Diritto e Fisco | Articoli

Si può avere una doppia residenza in Italia?

25 Febbraio 2018 | Autore:
Si può avere una doppia residenza in Italia?

Non si può avere una doppia residenza ma si può avere un domicilio diverso dalla residenza anagrafica.

La doppia residenza in Italia non è ammessa in quanto ammetterla significherebbe riconoscere due dimore abituali della stessa persona, il che, a meno che non si abbia il dono dell’ubiquità, è di fatto impossibile.

La residenza è infatti definita dalla legge come il luogo in cui la persona ha la dimora abituale. È però possibile che il cittadino abbia la residenza in un luogo e il domicilio in un altro.

Residenza

Come anticipato, la residenza coincide con il luogo in cui la persona ha la dimora abituale. La fissazione della propria residenza (residenza anagrafica) in un determinato Comune comporta una serie di conseguenze rilevanti dal punto di vista giuridico, tra cui:

  • l’iscrizione alla lista elettorale di quel determinato Comune;
  • la scelta del medico di famiglia;
  • gli adempimenti da svolgere in caso di matrimonio;
  • la ricezione di raccomandate o di atti giudiziari;
  • la competenza dei tribunali e degli uffici giudiziari in generale;
  • la ricezione di certificati anagrafici;
  • la possibilità di accedere ai servizi demografici del proprio Comune.

Chi cambia città o indirizzo, trasferendovisi in modo stabile, deve comunicarlo all’Ufficio Anagrafe entro 20 giorni dal trasferimento. L’Ufficiale d’Anagrafe effettua l’iscrizione anagrafica nei due giorni lavorativi successivi alla dichiarazione e successivamente provvede ad accertare la sussistenza dei requisiti previsti.

Gli effetti giuridici delle iscrizioni anagrafiche hanno inizio dalla data di presentazione della dichiarazione. Tuttavia, se gli accertamenti danno esiti negativi, l’Ufficio Anagrafe interrompe il procedimento e invia una comunicazione al richiedente, che potrà replicare presentando memorie o documenti utili all’istruttoria.

Domicilio

Il domicilio è il luogo ove il soggetto stabilisce la sede principale dei propri affari ed interessi. Due, pertanto, sono gli elementi di individuazione:

  • un elemento oggettivo caratterizzato dalla presenza in un luogo dei prevalenti interessi economici della persona;
  • un elemento soggettivo costituito dall’intenzione di fissare nel luogo prescelto la sede principale dei propri affari.

Il domicilio ha rilievo per numerose situazioni richiamate dal codice civile e dalle leggi speciali (in particolar modo quelle tributarie): per esempio, diventa, in particolare, essenziale per l’apertura della successione a causa di morte e per la dichiarazione di fallimento dell’imprenditore commerciale.

Differenza tra residenza e domicilio

La residenza è una situazione di fatto che implica l’effettiva e abituale presenza di un soggetto in un dato luogo.

Il domicilio, invece, implica una valutazione di tipo economico-sociale, relativa alla localizzazione degli affari o interessi, che non postula la necessaria presenza del soggetto nel luogo di cui trattasi.

La residenza può essere scelta e mutata liberamente, ma il trasferimento va denunciato nei modi prescritti dalla legge per poter essere opposto ai terzi di buona fede.

Dimora

La dimora è il luogo nel quale il soggetto si trova occasionalmente. Come tale, essa ha scarso rilievo giuridico e viene presa in considerazione solo quando non si conosca la residenza per la notifica di alcuni atti giudiziari.

Il codice civile non fornisce la definizione di dimora, ma la presuppone laddove stabilisce che la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale. Da ciò deriva, infatti, che la dimora è il luogo nel quale la persona attualmente si trova in modo non abituale.

Residenza all’estero

Il registro Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) contiene i dati dei cittadini italiani residenti all’estero per un periodo superiore ai dodici mesi. L’Aire è gestita dai singoli Comuni in base alle informazioni fornite dalle Rappresentanze consolari all’estero.

L’iscrizione all’Aire è un diritto-dovere del cittadino e serve per usufruire di una serie di servizi forniti dalle Rappresentanze consolari all’estero e per esercitare alcuni diritti, quali per esempio:

  • votare per elezioni politiche e referendum per corrispondenza nel Paese di residenza, e per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo nei seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all’Ue;
  • ottenere il rilascio o rinnovo di documenti di identità e di viaggio, nonché certificazioni;
  • rinnovare la patente di guida (solo in Paesi extra Ue).

Domicilio fiscale

La nozione di domicilio è particolarmente rilevante dal punto di vista fiscale, ancor più della residenza.

Difatti, la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e la conseguente iscrizione all’Aire non costituiscono un requisito sufficiente per determinare la residenza al di fuori dell’Italia, qualora il soggetto via abbia ancora il proprio domicilio.

Per domicilio si intende la sede principale degli affari ed interessi economici del soggetto, da individuare nel luogo in cui la gestione di detti interessi viene esercitata abitualmente in modo riconoscibile dai terzi. A tal fine, ciò che conta non è la presenza continuativa in un luogo, quanto la volontà di rimanervi e ritornarvi appena possibile.

Il Fisco può dunque accertare, in base alle movimentazioni bancarie, ai possedimenti, ai contatti familiari e, in generale, tramite il controllo sugli interessi economici del contribuente, dove effettivamente può dirsi situato il suo domicilio fiscale e dove, quindi, devono essere pagate le imposte e tasse.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

11 Commenti

  1. Salve, spero di trovare delucidazioni x le mie domande.
    Siamo arrivati in Germania 2anni fa e iscritti in AIRE dopo 1anno circa,io mio marito e i miei 2figli piccoli,x problemi in Italia io ho dovuto richiamarmi la residenza in Italia,mentre il resto della famiglia è rimasta in Germania.Adesso mi chiedo tornando in Germania e non volendomi iscrivere più in AIRE,posso chiedere soltanto il domicilio nell’abitazione in cui abita mio marito?se si cosa devo fare? grazie in anticipo per la risposta.

  2. Buongiorno,
    mia figlia di 34 anni iscritta all’uff. di collocamento alle categorie protette e ha la lg. 104, è inoccupata eper un periodo era andata ad abitare presso i genitori del suo compagno dove aveva stabilito la residenza però penso che sia risultata come nucleo a se stante e quindi non facente reddito con i residenti in quanto ha ricevuto una bolletta dalla Contarina intestata a lei a cui hanno aperto un contratto a parte e di cui lei non era al corrente. Allora io mio chiedo, per l’isee mi dicono che deve dichiarare per tutto il nucleo familiare residente nello stesso posto e allora cosa è successo, l’uff. anagrafe ha dichiarato la residenza senza includerla nel nucleo della famiglia gia’ residente o ha sbagliato la contarina ad aprire un contratto personale senza informarsi.

    Vi sarei molto grata se riusciste a chiarire questo quesito

    grazie

    eleonora di pietro

    2^ quesito:

    Mia figlia è tornata nel frattempo alla residenza presso di noi che siamo la sua famiglia, in attesa di andare a vivere con il compagno, non usufruisce di agevolazioni o sussidi economici per la sua condizione e non puo’ partecipare al bando per il “reddito di inclusione” o altro perchè nell’ISEE rientrerebbe anche il ns. reddito visto che la residenza è presso di noi. Come potrei riuscire a combinare qualcosa per questa ragazza per un suo domani quando noi non ci saremo piu’ e per oggi per una sua dignita’ e diritto a vivere in autonomia avendo già problemi suoi personali?

    Grazie ancora
    eleonora di pietro

  3. Ma siete sicuri, come voi dite,che il consolato(sud Africa) extra EU, possa rinnovare la patente di guida ad un residente estero iscritto all’AIRE?.
    Non mi risulta!!!! ho esperienza negativa in merito.

  4. ho acquistato nell’anno 2002 un appartamento a Quinto di Treviso (TV) ove ho stabilito la residenza e la sede principale dei miei affari e interessi, tutta la corrispondenza che ricevo con il codice 617 viene recapitata a Quinto di Treviso e poi consegnata a Treviso con lo stesso codice. Il domicilio fa parte della privacy, Vorrei sapere come muovermi.

  5. Buonasera, sto per essere assunto come Manager da Azienda Tedesca, nell’arco di un mese sarò circa 10 giorni in azienda e gli altri giorni del mese in altre società del gruppo fuori dalla Germania ed Europa. Quindi non supererò mai i famosi 182 giorni l’anno. La residenza, considerato che vivrò in Hotel posso dichiararla all’indirizzo dell’ azienda? Oppure anche dell Hotel? O devo avere una residenza presso un alloggio?

    1. Sergio ti consigliamo di leggere i nostri articoli:
      -Lavoro all’estero? Ecco gli adempimenti da fare in Italia https://www.laleggepertutti.it/21194_lavoro-allestero-ecco-gli-adempimenti-da-fare-in-italia
      -Anagrafe Aire: cos’è e chi deve iscriversi https://www.laleggepertutti.it/142821_anagrafe-a-i-r-e-cose-e-chi-deve-iscriversi
      -Lavorare all’estero, redditi, tassazione e Aire https://www.laleggepertutti.it/96034_lavorare-allestero-redditi-tassazione-e-aire
      Per sottoporre il tuo caso specifico ai professionisti del nostro network, puoi richiedere una consulenza cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

  6. Buon giorno ciò la residenza in Italia e domicilio in Germania mi anno detto se scendo con la macchina me la sequestrano . la macchina e tedesca e ciò la patente tedesca

  7. Salve,
    lavorando in un altro stato europeo, è possibile pagare le tasse anche in Italia e mantenere la sanità italiana (quindi senza iscriversi all AIRE) per un periodo maggiore ai 12 mesi?

    1. Alberto, ti suggeriamo la lettura dei nostri articoli:
      -Residenza all’estero e obbligo di iscrizione all’AIRE https://www.laleggepertutti.it/201958_residenza-allestero-e-obbligo-di-iscrizione-allaire
      -Iscrizione Aire: a cosa serve e cosa comporta? Se il contribuente mantiene contatti in Italia come lavoro, familiari, figli, l’abitazione, l’iscrizione all’Anagrafe non basta per dimostrare che è residente all’estero. https://www.laleggepertutti.it/199049_iscrizione-aire-a-cosa-serve-e-cosa-comporta
      -AIRE: devo comunicare il trasferimento all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero? https://www.laleggepertutti.it/172526_aire-devo-comunicare-il-trasferimento-allanagrafe-italiani-residenti-allestero
      -Quando e come dichiarare l’espatrio? L’iscrizione all’AIRE: il cittadino italiano che emigra in un altro Paese e vi permane per più di dodici mesi va iscritto all’AIRE, mediante dichiarazione spontanea o previo accertamento d’ufficio https://www.laleggepertutti.it/124931_quando-e-come-dichiarare-lespatrio-liscrizione-allaire
      -Lavorare all’estero, redditi, tassazione e Aire https://www.laleggepertutti.it/96034_lavorare-allestero-redditi-tassazione-e-aire

      1. Molte grazie avvocato,
        però dopo aver letto gli articoli indicati non trovo risposta al mio quesito. Ho letto in altri articoli che esiste la possibilità di pagare la differenza delle tasse sul reddito secondo le tassazioni dei due paesi (EU e Italia). In questo caso bisognerebbe comunque iscriversi all’AIRE?
        Grazie, Saluti

        1. Si ricorda al lettore che la persona fisica residente in Italia, in virtù del principio Word wild taxation, è tassata per i redditi ovunque prodotti. L’ordinamento giuridico italiano, con lo scopo di evitare che il contribuente paghi due volte le tasse sulla stessa ricchezza, ha introdotto il sistema del credito di imposta per i redditi prodotti all’estero. Difatti, il credito di imposta è uno strumento giuridico che consente al contribuente di ridurre le tasse da pagare in Italia sottraendo quelle pagate all’estero. Tuttavia, la normativa italiana subordina il riconoscimento del credito di imposta alla sussistenza di determinati presupposti. Come primo requisito, il legislatore chiede che il reddito prodotto all’estero sia tassato anche in Italia[3]. Questo perché non avrebbe senso attribuire il credito per un reddito conseguito all’estero che in Italia non viene tassato. A mero titolo esemplificativo, si indicano di seguito una serie di introiti che vengono tassati in Italia, anche se sono stati prodotti all’estero:
          i redditi derivanti dallo sfruttamento economico dei terreni;
          gli interessi, i proventi derivanti da mutui, conti correnti, azioni, obbligazioni;
          i redditi di lavoro dipendente e autonomo.
          Così, una volta accertato che il reddito prodotto all’estero concorre a formare il reddito complessivo e che, quindi, viene tassato anche in Italia, il contribuente deve dimostrare l’esistenza del secondo presupposto, cioè di aver pagato le imposte estere a titolo definitivo. Per titolo definitivo, si intende che le imposte non possono più essere modificate a proprio favore con la riduzione o addirittura l’esenzione. Per dimostrarlo è opportuno che il contribuente chieda il rilascio di una certificazione alle competenti autorità fiscali estere. Tuttavia, si precisa che la normativa nazionale non determina un modo specifico per provare la “non ripetibilità” delle imposte pagate all’estero. Infatti, recentemente, un’interessante sentenza della Ctp di Milano ha ritenuto che la definitività delle tasse estere può essere dimostrata anche tramite la semplice presentazione di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Perciò in definitiva, è lo stesso contribuente ad attestare che, in base al diritto del paese estero, le imposte sono state pagate e non sono più modificabili. In conclusione, la normativa fiscale nazionale concede a favore del contribuente, in possesso dei requisiti esaminati, un credito pari alle imposte pagate all’estero che ha l’effetto sostanziale di non duplicare la tassazione sui proventi conseguiti fuori dal territorio nazionale. Come recuperare le imposte pagate all’estero? https://www.laleggepertutti.it/171812_come-recuperare-le-imposte-pagate-allestero

          Per richiedere ai professionisti del nostro network l’analisi del tuo caso specifico, puoi richiedere una consulenza cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube