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Causa di servizio e assenza dal lavoro per problemi di schiena

31 Dicembre 2017


Causa di servizio e assenza dal lavoro per problemi di schiena

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Dicembre 2017



Sono un’insegnante di sostegno. Lo scorso anno mi sono stati assegnati due alunni con disabilità, un bambino con autismo e l’altro con problemi di deambulazione. Ho avuto dei seri problemi fisici, alla schiena per seguire questi alunni. Quest’anno sono stata trasferita ad una scuola distante 50 km dalla mia città per seguire un bambino autistico. Il dolore alla mia schiena sta peggiorando. Non posso viaggiare. Posso avviare una causa di servizio? Ho bisogno di tempo per curarmi.

La lettrice sicuramente può e deve essere tutelata dalla sua sofferta patologia.

Innanzitutto, con riguardo alle cure da effettuare, ella ha il sacrosanto diritto di ottenere l’indennità di malattia e, pertanto, di iniziare le cure della schiena e della colonna vertebrale senza che nessuno possa recriminare la sua assenza da lavoro.

Sul punto, sarà sufficiente un certificato di un medico specialista per ottenere l’autorizzazione ad assentarsi dal lavoro e, così, procedere con le cure fisiche e mediche del caso.

Con riguardo alla causa di servizio, questa può essere intentata nella misura in cui la lettrice riesca a dimostrare il nesso tra le mansioni svolte nell’ambiente scolastico e la malattia sorta ai danni della sua persona.

E per fare ciò, occorrerà dapprima dimostrare, con l’assunzione di prove testimoniali, tutti i movimenti di “carico” che è costretta ad operare durante le ore di lavoro e le conseguenze che le hanno causato; una volta provato questo, sarà il consulente tecnico nominato dal giudice a verificare se quelle condotte hanno potuto causare, da sé, i problemi di salute.

Se il consulente dovesse dare ragione alla lettrice, allora si passerebbe all’ultima fase giudiziale: quella della quantificazione del danno.

Qui, il consulente nominato dal giudice dovrà, sulla base di alcune tabelle previste per la quantificazione del danno non patrimoniale, liquidare alla lettrice il risarcimento del danno, tenuto conto dell’età e dei danni permanenti costatati sul corpo della stessa.

Tanto premesso, quello che innanzitutto si consiglia di fare è di recarsi presso uno specialista per ottenere una cura ed un certificato medico da presentare all’Istituto Scolastico e all’INPS.

Una volta messo a sicuro il suo corpo, lo step successivo per la lettrice consisterà nell’invio di una lettera di intimazione nei confronti dell’Istituto Scolastico, suo datore di lavoro, affinché la esoneri da attività lavorative incompatibili col suo mal di schiena, il tutto corredato da apposito certificato medico.

In quella stessa intimazione, potrà anche avvertire l’Istituto Scolastico della sua intenzione di procedere con una causa di servizio.

In questo caso, si potrà “tentare” di risolvere la questione in via “stragiudiziale”, sempre se vi è apertura da parte di entrambe le parti, lavoratore e datore di lavoro.

Se questa intimazione non dovesse sortire alcun effetto, allora non resterebbe che predisporre un ricorso presso il competente Tribunale del lavoro.

Ovviamente, l’esito non è certo, ma dipenderà dalla gravità della malattia della lettrice e dall’efficacia dei testimoni nel dimostrare come questa patologia sia l’unica conseguenza delle mansioni da lei fin qui svolte.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla



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