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Dove viene reso pubblico un testamento?

1 marzo 2018 | Autore:


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Pubblicazione del testamento dopo la morte del testatore: come, dove e quando avviene e a cosa serve.

La pubblicazione del testamento non deve intendersi come divulgazione o affissione in luogo pubblico o accessibile a chiunque (per esempio su giornali, siti web, in tribunale ecc.) dell’atto contenente le ultime volontà del testatore. Ma dove viene reso pubblico un testamento?

Per pubblicazione si intende l’attività svolta dal notaio nel rendere conoscibile il testamento segreto del de cuius; la pubblicazione consiste infatti nella redazione di un verbale, alla presenza di due testimoni e nella forma dell’atto pubblico (da qui il nome “pubblicazione” del testamento) [1].

Per atto pubblico [2] si intende documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l’atto è formato.

Dunque, se proprio si vuole individuare un luogo fisico dell’atto di pubblicazione, questo è lo studio del notaio presso il quale gli eredi portano il testamento olografo oppure presso il quale già si trova il testamento perché lasciato dal de cuius.

A cosa serve la pubblicazione del testamento

La pubblicazione non rappresenta un requisito di validità del testamento; essa serve per far conoscere il contenuto agli eredi e ad eventuali terzi interessati (ad esempio i creditori e i debitori sia del defunto che degli eredi stessi). La pubblicazione costituisce un adempimento necessario affinché il testamento sia eseguibile. Infatti solo dopo la pubblicazione del testamento segreto olografo è possibile agire giudizialmente per la corretta esecuzione delle disposizioni testamentarie.

Senza la pubblicazione, il testamento, a meno che non fosse già stato redatto per volontà del testatore nella forma dell’atto pubblico (testamento pubblico) rimane una semplice scrittura privata.

Come funziona la pubblicazione del testamento

La pubblicazione consiste nella redazione, da parte del notaio incaricato, di un verbale nella forma di atto pubblico, cui devono obbligatoriamente partecipare due testimoni. Nel verbale viene descritto lo stato del testamento, devono essere integralmente riprodotte le disposizioni di ultima volontà del testatore; devono essere inoltre allegati il documento testamentario originale e un estratto dell’atto di morte.

Non appena ha notizia della morte del testatore, chi sia in possesso di un testamento olografo affidatogli in custodia dal testatore, deve presentarlo in originale – e non in fotocopia – a un notaio per la pubblicazione.

Nel caso in cui il testamento olografo sia già depositato presso un notaio, sarà lo stesso notaio depositario, su richiesta degli interessati e previa la presentazione di un estratto dell’atto di morte, a provvedere alla pubblicazione mediante la redazione del relativo verbale in forma di atto pubblico.

Dopo la pubblicazione potrà essere data piena esecuzione al testamento.

Il notaio deve trasmettere alla cancelleria del tribunale nella cui giurisdizione si è aperta la successione (dove cioè è morto il testatore) una copia (in carta libera) del verbale e del testamento, divenuto un atto pubblico indipendentemente dalla forma originale del testamento.

Alla fine di questa procedura il notaio comunica a tutti gli eredi ed eventuali legatari l’esistenza del testamento (sempre che questi non si siano già presentati insieme al possessore del testamento che ha chiesto al notaio la pubblicazione).

Testamento pubblico

E’ possibile che il testatore abbia fatto redigere il testamento già nella forma dell’atto pubblico. In questo caso non è necessaria la procedura di pubblicazione sopra descritta, essendo sufficiente la lettura dell’atto da parte del notaio dinanzi agli eredi appositamente convocati.

Il testamento pubblico viene redatto – alla presenza di due testimoni – direttamente dal notaio il quale provvede a trascrivere le volontà del testatore.

Una volta sottoscritto dal testatore, dai testimoni e dal notaio, il testamento sarà conservato tra gli atti di ultima volontà ricevuti dal notaio, finché in attività, e successivamente presso l’Archivio Notarile.

Registro generale dei testamenti

Una volta ricevuto dal notaio, il testamento è inserito nel Registro generale dei testamenti [3]. Il Registro ha sede presso l’Ufficio Centrale degli archivi notarili presso il Ministero della Giustizia. Esso è attivo dal 1° gennaio 1989 e contiene i dati relativi ai seguenti atti:

  • dal 1°gennaio 1980 al 31 dicembre 1988, testamenti ricevuti da un notaio o formalmente depositati presso un notaio e non pubblicati alla data del 30 aprile 1995;
  • dal 1°gennaio 1989 a oggi tutti i tipi di testamenti depositati formalmente presso un notaio, atti di ultima volontà rogati all’estero, tutti i tipi di pubblicazione, compresi i testamenti olografi fiduciari, e le vicende successive di tali atti (come ad esempio ritiri, revoche, revoche di revoche, dichiarazioni di nullità…).

In particolare, nel registro generale dei testamenti sono iscritti i seguenti atti:

1) testamenti pubblici;

2) testamenti segreti;

3) testamenti speciali;

4) testamenti olografi depositati formalmente presso un notaio;

5) verbale di pubblicazione dei testamenti olografi non contemplati nel numero precedente;

6) ritiro dei testamenti segreti ed olografi depositati formalmente presso un notaio; revocazione nonché revocazione della revocazione delle disposizioni a causa di morte, sempre che siano fatte con un nuovo testamento o con atto ricevuto da notaio in presenza di due testimoni.

Il notaio, o colui il quale è esercente temporaneamente funzioni notarili, è tenuto, entro dieci giorni da quando roga o riceve in deposito o comunque partecipa alla formazione di un atto di ultima volontà, a chiederne l’iscrizione nel registro generale dei testamenti trasmettendo all’archivio notarile una scheda, datata e sottoscritta, contenente le seguenti indicazioni:

  • forma dell’atto, data dello stesso o del suo deposito;
  • numero di repertorio;
  • nome e cognome, data e luogo di nascita, domicilio o residenza del testatore;
  • nome e cognome e sede del pubblico ufficiale che ha ricevuto o è depositario dell’atto.

Il registro generale dei testamenti dà quindi al testatore la garanzia dell’esecuzione delle sue ultime volontà e aiuta gli eredi nella ricerca del testamento. Le iscrizioni devono rimanere segrete fino alla morte del testatore.

note

[1] Art. 2669 cod. civ.

[2] Art. 620 cod. civ.

[3] L. n. 307/1981.

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