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Lo sai che? Pensione invalidità 2018

Lo sai che? Pubblicato il 17 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 gennaio 2018

L’innalzarsi del costo della vita porterà, il prossimo anno, ad un incremento della pensione di invalidità. Di quanto? Vediamo tutto.

Come ogni semplice cittadino può rendersi conto facilmente in prima persona, c’è stato un aumento del costo della vita. Questo, a sua volta, ha portato ad un innalzamento della pensione di invalidità per il 2018. A quanto ammonta? Genericamente all’1,1%, ma vediamo nello specifico per le singole categorie.

A quanto equivale l’aumento dell’1,1% della pensione di invalidità 2018?

L’1,1% dell’aumento equivale a circa tre euro in più al mese e a circa 39 all’anno (per tredici mensilità). Più precisamente dai 279,47 euro attuali – fino al 2017 -, si arriva fino a 282, 54 euro mensili per tutto il 2018. Generalmente il reddito percepito deve essere intorno ai 16mila euro; salvo alcune eccezioni.

Pensione di invalidità fino al 2017

Ma vediamo, fino al 31 dicembre del 2017, quale era l’entità della pensione di invalidità percepita.

Quest’ultima era pari a circa 302, 23 euro (con un reddito massimo di 16.532, 10 euro) per i ciechi civili assoluti.

Invece i ciechi civili assoluti (se ricoverati), gli invalidi civili parziali e totali, i sordi ricevevano un assegno di circa 279,47 euro (avendo un reddito equivalente a circa 16.532, 10 euro).

Lo stesso (con un assegno percepito che ammontava sempre a 279,47 euro), valeva per gli invalidi civili parziali – ma con un reddito entro il termine di 4.800, 38 euro –. Uguale (stessa cifra dell’assegno e del reddito) il caso dell’indennità mensile frequenza minori.

Saliva a 911, 53 euro, al contrario, l’assegno in caso di indennità di accompagnamento per i ciechi civili assoluti – ma senza limite di reddito -.

Erano, poi, 515, 43 gli euro percepiti con indennità di accompagnamento sempre dagli invalidi civili totali – assegno svincolato dal margine reddituale massimo -.

Sempre 515, 43 euro – non vincolato dal range del reddito e riferito all’anno – l’assegno di accompagnamento Inps.

In ordine decrescente, ancora, abbiamo i 501, 89 euro destinati ai lavoratori con anemia drepanocitica o anemia falciforme (meglio nota come drepanocitosi più semplicemente) o anemia mediterranea (più precisamente beta talassemia major o morbo di Cooley). Niente limiti di reddito previsti, ovviamente.

Inoltre l’assegno arriva a 255, 79 euro (svincolato dai limiti reddituali) per i sordi che percepiscono l’indennità di comunicazione.

Solo, infine, 208, 83 gli euro dell’assegno destinato agli aventi diritto all’indennità speciale prevista per i ciechi parziali o ventesimisti [1]; questi ultimi sono coloro ai quali, alla visita medica, sia stato riconosciuto un residuo visivo non superiore a 1/20 in tutti e due gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione per causa congenita o contratta, non dipendente da guerra, servizio o infortunio sul lavoro. Anche in quest’ultimo caso non c’è nessun limite di reddito (anche se viene valutato quello personale e non quello familiare); né c’è un limite d’età: l’indennità, infatti, è riconosciuta anche agli under-18 e agli over-65. Infine, ultima precisazione, la pensione (che arriva unitamente all’indennità speciale) non è soggetta ad Irpef.

note

[1] La pensione ai ciechi parziali è stata istituita dall’art. 8 della legge 66/1962.

[2] In base all’articolo 14-septies della legge 33/1980.

Autore Immagine: Pixabay.com


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