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Lo sai che? Bollo auto: calcolo delle sanzioni

Lo sai che? Pubblicato il 30 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 marzo 2018

Bollo auto scaduto: come sapere se è stato pagato e quali sanzioni si applicano.

Il bollo auto è tra le più evase dagli italiani, di proposito o per pura dimenticanza. È bene però sapere quali sono le conseguenze del mancato o tardivo pagamento. In caso di mancato pagamento del bollo auto alle rispettive scadenze, la Regione competente o l’Agenzia delle Entrate (per le regioni Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Marche, Sardegna e Sicilia) addebitano una sanzione pecuniaria in percentuale dell’importo dovuto per la tassa, oltre agli interessi di mora. Vediamo quando va pagato il bollo auto e come avviene il calcolo delle sanzioni per i pagamenti oltre la scadenza.

Bollo auto: quando si paga?

Il bollo auto è una tassa annuale e va rinnovata prima di ogni scadenza. In particolare il pagamento deve essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza. Ad esempio, la scadenza è fissata a gennaio, il bollo va pagato entro il 28 febbraio. Solitamente, i sistemi di pagamento online impediscono di pagare la tassa in anticipo, informando l’utente che il bollo precedente è ancora in corso di validità.

Per i veicoli la cui tassa è scaduta a dicembre dell’anno precedente, la prima scadenza disponibile è quella del 31 gennaio. Quando l’ultimo giorno del mese cade di sabato o in giorno festivo, il termine è prorogato al primo giorno lavorativo successivo.

Per i motocicli, il pagamento deve essere effettuato nei mesi di febbraio o di agosto di ogni anno.

Come sapere se il bollo è stato pagato o è scaduto

Per sapere se il bollo auto è stato scaduto o sta per scadere, è possibile:

  • effettuare una verifica presso l’Agenzia delle Entrate qualora la regione di interesse sia Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Sicilia, Val d’Aosta: è possibile controllare on line tramite il seguente link;
  • in tutte le altre Regioni, è possibile effettuare una ricerca presso il sito istituzionale regionale, qualora sia disponibile l’apposito applicativo;
  • utilizzare lo strumento di calcolo del bollo auto sul sito dell’Aci che segnala i pagamenti già effettuati.

Calcolo sanzioni per bollo auto

In caso di mancato pagamento del bollo auto, vengono applicate delle sanzioni rapportate al periodo di ritardo. È infatti possibile sfruttare il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni.

Ecco come si calcolano le sanzioni per mancato pagamento del bollo auto:

  • pagamento entro 14 giorni: sanzione pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo, oltre interessi legali;
  • pagamento dal 15° al 30° giorno: sanzione pari all’1,5% dell’importo originario della tassa automobilistica oltre interessi legali;
  • pagamento dal 31° al 90° giorno: sanzione pari all’1,67% dell’importo originario della tassa automobilistica oltre interessi legali;
  • pagamento dal 91° giorno a 1 anno: sanzione pari al 3,75% dell’importo originario della tassa automobilistica oltre interessi legali;
  • pagamento oltre 1 anno: sanzione pari al 30% della tassa dovuta oltre gli interessi moratori da calcolare per ogni semestre di ritardo.

Non esiste, dunque, una misura fissa della sanzione, essendo quest’ultima in percentuale dell’importo della tassa (variabile in base alla potenza in KW del veicolo) e in proporzione al ritardo nel pagamento.

Cosa succede se non si paga il bollo auto

In caso di mancato pagamento oltre un anno dalla data di scadenza, il bollo auto può essere riscosso coattivamente dalla Regione o dall’Agenzia delle Entrate, tramite affidamento del recupero del credito all’agente della riscossione. In tal caso al contribuente sarà notificata una cartella di pagamento nella quale, all’importo originario della tassa automobilistica, saranno aggiunte le sanzioni, gli interessi di mora e gli oneri di riscossione.

Se il contribuente non procede neppure al pagamento della cartella esattoriale, l’agente della riscossione può procedere con l’iscrizione del fermo amministrativo del veicolo (previa notifica dell’apposito preavviso) o con l’espropriazione forzata (pignoramento).


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