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Chi ha diritto all’Ape sociale?

2 Aprile 2017 | Autore:
Chi ha diritto all’Ape sociale?

Cos’è l’Ape sociale? E chi avrà diritto a riceverla? La lista dei lavori ammessi all’agevolazione, le finestre temporali previste, le critiche alla misura.

L’Ape sociale non è altro che sussidio pensionistico previsto dalla Legge di Bilancio 2016 a cui hanno diritto i lavoratori in condizioni di disagio, e senza che questi ultimi affrontino dei costi. È a carico dello Stato e, per usufruirne, bisogna rispettare le finestre temporali in cui è possibile presentare la domanda.

Primo requisito per ottenere l’Ape sociale: l’età

L’ottenimento dell’agevolazione sarà innanzitutto subordinato a una graduatoria che viene elaborata in base all’età anagrafica: tra chi ha tutti i requisiti, infatti, verrà privilegiato il più anziano.
Lo hanno spiegano i tecnici del ministero del Lavoro vicini al dossier, evidenziando le finestre temporali da rispettare.

Le finestre temporali dell’Ape sociale

Con riferimento alle tempistiche di presentazione della richiesta di accesso al beneficio, le domande potranno essere presentate a partire dal primo maggio, mentre le finestre d’uscita per quest’anno sono state fissate a giugno e a novembre.

L’Ape sociale per i lavori gravosi

Al momento, sulla questione c’è ancora da chiarire la questione degli anni continuativi di contributi versati in caso di lavori gravosi. Necessitano 63 anni di età e 36 di contributi, e il decreto dovrebbe confermare i 6 anni. I sindacati, tuttavia, chiedono che vengano considerati 6 anni sugli ultimi otto. Le categorie di lavoratori “gravosi” prese in considerazione sono undici:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Le critiche all’Ape sociale

Le prime parole negative sono arrivate dalla sindacalista Susanna Camusso che ha evidenziato come la precedenza data in base all’età favorisca solo la volontà del Governo Gentiloni di risparmiare, preoccupandosi solo in parte delle vere necessità di lavoratori.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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