisconsorzio necessario?

In sintesi, dunque, ai fini dell’applicazione del regime fiscale proprio dell’impresa familiare occorre, come ribadito dalla Cassazione [2]:

  • l’indicazione, nella dichiarazione dei redditi dell’imprenditore, delle quote attribuite ai singoli familiari e l’attestazione che le stesse sono proporzionate alla qualità e quantità del lavoro effettivamente prestato nell’impresa in modo continuativo e prevalente;
  • l’attestazione di ciascun partecipante, nella propria dichiarazione, di aver lavorato per l’impresa familiare in modo continuativo e prevalente;
  •  l‘indicazione nominativa dei familiari partecipanti all’attività di impresa, risultante da atto pubblico o scrittura privata autenticata anteriore all’inizio del periodo d’imposta, regolarmente sottoscritti dall’imprenditore e dai familiari.

Il 49% del reddito risultante dalla dichiarazione dell’imprenditore è imputato ai familiari che abbiano prestato in modo continuativo e prevalente la loro attività di lavoro nell’impresa, proporzionalmente alla rispettiva quota di partecipazione agli utili. Peraltro, il dato letterale della disposizione (che fa riferimento alla dichiarazione dell’imprenditore) sembrerebbe escludere che siano riconducibili nel perimetro normativo anche i redditi emersi a seguito di accertamento condotto nei confronti dell’imprenditore [3].

Se manca una delle condizioni sopra riportate, non si può parlare di impresa familiare e i familiari collaboratori non sono contitolari dell’impresa: i loro redditi sono redditi di puro lavoro, non assimilabili a quello di impresa.

La natura individuale dell’impresa familiare e la rilevanza della posizione degli altri familiari – che prestano la loro collaborazione e il loro apporto sul piano lavorativo – esclusivamente nei rapporti interni esclude, peraltro, che sia configurabile una ipotesi di litisconsorzio necessario nell’ipotesi di impugnazione dell’avviso di accertamento del maggior reddito notificato all’imprenditore.

La Cassazione ha infatti affermato il seguente principio di diritto: «Nel giudizio di impugnazione avverso l’avviso di accertamento concernente la rettifica del reddito di un’impresa familiare non sussiste il litisconsorzio necessario tra il titolare dell’impresa familiare e i familiari che vi collaborano».

note

[1] Art. 5, c. 4, DPR n. 917/1986.

[2] Cass. ord. n. 30842 del 22.12.2017.

[3] Cass. sent. n. 2472/2017.


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