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Biglietto autobus con orario scaduto per il traffico: rischio multa?

25 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 febbraio 2018



Il biglietto dell’autobus scaduto è considerato biglietto non valido o irregolare: non è possibile evitare la multa, salvo casi eccezionali.

Se la legge non ammette ignoranza, i regolamenti di trasporto non ammettono giustificazioni per la mancanza di un biglietto valido. Ogni passeggero dell’autobus deve possedere un titolo di viaggio valido, cioè acquistato e obliterato, da utilizzarsi per il tempo consentito e indicato nel titolo stesso (60 minuti, 100 minuti ecc.).

La mancata obliterazione del biglietto così come l’utilizzo di un biglietto scaduto non possono essere in alcun modo giustificate sicché, in caso di verifica da parte del controllore, non è possibile tentare di evitare la multa adducendo scuse legate al veicolo troppo pieno oppure al traffico.

È infatti onere del viaggiatore verificare di possedere un valido titolo di viaggio e controllare l’orario; qualora il biglietto sia scaduto, anche se per causa non imputabile al titolare (per esempio per l’eccessivo traffico cittadino e l’imprevedibile allungamento della durata del viaggio), è come non averlo mai avuto.

Certamente, in alcuni casi, gravi ed eccezionali, il buon senso del controllore dovrebbe escludere la multa. Si pensi all’ipotesi in cui a quasi tutti i passeggeri del mezzo scada il biglietto a causa di un imprevedibile ed esagerato allungamento della durata di percorrenza e siano impossibilitati, perché già in viaggio, a riacquistare un nuovo ticket. In un caso del genere, dovrebbe venir meno la rigidità sanzionatoria (causa di forza maggiore).

Regole biglietto autobus

Non esistono regole generali per disciplinare le condizioni di viaggio e la validità del biglietto. Le regole specifiche sono infatti contenute nei contratti conclusi con l’azienda di trasporto e nelle condizioni generali di trasporto.

Ogni qualvolta si acquista un titolo di viaggio si conclude un contratto di trasporto, accettando le condizioni generali predisposte dall’azienda e costituenti parte integrante dello stesso. Le parti del rapporto negoziale, passeggero da un lato e azienda dall’altro, hanno reciproci obblighi e diritti, il cui inadempimento comporta l’intervento del potere sanzionatorio.

A prescindere dalle regole specifiche previste dai singoli contratti, è possibile individuare, come indicato in premessa, i principali e notori obblighi dei passeggeri, tra cui il possesso del titolo di viaggio valido.

Solo per ragioni di comodità espositiva e per comprendere cosa si intende per “titolo di viaggio valido” prendiamo come esempio le condizioni generali di trasporto dell’Atac (Azienda per la mobilità a Roma).

Esempio condizioni generali di trasporto

Le condizioni generali di trasporto dell’Atac prevedono che, per essere ammessi al trasporto, gli utenti devono munirsi di titolo di viaggio, intendendosi per tale il documento che dimostra l’avvenuto pagamento del prezzo, obliterarlo nei casi previsti e conservarlo fino alla durata del viaggio.

Il viaggiatore è tenuto a controllare l’esattezza della data e dell’orario di convalida.

Il semplice acquisto del titolo di viaggio comporta la piena accettazione delle condizioni e normative relative al trasporto.

In particolare l’utente è tenuto ad attenersi scrupolosamente all’obbligo della compilazione dei titoli di viaggio ove è prevista la personalizzazione.

Il viaggiatore sprovvisto di valido titolo di viaggio è soggetto al pagamento della tariffa prevista per l’intera corsa oltre alla sanzione amministrativa da Euro 100,00 ad Euro 500,00, sanzione ridotta a Euro 50,00 in caso di pagamento contestuale.

E’ da considerarsi come sprovvisto di titolo di viaggio il viaggiatore munito di biglietto irregolare, o di una tratta inferiore a quella prevista, di un titolo non convalidato o convalidato più volte, o in possesso di un titolo personalizzato senza il necessario documento di identità.


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