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Matrimonio solo rito religioso: è possibile?

2 Febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Febbraio 2018



I futuri sposi possono scegliere il matrimonio solo religioso, ma questo non produce effetti civili: per l’ordinamento giuridico non diventano mai coniugi.

Una coppia può decidere di unirsi in matrimonio optando per 4 diverse tipologie di rito: matrimonio concordatario, matrimonio solo religioso, matrimonio civile e matrimonio acattolico.

Il matrimonio solo religioso è certamente possibile ma non produce effetti civili; in sostanza, una coppia sposata solo con il rito religioso senza trascrizione sui pubblici registri non risulta davanti alla legge unita in matrimonio. Il vincolo resta solo spirituale, un atto religioso che non ha alcun rilievo per l’ordinamento giuridico. Dunque i partner non acquistano lo status di coniugi e non si applicano le regole previste dalla legge in materia patrimoniale, di famiglia, di successione né tutte le tutele previste esclusivamente per chi ha contratto un matrimonio con effetti civili.

Vediamo le varie tipologie di matrimonio previste in Italia.

Matrimonio concordatario

Il matrimonio concordatario è il matrimonio cattolico svolto con rito religioso e produttivo di effetti civili.

Esso si svolge dinanzi al ministro di culto cattolico (sacerdote) al quale, grazie al Concordato lateranense stipulato tra lo Stato italiano e la Santa Sede, sono riconosciuti gli stessi effetti del matrimonio civile, purché il matrimonio celebrato dinanzi al ministro del culto cattolico e disciplinato dal diritto canonico, venga trascritto nei registri dello stato civile.

Come si svolge il matrimonio concordatario

Al fine di contrarre matrimonio religioso, i futuri sposi devono rivolgersi al proprio parroco o al parroco della Chiesa dove hanno scelto di effettuare la celebrazione per fissare la data delle nozze ed avviare le pratiche per il matrimonio.

I futuri sposi devono consegnare al parroco una serie di documenti civili e religiosi:

  • certificati di nascita;
  • certificati di residenza;
  • certificati di cittadinanza;
  • certificati di Battesimo;
  • certificati di Cresima;
  • certificato di “Stato libero ecclesiastico” attestante che il richiedente non abbia già contratto matrimonio secondo il rito religioso. Tale documento può essere sostituito con un giuramento dell’interessato dinanzi al parroco;
  • attestato di partecipazione al corso prematrimoniale;
  • nulla osta ecclesiastico: è un documento che va richiesto alla Curia nel caso in cui i coniugi vogliano contrarre matrimonio presso una parrocchia differente dalla propria o fuori dal Comune di residenza.

 Pubblicazioni matrimonio concordatario

Una volta prodotti tutti i documenti necessari, il parroco della chiesa di appartenenza di uno dei due sposi, dopo un informale colloquio con i futuri sposi circa la loro libera e convinta volontà di contrarre il matrimonio, redige e rilascia la richiesta di pubblicazioni alla casa comunale.

Per il matrimonio cattolico è previsto un regime di doppia pubblicazione per 8 giorni:

  • pubblicazioni civili presso la Casa Comunale previste dal codice civile
  • pubblicazioni ecclesiastiche da affiggersi alle porte della casa parrocchiale (sia della parrocchia dello sposo che della sposa, se diverse).

L’ufficiale di stato civile, se ravvisa impedimenti alla celebrazione del matrimonio, può rifiutare le pubblicazioni; se, al contrario non vi siano impedimenti, rilascia il certificato di nulla osta al matrimonio, ovvero un atto in cui l’ufficiale di stato civile dichiara che non ci sono cause che si oppongono alla celebrazione di un matrimonio valido agli effetti civili.

Una volta ritirato il certificato di avvenute pubblicazioni, i futuri sposi devono portarlo dal parroco, il quale rilascia documento del “consenso religioso”, confermando la data delle nozze.

Come si celebra il matrimonio concordatario

La parrocchia della celebrazione delle nozze è di norma quella nella quale i nubendi sono inseriti. Per motivi di necessità o di convenienza pastorale, il matrimonio potrà essere celebrato in altre parrocchie. In questo caso il parroco, che ha svolto l’istruttoria matrimoniale, dia licenza all’altro parroco trasmettendo soltanto l’attestato riassuntivo dei documenti necessari e il nulla osta rilasciato dal comune.

Dopo la celebrazione del matrimonio, e comunque prima della conclusione del rito liturgico, il ministro di culto davanti al quale esso è stato celebrato spiega agli sposi gli effetti civili del matrimonio, dando lettura degli articoli 143, 144 e 147 del codice civile.

Il ministro di culto redige poi l’atto di matrimonio in doppio originale. Qualora uno o entrambi i coniugi intendano rendere dichiarazioni che la legge civile consente siano inserite nell’atto di matrimonio, il ministro di culto le raccoglie nell’atto stesso e le sottoscrive insieme con il dichiarante o i dichiaranti e con i testimoni.

L’atto di matrimonio deve contenere:

  • il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita, la professione o condizione e la residenza degli sposi;
  • la dichiarazione degli sposi di volersi prendere rispettivamente in marito e moglie;
  • il luogo e la data delle pubblicazioni canoniche e civili, gli estremi delle eventuali dispense e il luogo e la data della celebrazione del matrimonio;
  • l’attestazione dell’avvenuta lettura agli sposi degli articoli 143, 144 e 147 del codice civile;
  • le eventuali dichiarazioni rese dagli sposi e consentite secondo la legge civile;
  • il nome e il cognome dell’Ordinario del luogo, o del parroco o del ministro di culto delegato che ha assistito alla celebrazione del matrimonio;
  • le generalità dei testimoni.

Trascrizione del matrimonio ed effetti civili

Uno degli originali dell’atto di matrimonio, insieme con la richiesta di trascrizione, deve essere trasmesso dal parroco della parrocchia nel cui territorio il matrimonio è stato celebrato, all’ufficiale dello stato civile del comune in cui si trova il luogo di celebrazione, non oltre cinque giorni dalla celebrazione medesima.

L’obbligo di trasmettere l’atto di matrimonio al Comune incombe sempre al parroco, anche se alla celebrazione del matrimonio abbia assistito l’ordinario del luogo o un altro ministro di culto delegato.

Se l’atto di matrimonio è regolare ed è accompagnato dalla richiesta di trascrizione sottoscritta dal parroco, l’ufficiale dello stato civile lo trascrive ed entro 48 ore trasmette notizia al parroco dell’avvenuta trascrizione, con l’indicazione degli estremi dell’atto e della data in cui essa è stata effettuata.

Il parroco provvede ad annotare sul registro dei matrimoni la comunicazione ricevuta e a conservarla nell’archivio parrocchiale.

Eseguita la trascrizione, i contraenti sono considerati nell’ordinamento civile, a tutti gli effetti giuridici, coniugati dal giorno della celebrazione del matrimonio.

Quando il matrimonio non può essere trascritto

In alcuni casi il matrimonio religioso non può produrre gli effetti civili e non può essere trascritto:

  • quando gli sposi non abbiano l’età richiesta dalla legge(18 anni o 16 se autorizzati dal tribunale per i minorenni);
  • quando uno degli sposi è interdetto per infermità di mente;
  • quando tra gli sposi sussiste un altro matrimonio valido agli effetti civili;
  • quando sussistono impedimenti derivanti da delitto;
  • quando sussistono impedimenti derivanti da affinità in linea retta.

Tuttavia, anche in presenza di un impedimento inderogabile, il matrimonio può essere trascritto (e conseguire effetti civili) quando l’azione di nullità o di annullamento prevista dalla legge civile non possa essere più promossa.

In assenza delle pubblicazioni, il matrimonio concordatario potrà comunque essere trascritto nei registri di stato civile, ma prima della trascrizione l’ufficiale di stato civile dovrà verificare l’inesistenza di impedimenti acquisendo i documenti necessari ed affiggendo un avviso contenente le generalità degli sposi, la data e il luogo in cui è avvenuta la celebrazione ed il nome del ministro di culto che ha celebrato. Questo avviso rimarrà affisso per 10 giorni consecutivi entro i quali possono essere fatte le opposizioni previste dal codice civile.

Trascrizione tardiva del matrimonio

La trascrizione è tardiva quando avviene dopo 5 giorni dalla celebrazione del matrimonio. Essa è possibile se:

  • richiesta da entrambi i coniugi o anche solo da uno di essi, ma con la conoscenza e senza l’opposizione dell’altro;
  • gli sposi hanno conservato ininterrottamente lo stato libero (per la legge civile) dal momento della celebrazione a quello della richiesta di trascrizione.

Matrimonio solo religioso

Il matrimonio solo religioso è quello che celebrato dinanzi al ministro del culto cattolico o non cattolico senza la successiva trascrizione nel registro dello stato civile. Ciò comporta che il matrimonio ha solo valore nell’ordinamento religioso e non anche in quello giuridico.

Il matrimonio cattolico si celebra secondo le regole del diritto canonico.

Matrimonio acattolico

Il matrimonio acattolico si svolge dinanzi al ministro di un culto non cattolico ammesso nello Stato (per esempio ebraico, valdese, metodista), al quale la legge ha riconosciuto gli stessi effetti del matrimonio civile in presenza di certe condizioni, tra cui la trascrizione del matrimonio nei registri dello stato civile.

Ai fin dellaproduzione degli effetti civili, i matrimoni acattolici devono rispettare alcune regole procedurali previste dalla legge oppure da alcune intese stipulate dallo Stato Italiano (per esempio matrimoni Valdesi e della Chiesa Metodista). Il ministro del culto acattolico celebra come delegato dell’ufficiale di stato civile (sindaco).

In ogni caso, sempre a fini della produzione degli effetti civili, la celebrazione deve essere preceduta dalle pubblicazioni civili e l’atto di matrimonio dovrà essere inviato all’ufficiale di stato civile entro 5 giorni dalla celebrazione per la trascrizione negli appositi registri.

Matrimonio civile

La coppia può optare per il matrimonio da celebrarsi esclusivamente con il rito civile. Il matrimonio civile è un atto pubblico che produce effetti unicamente nell’ordinamento giuridico ed è disciplinato dalla legge statale. Esso richiede l’adempimento di terminate formalità, in primis le pubblicazioni del matrimonio sul sito internet del Comune. Delle pubblicazioni si occupa l’ufficiale dello stato civile dopo aver accertato l’insussistenza di impedimenti alla celebrazione del matrimonio.

Come si celebra il matrimonio civile

ll matrimonio civile viene celebrato dall’ufficiale dello stato civile e cioè il sindaco, il vicesindaco, un assessore o un consigliere comunale, un presidente di circoscrizione, il segretario comunale, un dipendente comunale a tempo indeterminato, che abbia superato un apposito corso o, anche, un cittadino italiano che abbia i requisiti per l’elezione a consigliere comunale.

La celebrazione avviene nella Casa Comunale, in una sala aperta al pubblico, nel comune in cui è stata fatta la richiesta di pubblicazioni.

L’ufficiale di stato civile celebrante, alla presenza di due testimoni (uno per parte), dà lettura degli articoli 143 (Diritti e doveri reciproci dei coniugi), 144 (Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia) e 147 (Dovere verso i figli) del Codice Civile, riceve le affermazioni degli sposi di volersi prendere in marito e moglie, li dichiara uniti in matrimonio e accoglie, eventualmente, le ulteriori dichiarazioni riguardanti la scelta del regime patrimoniale di separazione dei beni, nonché il riconoscimento di figli nati fuori dal matrimonio.


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1 Commento

  1. Buongiorno. Mi è stato detto che molti sacerdoti si rifiutano di celebrare il solo rito religioso quando viene richiesto da vedovi che non vogliono perdere la pensione. E’ vero?
    A me pare che lo stato dovrebbe proibire questa pratica e comunque l’INPS dovrebbe accertare per togliere le provvidenze economiche.

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