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Autorizzazioni per volo droni

17 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 febbraio 2018



Far volare un drone è un’attività che si può fare senza autorizzazioni oppure occorre ottenere autorizzazioni prima di poter utilizzare un drone?

L’argomento droni è decisamente di grande interesse per molti consumatori, che da qualche tempo si stanno interessando a questi prodotti il cui mercato è in costante evoluzione. Oltre alle note funzioni che questi mini aerei telecomandati a distanza possono avere – e che in definitiva hanno avuto finora, come ad esempio la videosorveglianza e le riprese aeree – il loro utilizzo si sta diversificando. Molte persone, infatti, stanno acquistando droni anche a scopo ludico e ricreativo, per farli volare nel tempo libero, senza contare l’uso che è possibile farne per il trasporto di piccole merci (ambito che dovrebbe essere di potenziale grande sviluppo economico-finanziario, anche da un eventuale punto di vista commerciale). Bisogna però tenere in considerazione il fatto che far volare un drone comporta, a seconda della tipologia di aeromodello di cui si è in possesso e delle operazioni che si effetttuano, il rispetto delle normative di legge esistenti in materia e dei regolamenti in vigore. Non dimentichiamo, infatti, che si tratta pur sempre di aeromodelli telecomandati che possono causare – se male utilizzati o maldestramente guidati da remoto per inesperienza – danni a cose o persone, con conseguenze anche dal punto di vista sanzionatorio nel caso di uso illecito dei droni. Scopriamo quindi cosa prevede la disciplina di legge per il volo dei droni, e quali sono le autorizzazioni necessarie per far volare i droni.

Far volare un drone: come si fa e cos’è un drone

Chiariamo anzitutto cosa si intende per drone. Quando si utilizza il termine drone, in realtà, si sta facendo riferimento ad una parola che è entrata nell’uso comune e nel linguaggio di tutti i giorni ma che in effetti, dal punto di vista normativo, non è propriamente corretta. Tutti coloro che intendano approfondire cosa sia un drone, magari perchè stanno pensando di acquistarlo o perchè lo hanno ricevuto in dono, infatti, devono necessariamente fare riferimento al regolamento Enac (ente nazionale per l’aviazione civile), reperibile online sul sito internet dell’ente stesso. In questo regolamento, che contiene anche le definizioni terminologiche dei veivoli e degli aeromobili, infatti, la parola drone non è classificata come tipologia a parte, in quanto il regolamento distingue fra:

  • aeromodello: dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi;
  • aeromobile a pilotaggio remoto (abbreviato in APR): mezzo aereo a pilotaggio remoto senza persone a bordo, non utilizzato per fini ricreativi e sportivi;
  • sistema aeromobile a pilotaggio remoto (abbreviato inSAPR): sistema costituito da un mezzo aereo (aeromobile a pilotaggio remoto) senza persone a bordo, utilizzato per fini diversi da quelli ricreativi e sportivi, e dai relativi componenti necessari per il controllo e comando (stazione di controllo) da parte di un pilota remoto.

La differenza fra queste tipologie è che la prima – aeromodello – si usa solo per scopi ricreativi e sportivi e non è dotata di un equipaggiamento che ne consenta il volo autonomo, mentre gli APR e i SAPR, che sono utilizzati per finalità diverse da quelle ricreative e sportive (cosiddette operazioni specializzate), vengono assimilati agli aeromobili e quindi, di conseguenza, sono assoggettati al codice della navigazione. Per quanto riguarda gli aeromodelli, è importante una precisazione: pur non dovendo rispettare il codice della navigazione, comunque, il loro utilizzo non può in ogni caso essere fatto in violazione del regolamento Enac, e non devono causare danni a cose e persone. Rimangono inoltre chiaramente applicabili le disposizioni del codice penale e del codice civile per garantire l’incolumità di persone e cose nel caso di danni arrecati con dolo o colpa. Si tratta pertanto di capire quali operazioni può effettuare un drone e se servono autorizzazioni per far volare i droni.

Far volare un drone: operazioni critiche e non critiche

Quando si fa volare un drone si compiono delle attività di volo che possono essere di vario tipo. Il regolamento Enac distingue fra operazioni specializzate e non specializzate, e a loro volta le operazioni specializzate si distinguono in critiche e non critiche. La ripartizione non è di poco conto, perchè a seconda delle operazioni che si effettuano con il drone sono diverse le licenze che sono richieste e le autorizzazioni da ottenere. Le operazioni specializzate, come da regolamnto Enac, si distinguono in:

  • operazioni specializzate non critiche: si verificano quando il volo si effettua mantenendo il contatto visivo diretto con l’aeromobile, e non vengono sorvolate aree congestionate, assembramenti di persone, agglomerati urbani e infrastrutture sensibili;
  • operazioni specializzate critiche: sono tutte le attività che non rispettano i requistiti previsti dal regolamento per le operazioni specializzate non critiche.

Bisogna inoltre ricordare che se il drone ha un peso uguale o inferiore ai 2 chilogrammi e possa essere ritenuto – alla luce dei parametri delle linee guida dell’Enac – inoffensivo, le operazioni specializzate vengono sempre considerate non critiche.

Stabilito quindi il ventaglio di possibili operazioni che un drone può compiere, come si differenziano queste operazioni per quanto riguarda le autorizzazioni necessarie per compierle? Serve un’autorizzazione per tutte le operazioni specializzate? In realtà no, in quanto è possibile anche a seconda dei casi rilasciare solo una dichiarazione. Vediamo quindi quali autorizzazioni servono per far volare i droni.

Far volare un drone: autorizzazione, dichiarazione e registrazione

A seconda del tipo di operazione che si fa con il proprio drone, occorre dotarsi delle necessarie autorizzazioni. Bisogna tenere ben presente però che non si tratta di provvedimenti simili, in quanto hanno nomi diversi e richiedono procedure diverse, che vanno analizzate separatamente.

Se si effettua un’operazione specializzata non critica, la disciplina prevista nel regolamento Enac stabilisce l’obbligo di rilasciare una dichiarazione attraverso il sito internet dell’ente nazionale per l’aviazione civile, nella quale chi pilota il drone dichiara che le operazioni che verranno effettuate rientrano nei parametri fissati nella normativa che disciplina le operazioni non critiche.

Nel caso invece di operazioni critiche, invece, occorre chiedere all’Enac un’apposita autorizzazione, in quanto l’ente deve valutare il livello di sicurezza col quale verranno svolte le operazioni. Le attività però non devono prevedere il sorvolo di assembramenti di persone definiti inusuali a causa di cortei, le manifestazioni sportive, e forme di spettacolo (anche qualora il sorvolo avvenisse in spazi chiusi) perchè in questi casi non verrà concessa l’autorizzazione.

Va inoltre sempre tenuto presente che se il drone non viene utilizzato per fini ricreativi o sportivi deve essere registrato: la registrazione del drone implica che gli venga assegnato un codice identificativo, attraverso il quale è possibile risalire ai dati del veivolo e del suo proprietario.

Ricordiamo inoltre che qualsiasi operatore riconosciuto dall’Enac che effettui attività lavorativa specifica utilizzando un SAPR deve ottenere anche l’autorizzazione dall’Enac per la riserva dello spazio aereo e inoltre ogni altra autorizzazione richiesta dalle forze dell’ordine, dalle autorità locali e, a seconda dei casi, dai privati.

note

Autore immagine: Pixabay.

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