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Autorizzazioni per pozzo artesiano

6 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 gennaio 2018



L’uso domestico dell’acqua sotterranea è libero; non lo è la costruzione di un pozzo, per la quale occorrono i necessari permessi.

Secondo la legge, le acque sotterranee e quelle superficiali appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico [1]. L’uso e il prelievo delle acque pubbliche sono regolamentati da leggi dello Stato e della Regione.

L’acqua sotterranea per gli usi domestici può essere prelevata liberamente, senza il pagamento di alcun canone. Questo significa che, chi intende scavare un pozzo nel terreno di sua proprietà, potrà farlo senza dover pagare l’acqua che da esso attingerà.

Ciò non vuol dire, però, che la realizzazione di un pozzo sia cosa semplice; anzi: la normativa italiana prevede una regolamentazione dettagliata per la realizzazione di queste opere. Vediamo allora quali autorizzazioni occorrono per la realizzazione di un pozzo artesiano.

Cos’è un pozzo artesiano?

Iniziamo col fare chiarezza terminologica. Per pozzo artesiano si intende quella cavità ottenuta perforando il suolo fino a raggiungere una falda d’acqua che, per il principio dei vasi comunicanti, sale in superficie senza l’ausilio di alcuna strumentazione tecnica. In parole semplici, la pressione propria della falda acquifera fa sì che essa sgorghi senza che ci sia bisogno di pompe o strumenti simili.

Il nome deriva dalla regione della Francia settentrionale (l’Artois) ove per primi questi pozzi vennero realizzati.

Realizzare un pozzo artesiano può essere la soluzione ideale per garantire l’approvvigionamento idrico di case isolate o dove la rete idrica presenta carenze e malfunzionamenti.

Pozzo artesiano: qual è la normativa?

In premessa si è detto che l’acqua sotterranea per usi domestici è liberamente utilizzabile. Ed infatti, la legge [2] stabilisce che il proprietario (o l’utilizzatore) del terreno può estrarre e utilizzare liberamente le acque dal suolo purché siano rispettate le distanze dai confini e dai tubi preesistenti e sempre che i lavori vengano realizzati a regola d’arte.

Il vero problema è che la legge dello Stato non regolamenta ogni aspetto della realizzazione di un pozzo artesiano, demandandone la disciplina sostanziale alla normativa di dettaglio dei regolamenti regionali. Pertanto, per essere sicuri di realizzare un pozzo artesiano in piena regola, occorre verificare attentamente le disposizioni della regione d’appartenenza.

Pozzo artesiano: quali autorizzazioni?

Innanzitutto, prima di procedere alla costruzione di un pozzo artesiano, occorre sempre verificare presso l’ufficio tecnico comunale che la propria zona non sia soggetta a vincoli idrogeologici.

In generale, poi, per chiedere le autorizzazioni relative alla costruzione del pozzo artesiano, occorre inviare all’ufficio provinciale competente per il suolo e le acque sotterranee alcuni documenti. Il primo riguarda la comunicazione di voler realizzare un pozzo ad uso domestico.

È necessario, poi, allegare la planimetria del terreno che illustra il punto in cui si intenderà procedere allo scavo. Per ottenere le autorizzazioni necessarie alla costruzione del pozzo artesiano, si dovrà allegare copia di un documento d’identità insieme all’atto di proprietà (o di disponibilità; ad esempio, atto che dimostri il diritto di usufrutto o di enfiteusi) del terreno.

L’impresa che esegue il lavoro dovrà poi rilasciare un documento di avvenuta perforazione, avendo cura di dichiarare la natura del pozzo e del terreno.

Al comune di competenza sarà necessario presentare una semplice S.c.i.a. che comunichi l’inizio dei lavori.

Nel caso in cui il pozzo da realizzare rientri in un’area protetta o debba essere sottoposto alla valutazione di incidenza ambientale, occorre anche il parere della regione di appartenenza.

L’autorizzazione, se validamente ottenuta, ha una durata di un anno, prorogabile di ulteriori sei mesi.

Le autorizzazioni relative al pozzo artesiano sono da richiedere anche per quanto riguarda l’utilizzo dell’acqua. Ogni anno va inoltrata all’organo competente che ha rilasciato l’autorizzazione la dichiarazione sul volume d’acqua prelevato durante l’anno precedente. Il prelievo, come anticipato, rimane comunque gratuito.

Pozzo artesiano: cos’è l’uso domestico?

La normativa appena riassunta riguarda la costruzione di un pozzo artesiano per uso domestico. Per uso domestico dell’acqua estratta si intende quella destinata:

  • al consumo umano, cioè per l’uso potabile o igienico sanitario;
  • all’annaffiamento di giardini e orti;
  • all’abbeveraggio animali da cortile e/o bestiame.

Autorizzazioni per pozzo artesiano: in sintesi

In sintesi, quindi, la documentazione che generalmente occorre presentare (tenendo bene a mente, però, che la normativa cambia da regione a regione) è la seguente:

  • dichiarazione/denuncia della perforazione con i dati del richiedente, in cui si informa che si intende realizzare un pozzo artesiano per uso domestico;
  • Planimetria dove viene indicata la posizione del pozzo;
  • Copia dell’atto di proprietà (o di disponibilità) del suolo ove si deve procedere alla costruzione.

note

[1] Art. 822 cod. civ.

[2] Regio Decreto n. 1775/1933 del 11.12.1933.

Autore immagine: Pixabay.com


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