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Il tassista può aumentare il prezzo della corsa se gli viene sporcato il taxi?

1 Marzo 2018 | Autore:


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Mentre sei in taxi sporchi il sedile mangiando il tuo pranzo acquistato al fast food. Il tassista ti punisce chiedendoti un sovrapprezzo: può farlo?

Migliaia di persone ogni giorno viaggiano in taxi. Per vacanza, per spostarsi nelle ore tarde e per lavoro. Spesso quando saliamo in taxi siamo di fretta, corriamo per raggiungere un appuntamento, la stazione, l’aeroporto. Ancor più spesso approfittiamo di quel momento di calma apparente, in cui qualcun altro guida per noi e ci accompagna, per ottimizzare il tempo e svolgere altre attività: ripassare una presentazione, ripetere gli appunti mentre andiamo a dare un esame, telefonare alla persona che ci sta aspettando rassicurandola che riusciremo a prendere il primo treno. Oppure mangiare e bere, perché non siamo riusciti a farlo prima. Ma siamo sicuri che possiamo fare tutto ciò che vogliamo in taxi? Cosa succede ad esempio se, mentre apriamo quel sacchetto acquistato al fast food, pieno di patatine, panini con salse e coca cola, rovesciamo tutto sul sedile? Il tassista può aumentare il prezzo della corsa se gli viene sporcato il taxi? 

Corsa in taxi: come viene deciso il prezzo?

Non è un mezzo pubblico di linea, ma il taxi è comunque un mezzo di trasporto rivolto alla comunità e al pubblico. Serve a soddisfare esigenze di spostamento di persone e piccoli gruppi ed è rigidamente regolato da normative e regolamenti: il numero delle licenze, le condizioni del servizio, le postazioni di sosta, l’ingresso o meno di animali domestici e, ovviamente, le tariffe.

Non essendo un servizio privato nessun tassista può sentirsi in diritto di far pagare al cliente una cifra a mercato libero decisa da lui. Le tariffe del taxi vengono stabilite da appositi regolamenti regionali e comunali, così come tutte le altre questioni amministrative, sanzioni comprese [1]. Ogni Comune quindi stabilisce, mediante specifici regolamenti, le tariffe che ogni taxi deve applicare nel territorio urbano e nei trasferimenti da e per gli aeroporti, supplementi ecc.

In vettura, la determinazione della tariffa finale spetta al famoso tassametro e in nessun caso comunque viene ammesso il prezzo libero concordato direttamente tra tassista e cliente. Ricordiamo inoltre che il tariffario deve stare all’interno di ogni vettura, ben visibile sul retro del sedile anteriore destro.

Le tariffe sono a base multipla (cioè calcolano sia i chilometri sia il tempo utilizzato per carichi, scarichi, attese, ecc..) per il servizio urbano e a base chilometrica per il servizio extraurbano.

Corsa in taxi: come funziona il tassametro?

Ecco l’unico modo per stabilire quanto tu debba pagare per la tua corsa in taxi. Il tassametro è uno strumento omologato inserito all’interno di ogni vettura utilizzata in servizio. Deve essere appunto, omologato, installato secondo le apposite normative, facilmente visibile dai sedili posteriori. La programmazione del tassametro va verificata dagli uffici comunali, che in genere autorizzano delle apposite officine per farlo. Dopo la programmazione e la verifica, il tassametro viene chiuso con vite in piombo e sigillato, in modo da non poter essere manomesso. Ricordiamo che la polizia può in ogni momento decidere di fare verifiche sul funzionamento dei tassametri, anche in base a segnalazioni.

È molto importante che il tassametro venga azionato solo quando il cliente è in auto e comincia la corsa (eccetto quando si chiama la centrale radio) e che venga bloccato appena giunti a destinazione.

Una volta azionato, non parte da zero, ma da una cifra che corrisponde alla quota fissa d’ingaggio, che varia da Comune a Comune. Quindi, se vedi che la tua corsa parte con un tassametro che segna 2 euro, quella è la quota fissa stabilita dal Comune in cui ti trovi.

Taxi: il tassista può mettere sovrapprezzi sulla corsa?

Appena entri in taxi aspettati pure dei sovrapprezzi, perché in effetti vengono applicati in base al tipo di viaggio, alla prenotazione, ai bagagli, al giorno in cui chiami. Costi supplementari in genere sono: le chiamate nei festivi e nei notturni, in alcuni casi il trasporto di animali domestici, le prenotazioni telefoniche. Ogni supplemento e sovrapprezzo però deve essere esplicitamente chiarito in avvisi all’interno della vettura.

Tutti questi costi sono stati preventivamente stabiliti dai regolamenti comunali, non li ha decisi il tassista di sua iniziativa. Anzi, al tassista è vietato espressamente chiedere costi aggiuntivi rispetto alla tariffa generata dal tassametro, già maggiorati degli eventuali supplementi.

L’unica eccezione – di fondamentale importanza per rispondere alla nostra domanda: il tassista può aumentare il prezzo della corsa se gli viene sporcato il taxi – riguarda l’eventuale rivalsa nei confronti dei clienti che causano danni al veicolo.

In pratica il tassista non può: decidere arbitrariamente il tariffario da applicare in barba al tassametro e applicare supplementi di sua iniziativa, a meno che il passeggero non danneggi la vettura.

Taxi: quali sono i doveri del cliente?

Ricordiamo però che non solo il tassista ha dei doveri nei confronti della clientela. La maleducazione è all’ordine del giorno e non è raro incontrare consumatori e utenti ben poco avvezzi alla cortesia. Ecco perché nei regolamenti comunali sono in genere stabiliti dei doveri per i clienti, tra i quali:

  • Quello più scontato, pagare sempre il servizio una volta scesi
  • Non fumare all’interno del veicolo
  • Non gettare oggetti dal finestrino
  • Non provocare danni alla vettura
  • Non imbrattare, insudiciare e sporcare il taxi

Il tassista può aumentare il prezzo della corsa se gli sporco il taxi?

Eccoci così arrivati al dunque. E se invece io il taxi lo sporco e lo insudicio? Se quel sacchetto carico di patatine, coca cola e cheeseburger pieno di salse finisce dritto sui sedili? Il tassista può aumentare il prezzo della corsa se gli sporco il taxi? 

Come abbiamo detto, il servizio taxi viene gestito secondo specifici regolamenti comunali, che elencano in dettaglio tutto ciò che tassista e cliente possono o non possono fare. E stabiliscono anche delle sanzioni amministrative nel caso in cui una delle due parti commetta violazioni del regolamento.

Questi stessi regolamenti stabiliscono come ai clienti sia vietato causare danni alla vettura, insudiciarla e sporcarla. Qualora lo facessero, ciò che il tassista può legittimamente fare è chiedere il risarcimento per i danni causati alla tappezzeria del taxi. In più può rivolgersi anche alla polizia municipale che, se ritiene il caso, può anche fare una bella multa al cliente.

Solo per fare alcuni esempi, funziona così in tutta l’area metropolitana di Torino [2] dove al tassista è vietato chiedere una somma più alta di quella fissata dalla tariffa, salvo la rivalsa nei confronti dei passeggeri che avessero cagionato danni all’auto. Oltre alle sanzioni amministrative a cui i clienti possono andare incontro.

È così anche nel comune di Prato [3] dove il tassista può chiedere al cliente che causa danni alla vettura un congruo risarcimento danni. E lo stesso vale per tutta la Lombardia (Milano compresa) [4]. Anche qui i tassisti possono rivalersi sui clienti per i danni che gli stessi hanno provocato alle vetture.

Per le violazioni degli articoli dei regolamenti sono inoltre previste sanzioni amministrative pecuniarie che oscillano tra i 25 e i 500 euro [2]. È questo il rischio per i passeggeri che sporcano il taxi o che non rispettino altre condizioni imposte.

Cerca quindi di fare molta attenzione e pensarci bene prima di salire in taxi con panini, gelati e bibite: la corsa potrebbe costarti cara.

note

[1] Legge n. 21 del 15 gennaio 1992

[2] Artt. 26-29 Del. Cons. prov. n. 85-265268 del 21 giugno 2005 e successive modificazioni

[3] Art. 21 Del. Cons. com. n. 183 del 3 novembre 2005

[4] Art. 44 Reg. reg. taxi n. x/1602 del 4 aprile 2014

[2] D. lgs n. 267 del 18 agosto 2000

Autore immagine: Pixabay 


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