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Lo sai che? Perché in Italia paghiamo bollo e superbollo auto?

Lo sai che? Pubblicato il 1 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 gennaio 2018

Il bollo e il superbollo auto non sono stati aboliti: ecco perché si pagano e chi deve versare le due imposte sui veicoli.

Al di là delle manovre propagandistiche di qualche governo che, in più occasioni, ha promesso l’abolizione del bollo auto, ad oggi l’imposta sulle automobili è in vigore e non è stata ancora cancellata. Tutti coloro che posseggono un veicolo che ha meno di 30 anni dall’immatricolazione devono pagare il cosiddetto bollo auto. Il bollo peraltro è un’imposta sul possesso del mezzo e non – come lo era un tempo – sulla circolazione. Pertanto il pagamento va fatto anche se l’auto non viene utilizzata e viene conservata nel garage; tanto per capirci, il vecchietto che non ha più possibilità di guidare è comunque tenuto a versare l’imposta a meno che non decida di intestare il mezzo ad altra persona (ad esempio il figlio o il nipote). Oltre al bollo, c’è poi il superuomo auto che è un ulteriore balzello previsto tutte le volte in cui il veicolo è di particolare potenza. Ma perché in Italia paghiamo bollo e superbollo auto? Proveremo a dare qualche chiarimento in questo breve articolo.

Il bollo auto e il superbollo auto sono due imposte dovute per il possesso dell’automobile e non per la circolazione. Per cui chi non paga è sì responsabile dell’evasione fiscale, ma può ugualmente guidare il mezzo a cui si riferisce il bollo o qualsiasi altra macchina. Non è più come una volta quando bisognava esporre il tagliando del bollo auto sul parabrezza del veicolo. Oggi, per poter circolare con l’auto, è necessaria solo l’assicurazione. La mancata copertura assicurativa determina infatti una multa da 841 euro fino ad un massimo di 3.366 euro, oltre al sequestro dell’auto (leggi Cosa rischio senza assicurazione auto). Invece, il mancato pagamento del bollo auto determina solo sanzioni di carattere tributario, che peraltro possono essere ridotte pagando entro il termine di un anno con il cosiddetto «ravvedimento operoso». Al massimo chi non paga il bollo auto o il superbollo auto diventa preda della riscossione esattoriale: in buona sostanza, gli viene notificata la cartella di pagamento da Agenzia Entrate Riscossione e, se non paga neanche questa, può subire il fermo amministrativo dell’auto; solo in tal caso non può più circolare con il mezzo.

Dunque, in Italia si paga bollo auto e super bollo auto perché si è proprietari (o meglio, possessori) del veicolo, al pari di come si paga l’imposta sulla casa perché si è intestatari dell’immobile. È una tassa come tutte le altre, meglio chiamata «imposta indiretta» perché non devono pagarla tutti ma solo coloro che hanno la disponibilità materiale del veicolo. Com per gran parte delle imposte, l’omesso o il ritardato pagamento non comporta sanzioni di carattere penale ma solo tributario (che sono una sottospecie delle sanzioni di carattere amministrativo e che implicano solo conseguenze di natura pecuniaria).

A dover pagare il bollo auto e il superbollo è colui che risulta intestatario del mezzo nell’ultimo giorno utile del pagamento; per cui, se questi vende la macchina la settimana successiva e ne acquista una nuova è comunque tenuto a versare due volte il bollo (ed eventualmente, in caso di auto di lusso, il superbollo): una prima volta per la vecchia e un’altra per la nuova.

In generale, per quanto riguarda il bollo auto, i termini di pagamento variano a seconda di vari elementi: tipo, potenza, primo bollo o rinnovo, ecc.

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto sul proprio sito due pagine per calcolare il bollo auto.

Il superbollo è invece una addizionale che si paga in aggiunta al bollo tutte le volte in cui il mezzo sia di lusso, ossia particolarmente potente. Di solito si tratta di suv, fuoristrada e auto sportive. Sono tenuti al pagamento coloro che, alla scadenza del termine utile per il pagamento della tassa automobilistica, risultano proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio, ovvero utilizzatori a titolo di locazione finanziaria di tali veicoli al Pra. Per l’anno di prima immatricolazione, l’imposta è applicata per l’intero anno.

Presupposto e casi di esenzione dell’addizionale coincidono con quelli del bollo auto.

Il superbollo è pari a 20 euro per ogni Kw di potenza del veicolo superiore a 185 Kw. Tuttavia, dopo 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione del veicolo, l’addizionale si riduce, rispettivamente, al 60%, al 30% e al 15% e non è più dovuta decorsi 20 anni. I periodi decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di costruzione.

Il versamento va effettuato nei termini della tassa automobilistica e contestualmente ad essa.


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5 Commenti

  1. Mio ricorso fermo da Ruffini per essere esentati dal pagamento come imbarcazioni sino ai 24 metri.Tutto illegittimo in base a capacità contributiva.Emendamento Rosato Baretti Renzi illegittimo anticostituzionale.
    Sono a vostra disposizione.
    Giovanni Dal Santo già iscritto con voi

  2. Facciamo chiarezza ed evitiamo i facili populismi. Il superbollo non lo pagano né i “SUV” (Che non esistono), né le auto di lusso e nemmeno le auto sportive.. Lo pagano tutte le auto che superano una potenza di 185Kw.. Che il superbollo sia stato instaurato da incompetenti populisti lo si evince guardando i listini: Seat Leon 280Cv prezzo 34.000 paga il superbollo,
    Range Rover 3.0 250Cv TDI SVAutobiograpy 165.000 euro non paga superbollo. Questa è una gabella con ragioni esclusivamente ideologiche, introdotta contestualmente al vaglio della Legge Fornero per dimostrare al “popolino” che anche i (presunti) ricchi piangevano, colpiti anche dalla tassa sulla nautica che ha fatto danni ancor maggiori (ma che, quantomeno, è stata oggetto di parziale dietrofront nell’estate 2014).
    Quindi NON si tratta di sostituire il superbollo con un’altra forma di tassazione “perché i soldi da qualche parte devono prenderli”; perché alla data il superbollo è costato a tutto il popolo italiano oltre il mezzo miliardo di euro, si tratta di rompere questo velo di ipocrisia ideologica che fa sì che nessuno osi proporne l’abolizione!
    Sono consapevole che. adesso più che mai. la sua abrogazione sia una chimera (altrimenti ci sarebbe la sollevazione di sinistri vari), ma mi auguro che quantomeno grazie a queste parole di passione si chiamino le cose con il loro vero nome, e che chiariscano che si tratta di un costo per gli italiani tutti, per coprire il populismo infingardo e votaiolo di chi ci governa. Che sono gli stessi che, dato che queste tasse hanno fatto perdere 120,000 posti di lavoro vanno poi con le bandiere rosse fuori dai cantieri navali o dalle aziende in cui si licenzia a dar manforte alla classe operaia che hanno contribuito attivamente a rovinare,,

  3. vorrei informare il signor Vittorio che il superbollo e’ stato introdotto, anche se in forma meno gravosa di quello attuale dal governo Berlusconi (ministro Tremonti).

    Decreto-legge del 6 luglio 2011 n. 98
    Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 155 del 6 luglio 2011 – Nota: Convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011 n. 111.

    saluti

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